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I fulmini di De Luca, le saette di Burioni, la speranza di Salvini, i segreti del Copasir e i furbetti del vaccino

di

arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche non solo sui vaccini. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

I FURBETTI DEI VACCINI

 

MARA TRA SUD E NORD

 

SINTONIE SALVINI-SPERANZA

 

DIBATTITI VACCINALI

 

I FULMINI DI DE LUCA

 

LE SAETTE DI BURIONI SU ASTRAZENECA

 

LE TRUMPATE DI BIDEN SUI VACCINI

 

I RISTORI MADE IN LONDRA

 

I TRAVAGLI DI TRAVAGLIO

 

REPUBBLICA NON RUSSA

 

I SOSPETTI DI SARZANINI DEL CORRIERE DELLA SERA

 

DOSSIER MOSE

 

MODERATE SINTONIE DI CENTRODESTRA SUL COPASIR

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SUI FURBETTI DEI VACCINI:

Corri, avanza una fiala». Con questo sistema, il passaparola, in Puglia si sono vaccinati migliaia di furbetti. Non è dato sapere se possano considerarsi imbucati tutti i 16.244 ricevitori delle dosi che la Regione ha catalogato nella categoria «altro». Cioè né medici né infermieri. Né personale ospedaliero né gli over 80, tantomeno i vulnerabili. E nemmeno uomini e donne delle forze dell’ordine, oppure insegnanti. Semplicemente «altri», sui quali i carabinieri del Nas indagano a supporto dell’inchiesta della Procura di Bari che ha già ascoltato, come persona informata dei fatti, l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco.

In parallelo il caso è sotto la lente d’ingrandimento del Nirs, il Nucleo degli ispettori regionali, sguinzagliato dal governatore Michele Emiliano dopo le denunce dell’onorevole Marco Lacarra, segretario regionale pd. Tra operatori sanitari fantasma, minorenni, inquilini degli stabili in cui hanno sede le Rsa, volontari dell’ultimo minuto, sono almeno 500 coloro che hanno saltato la fila. Ma il sospetto, fondato, è che il numero possa essere 20 volte superiore.

Se questo è il sottobosco esplorato, molte anomalie in realtà sono già emerse in superficie. A cominciare dalle iniezioni di Pfizer somministrate ad alcuni costruttori, fra i quali l’ex presidente di Confindustria Puglia, Domenico De Bartolomeo, con la motivazione di essere titolari di imprese affidatarie di lavori negli ospedali. Era gennaio, il mese in cui i vaccini andavano a medici, assistenti e ospiti delle Rsa. Invece ne usufruivano pure i sindaci come Raimondo Innamorato, primo cittadino di Noicattaro, che il giorno della Befana fu chiamato dalla Asl di Bari per sentirsi dire: «Abbiamo delle fiale inutilizzate, per non buttarle si affacci in ambulatorio». Incuneandosi nelle maglie di prescrizioni e interpretazioni, non si contano le categorie che sono comparse nell’elenco degli immunizzati: professori in pensione, ricercatori e amministrativi dell’università in smart working, addetti stampa di Asl e Protezione civile, funzionari da scrivania delle agenzie regionali.

Una frenata si è registrata dopo che il governo ha indicato l’età quale unico diritto di precedenza. Ma le parole di Draghi non hanno impedito che a Taranto venisse concesso il siero a oltre 100 preti. Michele Conversano, responsabile della campagna, ha ammesso di aver dato personalmente il via libera. Nella stessa città, avvelenata dall’inquinamento dell’ex Ilva, centinaia di malati di cancro aspettano ancora la dose.

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DI REPUBBLICA SUL COPASIR:

La questione Copasir, ormai, ha superato i canoni di “civiltà istituzionale”, per dirla con le parole che il segretario del Pd Enrico Letta ha utilizzato dopo aver incontrato la leader di Fratelli d’Italia. C’è un organismo parlamentare che vigila su una materia delicatissima quale l’intelligence che non si riunisce dal 20 gennaio. Il rallentamento dovuto alla crisi di governo è diventato paralisi dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il motivo è semplice. Secondo una legge del 2007 la presidenza del comitato spetterebbe all’opposizione. E Fdi, unica forza di minoranza nell’attuale parlamento, la reclama per Adolfo Urso. Il quale, già un mese e mezzo fa, ha fatto mettere per iscritto di non ritenere più legittima la figura del presidente, il leghista Raffaele Volpi, nel frattempo passato in maggioranza. A quel punto Volpi si è rivolto a Fico e Casellati per chiedere lumi. Motivando la sua resistenza sulla poltrona con il richiamo a un precedente, quello di Massimo D’Alema, che nel 2011 rimase alla guida del Copasir anche se il Pd era finito in maggioranza con l’avvento di Mario Monti. Quel caso può fare giurisprudenza? Nel dubbio, anche Letta ha invocato l’intervento dei presidenti di Camera e Senato, ma sposando nei fatti la posizione di Fdi: «Non ho simpatie per Meloni o per Salvini ma sto alla legge che dice che la presidenza del Copasir va all’opposizione». Unica certezza è che il Comitato, in due mesi e mezzo, non ha potuto riunirsi neppure su casi che hanno occupato la ribalta come l’omicidio dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio. «Ma anche la vicenda vaccini merita un approfondimento. Infine l’affaire dello spionaggio militare russo nel nostro Paese. Questo traccheggiamento – dice Enrico Borghi del Pd – non è più accettabile». Il sospetto è che Salvini non voglia cedere la postazione per via dei tanti dossier aperti che possono intimorire la Lega. La storia dei finanziamenti discussi ai tavoli dell’hotel Metropole dal suo amico Gianluca Savoini resta argomento di indagine della procura di Milano, che attende la risposta alle rogatorie internazionali.

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