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Come e perché i Paesi Ue si spappolano su Russia e Ucraina

Non solo per questioni militari i Paesi europei si dividono su Russia e Ucraina. L'approfondimento tratto dal Mattinale Europeo

 

La Svezia ha raccolto le firme di dieci Stati membri per chiedere alla Commissione di iniziare a legiferare per imporre restrizioni più severe ai visti turistici per i russi. In una lettera indirizzata a Kaja Kallas e a Magnus Brunner, Svezia, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Polonia (a cui si sono aggiunge Islanda e Norvegia come membri dell’area Schengen) hanno denunciato come “profondamente inquietante” l’aumento del numero “di turisti russi che si godono vacanze sulle spiagge e nelle località turistiche europee, mentre missili e droni continuano a colpire civili e infrastrutture civili in Ucraina. La situazione è ancora più angosciante se si considera che migliaia di bambini ucraini, deportati illegalmente e trasferiti con la forza, non possono tornare dalle loro famiglie”, si legge nella lettera.

L’AUMENTO DEI VISTI CONCESSI AI CITTADINI RUSSI

Effettivamente lo scorso anno il numero di visti concesso ai russi ha continuato ad aumentare, compresi quelli turistici. Nel 2025 i paesi membri dell’Ue hanno emesso 679 mila visti per cittadini con passaporto russo, in crescita rispetto ai 606.594 del 2024 e 520.387 del 2023. La percentuale dei rifiuti di concessione del visto per i cittadini russi è scesa sensibilmente: dal 10,6 per cento del 2023 al 6,4 per cento del 2025. I visti per turismo sono quelli più in voga. Da 332 mila nel 2021 prima dell’invasione, la Commissione ha registrato 478 mila visti turistici concessi nel 2025 a cittadini russi.

LE CRITICHE DELLA SVEZIA E I RISCHI PER SCHENGEN

“Non voglio che ci siano più weekend dedicati allo shopping. Non voglio che ci siano più viaggi di lusso in Europa mentre gli ucraini muoiono sul campo di battaglia”, ha detto ieri il ministro svedese per la migrazione, Johan Forssell, prima della riunione del Consiglio Affari interni. “Questa situazione è completamente folle e deve finire”. Non ci sono solo ragioni morali, ma anche di sicurezza per i paesi dell’Ue. Un visto permette di circolare liberamente in tutta l’area Schengen. “Una situazione in cui gli Stati membri applicano approcci radicalmente diversi al rilascio di visti per viaggi non essenziali non solo favorisce la ricerca oculata di visti, ma costituisce anche un rischio per la sicurezza dell’intera area Schengen”, scrivono gli 11 paesi. “La facilità di accesso all’area Schengen accresce i potenziali rischi per la sicurezza, compresi quelli legati alla circolazione di centinaia di migliaia di combattenti russi che hanno partecipato alla guerra di aggressione contro l’Ucraina”.

I PAESI CHE CONCEDONO PIÙ VISTI AI RUSSI

Nessun colpevole viene nominato esplicitamente. Ma i dati riservati della Commissione sono chiari. Gli Stati membri che hanno concesso più visti ai russi lo scorso anno sono stati la Francia (oltre 170 mila), l’Italia (oltre 160 mila) e la Spagna (quasi 100 mila). La Grecia è in quarta posizione con oltre 40 mila visti.

POSSIBILI MODIFICHE ALLA PROTEZIONE TEMPORANEA PER GLI UCRAINI

La Commissione europea potrebbe proporre di modificare il regime della protezione temporanea per gli ucraini che fuggono dalla guerra per escludere gli uomini tra i 23 e i 60 anni, ha annunciato ieri il commissario Magnus Brunner dopo una discussione con i ministri dell’Interno dell’Ue. “C’è una solidarietà al 100 per cento con l’Ucraina”, ha detto Brunner. “L’opinione è che dobbiamo prolungare la protezione temporanea. Dobbiamo discuterne con l’Ucraina. E’ importante avere l’opinione dell’Ucraina”, ha sottolineato Brunner. Uno degli approcci è di “escludere gli uomini tra 23 e 60 anni, nell’età della coscrizione. Questo è anche quello che gli ucraini vogliono che facciamo”, ha detto il commissario.

LE PERPLESSITÀ DI ALCUNI STATI MEMBRI

Nicholas Ioannides, ministro della migrazione di Cipro, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, ha tuttavia sottolineato che “ci sono alcune preoccupazioni” da parte di alcuni Stati membri. “Dobbiamo assicurare che ci siano salvaguardie per affrontare eventuali problemi”, ha spiegato Ioannides. Brunner ha promesso una proposta in “un paio di settimane”.

L’APPELLO DI RUTTE AI GIOVANI RUSSI

“Le perdite russe in Ucraina sono considerevoli – oltre 30.000 al mese … Il Cremlino vi sta facendo un pessimo scherzo”, ha avvertito il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un messaggio inviato da Kyiv ai giovani russi intenzionati ad arruolarsi. “Giovani come voi vanno in guerra, ma non sarete addestrati. L’equipaggiamento fornito sarà di scarsa qualità. C’è una fortissima probabilità che veniate uccisi o feriti mentre siete laggiù, e c’è una forte probabilità che, se siete feriti, vi lascino soffrire e morire nel fango. Quindi, quando si parla di decine di migliaia di vittime, non è un dato astratto. Probabilmente sarete voi”.

IL CONSIGLIO NORD ATLANTICO A KIEV

Mark Rutte è arrivato mercoledì a Kyiv per una visita ufficiale con gli ambasciatori dei 32 paesi dell’Alleanza per una riunione del Consiglio Nord Atlantico (NAC), l’organo decisionale politico della Nato.

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