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Coronavirus nel Regno Unito, tutte le spine di Johnson

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Coronavirus nel Regno Unito, ecco le ultime novità nell’approfondimento di Daniele Meloni

Ieri, nel briefing giornaliero sugli aggiornamenti per il Coronavirus, il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato nuove misure di contrasto a quella che lui stesso ha definito “la pandemia più grave che il mondo si è trovato ad affrontare”.

Johnson ha chiesto ai suoi cittadini di evitare pub, ristoranti e luoghi affollati, di lavorare da casa se possibile, e di non uscire se non quando necessario per l’acquisto di medicine e generi alimentari.

Si tratta di consigli senza forza coercitiva, non imposti tramite decretazione di urgenza come invece accade in Italia e in Francia. Johnson confida nel senso civico degli inglesi.

Non è stata ancora imposta alcuna chiusura per scuole e università, anche se i segretari delle associazioni di docenti e presidi hanno affermato che con parte del personale costretto all’auto-isolamento mantenere la normale didattica sarà difficile.

Tra le persone cui è stato consigliato di evitare al massimo i contatti sociali ci sono le donne in stato di gravidanza, i malati cronici e gli over-70. Il Leader dell’Opposizione, Jeremy Corbyn, settantenne, ha comunque affermato che, per quanto gli riguarda, continuerà nel suo ruolo senza alcuna limitazione.

Dopo alcune uscite pubbliche del Chief Scientific Advisor del governo, Sir Patrick Vallance, e di David Halpern, componente della Commissione indipendente istituita dal governo, sull’”immunità di gregge”, domenica scorsa è intervenuto il ministro della Salute, Matt Hancock, che, sulle pagine del Daily Telegraph, ha ribadito categoricamente che “il Regno Unito non persegue alcuna politica di immunità di gregge” e ha ribadito le 4 fasi attraverso cui il governo intende combattere il Covid-19. Attualmente siamo nella seconda, denominata “delay” che prevede, tra le altre cose, l’eventuale chiusura di scuole, uffici e persino mezzi di trasporto. Tra gli oltre 1,500 contagiati da Coronavirus c’è anche quello di un addetto alla Tube, la metropolitana londinese.

Le dichiarazione di Hancock e quelle di Johnson mostrano una discrasia tra il governo e i suoi advisor medico-scientifici. Non è l’unico caso in Europa: anche in Italia è stato riportato che il comitato scientifico creato per consigliare il Presidente del Consiglio Conte durante la crisi aveva espresso parere contrario alla chiusura delle scuole. Nel fine settimana Downing Street ha convocato le principali testate giornalistiche del paese per fare il punto della situazione. È stata inoltre definita la strategia comunicativa di Johnson, che, da questa settimana, terrà un briefing giornaliero in diretta tv accompagnato dal Dottor Whitty – Chief Medical Officer – e da Sir Vallance.

Ma è anche l’economia a fare discutere. La scorsa settimana il nuovo Cancelliere, Rishi Sunak, ha annunciato nella legge di bilancio (Budget) misure per 12 miliardi di sterline a sostegno dell’economia colpita dalla crisi pandemica. Alla luce delle nuove misure restrittive in arrivo questa somma non sembra più essere adeguata alle circostanze. Alcune compagnie aeree come Virgin Atlantic, EasyJet e British Airways stanno implorando il governo di fare di più per evitare licenziamenti e lo spettro di problemi economici serissimi. Sunak, che apparirà anch’egli giornalmente accanto a Johnson per il daily briefing, ha promesso loro pieno sostegno, assicurando che si occuperà da subito del loro caso. Un altro caso è quello del mondo della cultura. Da ieri sera teatri, cinema e luoghi dove si tengono i concerti sono chiusi al pubblico. La Royal Opera House a Covent Garden e il National Theatre a Southbank, a due passi dalla City, hanno annunciato la loro chiusura fino a data da destinarsi.

Se il West End chiude i battenti, anche a Westminster la politica si ferma. Alla Camera dei Comuni le misure per la lotta al Coronavirus nel Regno Unito saranno approvate in via emergenziale senza alcun dibattito e le elezioni del prossimo mese di maggio sono state rinviate al maggio 2021. Tra i tanti council in ballo Sheffield, Southampton, Burnley e, infine, il più importante, quello della Greater London, dove il sindaco uscente, il laburista Sadiq Khan, era dato dai sondaggi di ben 25 punti in vantaggio sul rivale Tory, Shaun Bailey.

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