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Ecco come la Cina si intrufola in Senegal, Eritrea e Guinea

Cina

Lotta al terrorismo, infrastrutture, minerali e risorse agricole: tutte le novità sulle mosse della Cina in Africa. Il punto di Gagliano

 

Nonostante la guerra economica posta in essere da Trumo e nonostante la presenza francese, russa, turca e naturalmente americana in Africa, il vertice che si sta svolgendo da domenica 28 novembre e si concluderà domani – e cioè il vertice Africa-Cina che si svolgerà dal Senegal – è di estrema importanza.

Ancora una volta si conferma quanto indispensabile sia la presenza della Cina in Africa, come si evince chiaramente dalle parole del ministro degli Esteri del Senegal Aissata Tall Sall, che esplicitamente ha chiesto aiuto alla Cina per stabilizzare la regione del Sahel (e non alla Francia).

Indipendentemente dal ruolo che la Cina dovrebbe avere nel contrasto al terrorismo, lo scambio diretto tra la Cina e l’Africa nel 2019 ha raggiunto i 200 miliardi di dollari e proprio per questo i ministri degli esteri del Senegal ha sottolineato nel suo intervento la centralità della cooperazione nel contesto finanziario soprattutto per superare la situazione di grave indebitamento.

Il fatto che questo vertice si sia svolto 10 giorni dopo la visita fatta dal segretario di Stato americano in Africa – e quindi anche in Senegal – è estremamente significativo di come i due paesi siano in un permanente conflitto a livello globale: dall’Africa all’Europa all’Indo Pacifico. Un conflitto, questo, volto a contrastare i loro reciproci obiettivi di proiezione di potenza.

Ma la Cina ha conseguito un altro importante traguardo: l’Eritrea e la Guinea-Bissau hanno aderito alla Belt and Road Initiative, il piano di sviluppo commerciale e infrastrutturale del presidente Xi Jinping. Si prevede che la cooperazione dell’Eritrea consoliderà il punto d’appoggio della Cina nel Corno d’Africa e nel Mar Rosso, dove Pechino ha vasti interessi, che vanno da una base militare a mega progetti infrastrutturali come porti e ferrovie.

Con l’adesione della Guinea-Bissau, Pechino sarebbe in grado di espandere i suoi interessi marittimi lungo la costa dell’Africa occidentale.

Non va dimenticato inoltre che la Cina nel Corno d’Africa ha finanziato e costruito una linea ferroviaria che va dalla capitale etiope Addis Abeba al porto di Gibuti sul Mar Rosso. Ha stabilito la sua prima base militare d’oltremare a Gibuti e ha anche finanziato mega porti e terminal portuali nel paese.

Per quanto riguarda la Guinea-Bissau, i cinesi sono stati molto attivi nel settore del disboscamento e della pesca in acque profonde, ed sono interessati anche alla ricerca di petrolio. Il Paese inoltre ha anche beneficiato della “diplomazia dei vaccini” di Pechino. Con l’entrata dell’Eritrea e della Gran Bretagna sale a 48 il numero dei Paesi africani che hanno firmato memorandum d’intesa con la Cina.

All’inizio di quest’anno, la Repubblica Democratica del Congo, dove le società cinesi hanno interessi minerari, e il Botswana hanno aderito all’iniziativa delle Nuova Via della Seta.

Ciò lascia Burkina Faso, eSwatini, Mauritius, Sao Tome e Principe e Malawi come le uniche nazioni africane che non hanno aderito alla iniziativa cinese.Almeno per il momento .

Tuttavia esiste un altro aspetto tutt’altro che trascurabile che viene affrontato in questo vertice, e cioè la cooperazione agricola o meglio l’aumento degli investimenti nel contesto del commercio agricolo. Infatti molti tendono a dimenticare che in Africa non in via soltanto il petrolio ma che il settore agroalimentare svolge un ruolo determinante: quantificando si aggira intorno al 60% dell’attività economica africana.

E non è un caso se l’importazione cinese di prodotti agricoli dall’Africa è passata dal 3 per cento a quasi il 6 per cento delle importazioni cinesi complessive dal continente dal 2018 al 2020.

I principali prodotti che vengono esportati in Cina sono sementi e frutta, tabacco, noci commestibili, cotone e lana. Solo tre paesi – Sudafrica, Zimbabwe e Sudan – hanno rappresentato quasi la metà delle importazioni agricole totali della Cina dal continente tra il 2018-2020.

Ma anche la Cina ha esportato i suoi prodotti agricoli in Africa: infatti le esportazioni agricole cinesi verso l’Africa sono quantificabili circa in 3 miliardi di dollari nel settore del caffè, tè, spezie e cereali.

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