In una serie di “ricostruzioni fantasiose”, come Stefania Craxi le definisce, “perché non c’è stata nessuna rottura” e “nessuna imposizione sul gruppo”, come fa anche sapere da fonti Fininvest Marina Berlusconi, si rischia di perdere storia, significato politico dell’elezione a presidente dei senatori di Forza Italia della figlia di Bettino Craxi.
Già presidente della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, dove ora le succederà l’ex capogruppo azzurro Maurizio Gasparri, che tiene a sottolineare di aver lasciato il suo incarico “autonomamente”, e al quale vanno i ringraziamenti di tutti, a cominciare dal leader di FI, vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “la cui leadership non è mai stata messa in discussione da Marina Berlusconi”, sottolinea Craxi.
“Stefania”, già parlamentare di FI, già sottosegretario agli Esteri dell’ultimo governo Berlusconi, la ex ragazza il cui sogno in realtà era quello di fare la giornalista, ma, come racconta nel libro “All’ombra della storia ” (Mondadori), le fu sempre impedito perché figlia di un leader e premier di nome Craxi, l’indomita custode della memoria di un padre statista morto a 65 anni – la stessa che lei ha ora – in esilio a Hammamet, che ha istituito in suo omaggio la Fondazione Craxi, proclamata all’unanimità presidente, sarà figura di garanzia per tutto il gruppo. Lei, nata e cresciuta all’ombra della storia, come recita il titolo del suo appassionato libro, la lettera dei 14 senatori su 20 che chiedevano la sostituzione di Gasparri afferma di non averla neppure vista. E, comunque, di fatto la lettera con le firme di un paio di ministri è stata ampiamente superata dall'”autonoma decisione” di Gasparri, molto vicino a Tajani, di dimettersi.
Ma nessun esautoramento: Gasparri, storico big azzurro, andrà a guidare ora la più importante commissione parlamentare, quella Esteri e Difesa, in tempi di guerre nel mondo. Che la leadership di Tajani non fosse in discussione e il cambio alla guida del gruppo azzurro non fosse da ascrivere alla discussione interna sulla delusione per la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, del resto lo dimostra lo stesso fatto che Tajani abbia dato l’annuncio del cambio a Palazzo Madama prima della stessa proclamazione di Craxi, ringraziando Gasparri, l’amico di una vita, per “la passione e la responsabilità” nel suo incarico, e sottolineando che “Forza Italia è un partito vivo, il centro della politica italiana, nel solco di Silvio Berlusconi”.
La stessa Craxi afferma che l’avvicendamento era già stato deciso prima del referendum. Aggiungendo con una punta di sorriso: “Vorrei dire che fare il capogruppo è anche un po’ logorante”. E, del resto, la neocapogruppo ha da molto tempo un solido legame politico con lo stesso Tajani. Un rapporto cementato dalla decisione di Tajani, quando era Presidente del Parlamento Europeo, di andare, in visita in Tunisia a rendere omaggio in modo ufficiale a Bettino Craxi sulla tomba di Hammamet da dove parlò coraggiosamente di “esilio immeritato”.
Tajani, dopo Silvio Berlusconi, l’allora presidente del Senato, Marcello Pera, fu una delle prime e più importanti cariche istituzionali ricoperte da esponenti di centrodestra a farlo. Seguì poi un anno fa il presidente del Senato, Ignazio La Russa, cofondatore di FdI. Alla neopresidente del gruppo e a Tajani invia la sua “grande, immutabile stima” Marina Berlusconi. Craxi ricambia ricordando che è la stessa stima reciproca “che avevano i nostri padri tra loro”. Chi conosce bene come sono andate le cose ricorda che il messaggio da Fininvest non era per dare il segnale di un’ intromissione in un vicenda tutta politica, ma proprio per rimarcare l’esatto contrario. “Non ci sono state pressioni”, sottolinea “Stefania”.
Chi non sta nel Palazzo della politica, ma è profondamente segnato dalla politica di Bettino Craxi e dall’amicizia con lui e “Stefania”, come il sociologo ed ex sindacalista socialista, Roberto Giuliano, segretario del “Garofano Rosso” che ogni anno con la Fondazione Craxi ricorda lo statista socialista a Hammamet, esulta. “È stato premiato il tenace impegno di Stefania per una politica riformista, liberale, garantista, nel solco della memoria del padre”, commenta. Pur non essendo collegata, è stata di fatto anche una significativa risposta alla vittoria del No, l’elezione della presidente Craxi alla guida del gruppo azzurro a Palazzo Madama. Dove ora siede la figlia di uno statista vittima di un accanimento giudiziario dalla “durezza senza eguali”, come riconobbe l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.







