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Cosa fanno e cosa dicono i Paesi europei su Iran e Cipro

Dichiarazioni e mosse dei leader dei principali Stati europei sugli effetti della guerra all'Iran. Estratto dal Mattinale Europeo

LE MOSSE DI MACRON CON MELONI E NON SOLO

Emmanuel Macron ha contattato ieri la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis per “coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e lavorare insieme per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso”, ha indicato l’entourage del presidente francese.

LA COALIZIONE EUROPEA PER CIPRO

Anche la Spagna si unisce alla coalizione inviando la fregata Cristóbal Colón e una nave di rifornimento nel Mediterraneo orientale per contribuire a rafforzare le difese aeree di Cipro dopo attacchi con droni attribuiti all’Iran. L’unità spagnola raggiungerà il gruppo navale della portaerei francese Charles de Gaulle, diretta nel Mediterraneo, insieme alle navi da guerra olandesi, greche e italiane inviate in rinforzo.

“Con il dispiegamento della Cristóbal Colón, la Spagna dimostra il suo impegno per la difesa dell’Unione europea e della sua frontiera orientale”, ha spiegato il governo di Pedro Sánchez. Macron ha annunciato martedì di aver preso l’iniziativa di costruire una coalizione per riunire i mezzi, anche militari, necessari a ristabilire e garantire la sicurezza del traffico nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, bloccato dagli scontri provocati dalla guerra condotta dal presidente statunitense Donald Trump e da Israele contro l’Iran. Il 20% del petrolio e del GNL mondiali transita nello Stretto di Hormuz e una sua chiusura alla navigazione fa impennare i prezzi e minaccia carenze in molti paesi con riserve insufficienti.

LE TENSIONI TRA SPAGNA E AMERICA SULLE BASI MILITARI

La Spagna ha temuto la collera di Donald Trump e ha lasciato agli americani l’uso delle proprie basi militari sul territorio spagnolo, ha affermato ieri la portavoce della Casa Bianca. Il ministro degli Esteri spagnolo ha smentito. “Credo che abbiano ascoltato chiaramente il messaggio del presidente ieri e, se ho capito bene, nelle ultime ore hanno accettato di cooperare con l’esercito americano”, ha dichiarato Karoline Leavitt. “Nego categoricamente qualsiasi cambiamento… La nostra posizione sull’uso delle nostre basi in Medio Oriente, nei bombardamenti in Iran, non è cambiata di una virgola”, ha assicurato José Manuel Albares. “Lei potrà essere la portavoce della Casa Bianca, ma io sono il ministro degli Esteri spagnolo e posso assicurarvi che la nostra posizione rimane invariata”.

COSA HA DECISO LA FRANCIA

Il governo francese ha adottato una posizione piuttosto ambigua autorizzando l’uso della base aerea di Istres, vicino a Marsiglia, da parte di aerei militari statunitensi “di supporto” alle operazioni in Medio Oriente. “Considerato il contesto, la Francia ha richiesto che i mezzi interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Stati Uniti in Iran, ma esclusivamente al sostegno della difesa dei nostri partner nella regione. Ne abbiamo ottenuto piena garanzia”, ha dichiarato lo stato maggiore francese. “Si tratta di una procedura di routine nel quadro della NATO”. Gli aerei autorizzati sono velivoli di trasporto logistico. Restano invece interrogativi sugli aerei cisterna, indispensabili per gli apparecchi americani impegnati in Iran.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA SULLE BASI NATO

I trattati bilaterali con gli Stati Uniti del 1954 autorizzano l’uso delle basi NATO in Italia per la logistica e per “operazioni non cinetiche”, cioè “non bombardamenti”, ha spiegato ieri Giorgia Meloni in un’intervista alla radio RTL 102.5. In caso di richiesta per operazioni in Iran, “dovremmo decidere con il Parlamento”, ha aggiunto. “Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta in tal senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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