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Come Russia e Turchia si spalleggiano, non solo in Azerbaigian

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Le relazioni tese con l’Occidente hanno spinto Mosca e Ankara a stringere una stretta collaborazione. L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Secondo il sito russo Izvestia sia la Turchia che la Russia hanno posto in essere una infrastruttura militare congiunta in Azerbaigian con la finalità ufficiale di controllare che la tregua con l’Armenia venga effettivamente rispettata attraverso l’uso di droni (i russi si servono dei droni Orlan-10 e Forpost mentre i turchi si servono dei Bayraktars).

Questa infrastruttura militare è stata aperta il 30 gennaio nella regione di Aghdam ed è formata da 60 soldati turchi e da 60 soldati russi, presenza questa che dimostra la sinergia turca e russa in questo contesto geopolitico come d’altronde in Siria.

Dal punto di vista geopolitico il rafforzamento di questa cooperazione  dimostra la volontà di entrambe le nazioni di porre in essere una vera e propria zona d’influenza.

Le relazioni tese con l’Occidente hanno spinto Mosca e Ankara a stringere una stretta collaborazione. Dopo aver gareggiato con la Russia nella prima metà degli anni ’90 in Eurasia, la Turchia ha deciso di collaborare con essa dopo la seconda metà degli anni ’90, sviluppando un rapporto multidimensionale, basti pensare che il volume degli scambi bilaterali ha raggiunto i 26,3 miliardi di dollari nel 2019.

Sebbene vi siano alcune differenze sulle questioni geostrategiche come in Siria, Libia e nel Mediterraneo orientale, entrambe beneficiano di questa partnership che comprende commercio, energia, investimenti, politiche relative ai gasdotti, turismo, fornitura di armi e questioni regionali.

Quando è scoppiato il conflitto a settembre, la Turchia era un partner della Russia più che un rivale. Questo è il motivo per cui la Russia è rimasta in silenzio davanti al forte sostegno della Turchia all’Azerbaigian nel conflitto, a differenza della prima guerra del Karabakh all’inizio degli anni ’90.

Inoltre il sostegno incondizionato della Turchia all’Azerbaigian, soprattutto il suo sostegno militare compresa la fornitura di droni, è stato determinante nel conflitto. Hanno concluso un accordo di partenariato strategico e assistenza reciproca nel 2010 che prevedeva un aiuto reciproco in caso di attacco da parte di terzi.

Il crescente sostegno della Turchia all’Azerbaigian deriva soprattutto non solo dalla sua crescente integrazione con l’Azerbaigian. In particolare nel campo dell’energia compreso il lancio del Trans Anatolian Pipeline (Tanap) nel 2019, la spedizione di più gas azero in Turchia e il massiccio investimento del gigante energetico statale azero SOCAR in Turchia, ma anche dalla sua crescente assertività nel suo vicinato: il suo sostegno infatti a Baku nel conflitto è allo stesso tempo un corollario della sua politica estera impiegata in Siria, Libia e nel Mediterraneo orientale.

Grazie a una crescita costante della sua economia dopo il 2000, come risultato delle politiche economiche che la trasformano in uno “stato commerciale” e un concomitante aumento delle sue capacità militari, la Turchia si è trasformata in un attore importante nella regione.

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