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Ungheria

Ferrovie, oleodotti e nucleare: tutti gli accordi tra Cina e Ungheria

La visita di Xi ha portato alla firma di diciotto accordi tra la Cina e l'Ungheria. Le intese riguardano soprattutto la costruzione di infrastrutture, ma Orban dice di voler approfondire la cooperazione sull'energia nucleare.

La visita del presidente cinese Xi Jinping in Ungheria, ultima tappa del suo viaggio in Europa che l’aveva già portato in Francia e in Serbia, ha prodotto la firma di diciotto accordi economici.

TUTTI I PROGETTI INFRASTRUTTURALI DELLA CINA IN UNGHERIA

Come ha spiegato il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjarto, in un video su Facebook, i due paesi collaboreranno alla costruzione di infrastrutture: una ferrovia per il trasporto merci nei pressi di Budapest; una linea ferroviaria ad alta velocità tra il centro della capitale e l’aeroporto di Ferihegy; un oleodotto tra l’Ungheria e la Serbia.

La ferrovia rientra nella Belt and Road Initiative, o Nuova via della seta, e servirà a collegare l’Ungheria con il porto greco del Pireo, che la Cina controlla e che vorrebbe trasformare nel punto di ingresso delle proprie merci verso l’Europa orientale. Xi ha detto che l’adesione alla Belt and Road Initiative è “molto coerente con la strategia ungherese di apertura a est”.

Tuttavia, nonostante la firma delle diciotto intese e di un accordo di partnership strategica, non ci sono stati annunci dettagliati di grandi investimenti cinesi in Ungheria, ha scritto Associated Press.

Al di là delle infrastrutture, era già noto che la casa automobilistica cinese BYD abbia in programma uno stabilimento di veicoli elettrici a Seghedino, mentre CATL intende costruire nel paese una fabbrica di batterie dal valore di 7,6 miliardi di dollari.

LE PAROLE DI ORBÁN

Il primo ministro Viktor Orbán ha aggiunto che l’Ungheria vorrebbe allargare la collaborazione economica con la Cina al settore dell’energia nucleare. Attualmente il paese sta lavorando con la Russia alla costruzione di un nuovo reattore nella centrale di Paks, che dovrebbe entrare in funzione per la fine degli anni 2020.

In conferenza stampa Orban – che ha puntato molto sull’approfondimento dei rapporti con la Cina, distanziandosi dall’approccio più cauto degli altri membri dell’Unione europea – ha fatto notare come l’anno scorso i tre quarti degli investimenti esteri in Ungheria sono giunti dalla Cina. Ha anche voluto sottolineare il protagonismo di Pechino sullo scenario internazionale: vent’anni fa, ha detto, “vivevamo in un mondo unipolare, mentre oggi viviamo in un mondo multipolare e la Cina è una delle colonne principali di questo nuovo ordine globale”.

Stando ai dati dell’Observatory of Economic Complexity, legato al MIT, nel 2022 la Cina ha registrato un surplus commerciale di quasi 8 miliardi di dollari con l’Ungheria. Budapest ha importato da Pechino merci per un valore di 10,5 miliardi (pari al 6,8 per cento delle importazioni totali del paese, seconde solo alla Germania), mentre ne ha esportate per 2,8 miliardi.

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