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Xi

Cosa sta succedendo tra Cina e Taiwan

La Cina ha eseguito esercitazioni militari vicino a Taiwan, simulando attacchi missilistici e inviando aerei da combattimento: si tratta di una risposta all'insediamento del nuovo presidente Lai Ching-te.

Il 24 maggio la Cina ha eseguito esercitazioni militari, simulando attacchi missilistici e inviando aerei da combattimento armati e bombardieri vicino a Taiwan, come riportato dall’emittente statale CCTV. Queste manovre, secondo Pechino, sono state organizzate come reazione all’elezione del nuovo presidente di Taiwan, Lai Ching-te.

Le esercitazioni, che si sono protratte per due giorni nello Stretto di Taiwan e attorno alle isole controllate da Taiwan vicino alla costa cinese, includevano simulazioni di bombardamenti di navi straniere, stando a un rappresentante del governo taiwanese, che ha condannato fermamente tali azioni. La Cina considera Taiwan come parte del proprio territorio e definisce Lai un “separatista”.

COSA HA FATTO LA CINA

Il 20 maggio Pechino aveva criticato il discorso di insediamento di Lai, che invitava la Cina a cessare le minacce e sottolineava che Taiwan e Cina non sono subordinate l’una all’altra. Il Comando del Teatro Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione ha dichiarato che le esercitazioni, denominate “Joint Sword – 2024A“, avevano lo scopo di testare la capacità di operazioni congiunte, lanci di attacchi combinati e occupazione di aree strategiche.

La Cina non ha mai escluso l’uso della forza per reclamare Taiwan. Un alto rappresentante della sicurezza di Taiwan ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che bombardieri cinesi hanno simulato attacchi contro navi straniere vicino al Canale di Bashi, tra Taiwan e le Filippine, esercitandosi a prendere il “controllo totale” delle aree occidentali della prima catena di isole, un’area che va dal Giappone a Taiwan, dalle Filippine al Borneo, racchiudendo i mari costieri della Cina. Inoltre, diverse imbarcazioni della Guardia Costiera cinese hanno condotto esercitazioni al largo della costa orientale di Taiwan, incluse simulazioni di ispezioni di navi civili. La Guardia Costiera cinese ha dichiarato di aver eseguito “esercitazioni per l’applicazione della legge” nelle acque a Est di Taiwan, focalizzandosi su verifiche, identificazioni, avvertimenti e respingimenti.

Il 24 maggio il Comando del Teatro Orientale cinese ha diffuso un video sui social media che mostrava missili lanciati da terra, aria e mare colpire Taipei, Kaohsiung e Hualien, con il messaggio “Armi sacre per uccidere l’indipendenza”.

LA RISPOSTA DI TAIWAN

Le Forze Armate di Taiwan hanno risposto monitorando e seguendo le attività cinesi, e il Ministero della Difesa di Taiwan ha pubblicato immagini di F-16 armati di missili che pattugliano i cieli, oltre a immagini di navi della Guardia Costiera e corvette cinesi di classe Jiangdao, senza precisare le posizioni esatte.

Alle 6 del mattino del 24 maggio, Taiwan ha rilevato 49 aerei militari cinesi, 19 navi della marina e sette della Guardia Costiera attorno alle proprie coste. Tra questi, 28 aerei hanno attraversato la linea mediana dello Stretto, una barriera non ufficiale non riconosciuta dalla Cina. Una mappa del Ministero ha mostrato che l’aereo cinese più vicino era a 40 miglia nautiche (74 km) dalla città settentrionale di Keelung.Lai ha reiterato la sua disponibilità a negoziare con la Cina, affermando che solo il popolo di Taiwan può decidere il proprio futuro, respingendo le pretese di sovranità di Pechino. Sul social media cinese Weibo, le esercitazioni del Teatro Orientale sono state molto seguite, con molti commenti a sostegno delle manovre e dell’idea del “ritorno di Taiwan”. Il quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese, il People’s Daily, ha ribadito che il territorio della nazione è indivisibile, il Paese non può essere gettato nel caos e il popolo non può essere separato.

SI ALZA LA TENSIONE NELL’ASIA-PACIFICO

Le recenti esercitazioni militari della Cina vicino a Taiwan rappresentano un ulteriore incremento delle tensioni geopolitiche nella regione Asia-Pacifico. Questa dimostrazione di forza è chiaramente un segnale politico diretto a Lai Ching-te e alla leadership taiwanese, mirato a dissuadere qualsiasi tentativo di dichiarazione formale di indipendenza e a mettere in guardia contro politiche separatiste. In questo contesto, Taiwan si trova sotto una crescente pressione, sia internamente che esternamente, con il governo limitato nel suo margine di manovra.

Queste manovre militari non sono solo un messaggio per Taiwan, ma anche per la comunità internazionale, in particolare per gli Stati Uniti e gli alleati nella regione come Giappone e Filippine. La Cina dimostra la sua capacità e volontà di proiettare forza militare nel Mar Cinese Meridionale e oltre, avvertendo qualsiasi intervento esterno. Tuttavia, l’incremento delle attività militari e la retorica aggressiva aumentano il rischio di incidenti o scontri non intenzionali, che potrebbero facilmente degenerare in conflitti più ampi. La presenza di molteplici forze armate nella regione aumenta il rischio di malintesi e incidenti.

La mobilitazione delle forze armate taiwanesi e la loro pronta risposta dimostrano la determinazione di Taipei a difendere la propria sovranità, il che potrebbe portare a una maggiore cooperazione militare tra Taiwan e i suoi alleati, in particolare gli Stati Uniti, aumentando la militarizzazione della regione. La Cina sta sfruttando un momento di transizione geopolitica globale, con gli Stati Uniti concentrati su altre questioni internazionali e domestiche, tentando di testare i limiti della tolleranza internazionale riguardo alle sue azioni aggressive verso Taiwan.

Inoltre, lo Stretto di Taiwan è una delle rotte marittime più trafficate del mondo. Una maggiore instabilità nella regione potrebbe avere implicazioni significative per il commercio globale e le catene di approvvigionamento, in particolare per l’industria tecnologica che dipende fortemente dai semiconduttori prodotti a Taiwan. In sintesi, le esercitazioni della Cina rappresentano una strategia complessa per consolidare la propria posizione su Taiwan, inviare un messaggio di forza alla comunità internazionale e testare le reazioni degli alleati di Taiwan. La situazione richiede un’attenta gestione diplomatica per evitare un’escalation che potrebbe avere gravi conseguenze regionali e globali.

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