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Donald Trump è sicuro di andare in Paradiso

Il Bloc Notes di Michele Magno

Caro direttore,

leggo sul sito Focus America (preziosa miniera d’informazione sul mondo yankee) che nella domenica delle Palme Donald Trump ha pubblicato sul suo social network Truth -Truth in inglese significa verità- una lettera privata del pastore Franklin Graham. Nella lettera, datata 15 ottobre 2025, quest’ultimo gli assicura che la sua “anima è al sicuro” e che è “destinato al Paradiso”.

Graham è figlio del leggendario predicatore televisivo Billy Graham e uno dei sostenitori più importanti di Trump nelle comunità evangeliche, che rappresentano un bacino fondamentale del suo consenso politico. Aveva scritto al presidente dopo che il tycoon newyorkese aveva scherzato pubblicamente sulla possibilità di andare o meno in Paradiso.

“L’unico che può salvarci dall’inferno è Gesù Cristo”, si legge nella lettera. “L’unica via per il paradiso è attraverso il sangue versato di Gesù Cristo. Se lo accetti per fede e lo inviti a entrare nel tuo cuore, sei destinato al paradiso, te lo prometto”. Graham citava anche un passo della Lettera ai Romani: “Se confessi con la tua bocca che Gesù è il Signore e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato”. Nella lettera Graham fa anche riferimento all’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas e alla liberazione degli ultimi ostaggi israeliani, definendoli “risultati incredibili”.

La scelta di rendere nota la lettera arriva dopo mesi in cui Trump aveva manifestato qualche  dubbio sul proprio destino ultraterreno. Pochi giorni prima della lettera di Graham, nell’ottobre 2025, aveva detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One: “Non credo che ci sia qualcosa che mi farà entrare in Paradiso. Davvero no”. Un raro momento di incertezza pubblica. Il mese scorso, durante il “National Prayer Breakfast”, ha cambiato completamente registro dichiarando: “Stavo solo scherzando. Penso che probabilmente dovrei farcela. Non sono un candidato perfetto, ma ho fatto un sacco di cose buone per le persone”.

Caro direttore, non so se lei abbia visto “Oltre il giardino, un film del 1979 diretto da Hal Ashby e tratto dal romanzo “Presenze” dello scrittore polacco Jerzy Kosinski. Interpretato da uno straordinaro Peter Sellers, narra le peripezie di un  cinquantenne analfabeta che ha vissuto tutta la vita curando il giardino di un vecchio signore.

Conosce per caso la moglie (Shirley MacLaine) di un influente magnate (Melvyn Douglas), che lo scambia per un raffinato e bizzarro gentiluomo. Il marito, dal canto suo, lo considera una grande mente politica. E così pure mezza Washington, che pensa addirittura di portarlo alla presidenza degli Usa. Il film è una memorabile e amara riflessione sugli Stati Uniti, un paese in cui la tv rende idioti e qualsiasi idiota -giardiniere o immobiliarista- può arrivare ai suoi vertici grazie alla tv.

Che Dio (se esiste) ce la mandi buona.

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