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Come e perché Salvini sferza Zaia e Fedriga

Che cosa ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Vannacci, Zaia, Fedriga e non solo. La nota di Sacchi

Da Milano Marittima, non lontano da quel Papeete che, secondo certa narrazione mediatica, avrebbe dovuto segnare già sette anni fa il tramonto della sua leadership, Matteo Salvini rilancia a tutto campo. Accolto dall’abbraccio dei ragazzi leghisti, riuniti dal responsabile dei giovani, il deputato trentenne Luca Toccalini, per la tre giorni “Nexus, la generazione che non si arrende”, Salvini torna a ricordare che lui sarà segretario per altri tre anni, secondo il mandato del congresso dove è stato eletto per acclamazione l’anno scorso.

Dopo che nessuno si era candidato a sfidarlo. Salvini afferma che alle Politiche tra un anno il centrodestra tornerà a vincere con una Lega oltre il 10 per cento. Intervistato da Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico “La Zanzara”, risponde che certamente gli piacerebbe tornare al Viminale in un nuovo governo di centrodestra. Poi, passa all’attacco di Roberto Vannacci: “Una delusione umana” prima ancora che politica. Uno da cui non farsi “fregare” più e con cui, almeno al momento, non s’ha da fare, per Salvini, alcuna alleanza. “Io non porto rancore – sottolinea il leader leghista, vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti- c’è più una delusione umana che politica che dura qualche ora e poi si guarda avanti”. Prosegue: “Sicuramente, visto che gli abbiamo aperto le porte di casa nostra rimangiarsi tutto nel giro di qualche settimana – da parte, poi, di un uomo in divisa che dovrebbe essere cresciuto nel rispetto della parola data – è stata una delusione”.

Salvini, ricordando che i vannacciani anche sul Piano Casa hanno votato no alla fiducia al governo come la sinistra, mette di fatto Vannacci sullo stesso piano degli avversari: “Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Così come seguo Schlein, Conte…”. Conclude con gelida ironia: “Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta, non due”.

Quanto a un certo linguaggio del generale di Futuro Nazionale, liquida come “nostalgica” la definizione “camerati” , parola molto lontana dal futuro di cui discutono i giovani leghisti alla tre giorni di Nexus. Qui, precisa, “ci sono amici, fratelli, compatrioti, autonomisti. La parola camerati fa parte di un passato storicamente da studiare” e nulla più. Al voto, spiega Salvini, “arriveremo con questa alleanza” di governo: “Con Vannacci a oggi evidentemente no. Se ci ritiene dei falliti adesso, non penso cambierà idea tra un anno”. Quando, assicura il leader del Carroccio, “gli italiani premieranno la concretezza. Mentre altri chiacchierano ovunque di immigrazio e sicurezza, noi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini: è la differenza tra chi chiacchiera e chi fa”.

Ma Salvini si fa tonico guardando anche all’interno del suo partito in vista dell’ appuntamento delle Politiche. Che tra un anno “ci troverà qui a festeggiare la vittoria del centrodestra con la Lega oltre il 10% e con qualsiasi legge elettorale”. Annuncia che guiderà una campagna elettorale che però, sottolinea, “non sarà solitaria”. Spiega, pungolando i suoi, chiamati a fare squadra: “Servono i capitani, ma servono le truppe. Perché capitani, generali o colonnelli, senza truppe motivate, determinate e orgogliose, non vanno da nessuna parte”.

Dopo il tormentone mediatico sul dibattito interno, sul chi siamo e dove andiamo, Salvini chiama in causa direttamente governatori e ex governatori invitandoli a darsi da fare e scendere in campo al suo fianco : “E quindi, da Zaia, a Fedriga, ai sindaci e ai governatori, me li aspetto tutti, non dietro, ma di fianco per vincere la campagna elettorale”. E ricorda: “L’anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni. Uno è passato, ce ne sono altri tre”.

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