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Come galoppa la Cina nell’Oceano Indiano

di

Cina Pakistan

L’espansione di natura economica e anche di natura militare della Cina nel contesto dell’Indo-Pacifico. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Presso il porto di Karachi in Pakistan si stanno portando a termine lavori di ampliamento che consentiranno di ospitare sottomarini diesel-elettrici Type 039B (Hangor Class) – entro il 2022 entrerà in servizio il primo battello – ma anche ospitare i tipo A (Yuan Class) della Marina cinese con la quale il Pakistan ha una partnership anche di natura militare.

In base a precisi accordi nel contesto militare 4 Hangor class saranno costruiti in Cina dalla China Shipbuilding Industry Corporation (CSIC) e altri 4 in Pakistan presso i Karachi Shipyard & Engeneering Works (KSEW).

La consegna dovrebbe avvenire entro il 2028. Questo dato di natura squisitamente militare deve essere contestualizzato all’interno del corridoio economico Cina Pakistan che non farà altro che consolidare la Belt and road iniziative a soprattutto permetterà da parte della Cina un maggiore controllo dello Stretto di Hormuz uno dei più importanti snodi commerciali per il petrolio.

Passa infatti non solo un terzo del petrolio mondiale via mare ma anche un quarto del consumo totale di gas naturale liquefatto. Infatti il 76% delle esportazioni di petrolio che passano dallo stretto sono destinati proprio alla Cina, India, Giappone e Corea del Sud.Più in generale l’Indo-Pacifico svolge un ruolo cruciale per la Cina.

Vediamone in breve le ragioni.

In primo luogo, dal momento che la Cina intende attuare una proiezione di potenza nell’Oceano Indiano, cioè intende attuare una logica di espansione di natura economica e anche di natura militare (leggi infrastrutture militari) nel contesto dell’Indo-Pacifico è logico che il Dragone consideri quella vasta area geografica che passa da Gwadar (Pakistan), Hambantota (Sri Lanka), Chittagong (Bangladesh) e arriva fino a Sittwe (Myanmar) come una propria zona di influenza.

Affinché questo obiettivo venga realizzato, la Cina – anche in funzione di contenimento dell’India – ha posto in essere il corridoio China-Pakistan Economic Corridor (Cpec), corridoio finalizzato a rendere il collegamento tra il Pakistan e la Cina (nel contesto della Nuova Via della Seta) più agevole, grazie alla costruzione di infrastrutture ferroviarie, portuali ed energetiche. Un corridoio che attraversa il Kashmir, oltre al Belucistan e allo Xinjiang.

In secondo luogo, soprattutto il porto di Gwadar – motivo di forte contrasto tra India e Cina – svolge non solo un ruolo fondamentale all’interno del corridoio sino-pakistano, ma è a tutti gli effetti un’infrastruttura portuale fondamentale per la proiezione di potenza economica cinese, visto che questa infrastruttura portuale le potrebbe consentire di connettersi sia con il Golfo Persico che con il Mar Arabico.

In terzo luogo l’informativa militare della quale abbiamo fatto riferimento è importante perché dimostra l’importanza della Marina cinese. Non a caso nel giro di breve tempo la marina cinese ha sviluppato sia una progettualità militare difensiva che offensiva, che dovrebbe consentirle non solo di tutelare la difesa costiera ma anche di attuare un’adeguata proiezione di potenza negli oceani sulla falsariga di quanto già attuato dalla marina sovietica. Proprio per questo gli investimenti che la Cina sta attuando nella costruzione di portaerei sta a dimostrare la consapevolezza dell’importanza sempre più rilevante che sta acquisendo il potere marittimo, o “sea power”.

In quest’ottica dobbiamo leggere la strategia marittima cinese volta ad avere infrastrutture militari oltremare o infrastrutture portuali come quelle di Gwadar in Pakistan la quale si trova in una posizione strategica a metà strada tra Medio Oriente, l’Asia centrale e l’Asia del sud, e che proprio per questo – come già sottolineato sopra – costituisce lo snodo fondamentale del China-Pakistan Economic Corridor.

In ultima analisi, la strategia della Belt and Road Initiative (Nuova Via della seta) implica da parte cinese un incremento del suo impegno sia nell’Oceano Indiano che nel Pacifico e quindi la modernizzazione della marina militare diventa una condizione fondamentale perché questo ambizioso progetto possa compiersi.

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