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Che cosa si dice di Zambon e piano pandemico vecchio nelle chat Guerra (Oms)-Brusaferro (Iss)

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Tutti i dettagli svelati da “Non è l’Arena” di Giletti e “La Verità” di Belpietro sulle chat Guerra (Oms)-Brusaferro (Iss)

Nuovi dettagli sul caso del piano pandemico italiano vecchio.

Il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra, in passato direttore generale prevenzione al Ministero della Sanità, è indagato a Bergamo per aver dichiarato il falso quando fu chiamato a conferire, come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sul piano pandemico italiano. 

Massimo Giletti e la sua squadra di “Non è l’Arena” sono tornati sul tema del piano pandemico italiano, del report pubblicato e poi rimosso che inchiodava l’Italia circa l’assenza di un piano pandemico aggiornato.

I fatti

Il 13 maggio 2020 l’Oms pubblica un documento di 102 pagine in cui valuta la gestione delle prime fasi della pandemia in Italia. “Impreparato per un simile flusso di pazienti gravemente malati, la reazione iniziale degli ospedali era improvvisata, caotica e creativo”. Questa è la valutazione del report finanziato dal governo del Kuwait con l’obiettivo di informare i paesi non ancora colpiti dall’epidemia. Il documento era stato redatto da un team di 11 scienziati europei dell’Oms tra i quali anche l’italiano Francesco Zambon. A 24 ore dalla pubblicazione Ranieri Guerra, medico con un robusto curriculum nella diplomazia sanitaria, ne chiede la cancellazione.

Il ruolo di Ranieri Guerra nella gestione della pandemia in Italia 

Ranieri Guerra, come scritto da Francesco Borgonovo su La Verità, ha esercitato una grande influenza sulla gestione italiana della pandemia da Covid-19. Prima di tutto è stato l’inviato in Italia dell’Oms e consulente del primo Comitato Tecnico Scientifico creato dal ministro Speranza. In secondo luogo, tra il 2014 e il 2017, Guerra è stato direttore generale per la prevenzione presso il ministero della salute, proprio negli anni in cui l’Italia avrebbe dovuto aggiornare il suo piano pandemico, fermo, invece, al 2006. Secondo uno studio redatto dal generale in pensione Pier Paolo Lunelli, se l’Italia avesse avuto un piano pandemico aggiornato avrebbe contato circa 10mila morti in meno nelle prime fasi della pandemia. 

I messaggi di Ranieri Guerra: le pressioni su Zambon

La trasmissione condotta da Giletti ieri sera ha reso pubblici i messaggi tra Guerra e il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro. Dai messaggi è evidente che vi sia stata una pressione sul ricercatore Zambon in seguito alla pubblicazione del rapporto. “Sono stato brutale con gli scemi del documento di Venezia. Ho mandato scuse profuse al ministro e ti ho messo in cc di alcune comunicazioni – scrive Guerra a Brusaferro -. Alla fine sono andato da Tedros (direttore dell’OMS, ndr)) e ho fatto ritirare il documento. Sto ora verificando alcuni siti laterali e di social media dove potrebbe essere ancora accessibile per chiudere tutti i canali. La ritengo comunque una cosa schifosa di cui  non si sentiva la mancanza. Spero anche di far cadere un paio di incorreggibili teste. Hanno fatto una sciocchezza. Gli è stato detto in tutti i modi. Hanno byassato il percorso autorizzato per uscire con un rapporto e mettere una firma”.  E in un’altra conversazione rincara la dose. “Dovremmo anche vedere cosa fare con i miei scemi di Venezia. Come sai ho fatto ritirare quel maledetto rapporto ma è stato fatto un lavoro che riletto emendato e digerito assieme potrebbe anche avere un senso”.

Il coinvolgimento di Zaccardi, il capo di Gabinetto del ministro Speranza 

I messaggi di Ranieri Guerra chiamano in causa anche il dicastero guidato da Roberto Speranza, al quale viene proposto di pubblicare una versione revisionata del rapporto. “Vedo Zaccardi alle 19.00 (n.d.r. Capo di Gabinetto del ministro Speranza) – scrive ancora Ranieri Guerra a Silvio Brusaferro -. Vuoi che inizi a parlargli dell’ipotesi di revisione del rapporto dei somarelli di Venezia? Poi ci mettiamo d’accordo sul come??”. A questo punto Guerra riporta al Presidente dell’ISS i desiderata del capo di gabinetto di Speranza. “Il CDG (n.d.r. Capo di Gabinetto del Ministero della Salute) dice di vedere se riusciamo a farlo cadere nel nulla. Se entro lunedì nessuno ne parla vuole farlo morire. Altrimenti lo riprendiamo assieme”. 

Pier Paolo Sileri: “Questo è il modo di fare di un’italietta”

In studio era presente il viceministro della Salute Pier Paolo Sileri che non usa mezzi termini per commentare i fatti. “Questo è il modo di fare di un’italietta che mette la polvere sotto il tappeto – dice il viceministro -. Perché quel report poteva essere d’aiuto ad altri paesi”. Interpellato sulle possibili responsabilità anche del ministro Speranza Sileri rivela di essere stato “vittima” anch’egli di silenzi da parte della macchina burocratica italiana. “Qualche tempo fa ho parlato con Agostino Miozzo che era al CTS e mi ha detto che aveva l’ordine di non darmi i documenti e di non far passare le mie informazioni – ha detto Sileri in trasmissione -. Che è una cosa gravissima perché io ero il viceministro. Quindi io ho avuto un CTS che per 7 mesi non valutava quello che scrivevo, però quando lo dicevo quello strano ero io”. 

Le dimissioni di Zambon 

Il ricercatore Francesco Zambon dopo essersi rivolto ai vertici dell’OMS per denunciare le pressioni si ritrovò da solo perché l’organizzazione non solo non prese provvedimenti ma si schierò con Ranieri Guerra. Come scrive Borgonovo su La Verità l’OMS sostenne che il report di Zambon conteneva errori e proibì al ricercatore di parlare con la stampa e con la Procura di Bergamo. Tuttavia Zambon si recò autonomamente dagli investigatori. L’11 marzo 2021 il funzionario dell’Oms Francesco Zambon ha deciso di dimettersi. “Dopo l’accaduto lui è stato isolato, emarginato, nessuno rispondeva più alle sue email. Non veniva più considerato – ha detto la giornalista Silvia Amurri -. In un’intervista al ‘Foglio’ Ranieri Guerra di Zambon dice ‘aspirava forse a dirigere l’ufficio di Venezia, o gli hanno proposto un paracadute o lui spera in un indennizzo’. A queste parole pesanti Zambon ha risposto con le dimissioni, ha rinunciato a quattro milioni di dollari che è quello che avrebbe guadagnato da oggi fino al 2038, anno della pensione”. 

Il silenzio del ministro Speranza

Il ministro della salute, rimasto al suo posto nel passaggio dal governo Conte a quello a guida Mario Draghi, non ha preso una posizione ufficiale sull’accaduto e sulla figura del funzionario dell’OMS. “Zambon ha lasciato l’OMS e mi dispiace – ha detto Sileri -, spero che la sua competenza possa trovare spazio altrove. È chiaro che occorre fare luce. Il primo che ha tirato fuori le problematiche del piano pandemico, ancora prima di Report, è stato il sottoscritto”.  

 

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