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Vi racconto cosa è successo davvero all’aereo italiano a Kabul. Parla Giannini (Il Giornale)

Aereo Kabul

La versione dei Servizi sugli spari all’aereo italiano da Kabul è credibile? Ecco la testimonianza di Chiara Giannini, inviata del Giornale a bordo del C-130

 

Per oggi, venerdì 27 agosto, è previsto l’ultimo ponte aereo italiano tra Kabul e Roma per l’evacuazione dei civili dopo la conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani.

Ieri pomeriggio – il giorno dell’attentato rivendicato dall’ISIS-K, che ha causato la morte di più di ottanta persone – ci sono stati spari nell’area dell’aeroporto poco dopo il decollo di un C-130 dell’Aeronautica militare italiana, che trasportava giornalisti e 98 civili afghani.

LA VERSIONE UFFICIALE

L’Agi aveva scritto che non era chiaro se gli spari erano diretti contro l’aereo, e che la pilota del C130 aveva effettuato una manovra evasiva per mettere in sicurezza il mezzo dai colpi e da eventuali missili. Per l’Ansa, che ha riportato le dichiarazioni dell’intelligence italiana, i colpi – “di mitragliatrice” – non erano diretti verso l’aereo italiano, ma erano stati sparati dalle truppe afghane per disperdere la folla nei pressi dell’aeroporto.

LA SMENTITA DI RAINERI (IL FOGLIO)

Stamattina però Daniele Raineri, giornalista del Foglio inviato in Afghanistan, ha scritto sulla sua pagina Facebook che “la donna che pilotava il C-130 italiano conferma l’attacco: ‘Ci hanno puntato e ci hanno sparato'”.

LA TESTIMONIANZA DI GIANNINI (IL GIORNALE)

Già giovedì sera l’inviata del Giornale Chiara Giannini aveva scritto sul suo profilo Facebook che “i talebani hanno sparato addosso al nostro aereo mentre sorvolavamo le montagne sopra Kabul. Qualcuno dall’Italia ha erroneamente detto che hanno sparato per disperdere la folla. Ero in cabina di pilotaggio coi piloti e vi posso raccontare tutto”.

“Possono dire ciò che vogliono. Ero a bordo del C-130, in cabina coi piloti. Ci hanno tirato due volte e solo grazie ai piloti ci siamo salvati”, ha aggiunto Giannini in un secondo post. “Evidentemente, l’Intelligence ha interessi a dire altro. Eravamo decollati da parecchio, in sorvolo sulle montagne. Nella foto la mia mano, mi sono fatta male mentre l’aereo andava giù. A proposito: mi hanno messa in quarantena per 10 giorni. Chi scrive dall’Italia e cerca di falsare la cosa non sa!”.

IL VIDEO

In un video successivo, Giannini ha ricostruito con maggiori dettagli la sua esperienza dalla cabina di pilotaggio del C-130. Ha detto che dopo circa 10 minuti di volo e una distanza di 60-70 chilometri dall’aeroporto di Kabul, in fase di decollo, “ho iniziato a sentire ‘Ci prendono, ci prendono’ e l’aereo è andato giù di botto. La pilota ha fatto, insieme agli altri due, una manovra per evitare qualcosa che ci stava colpendo […]. Si vedevano i flash di questi colpi. Loro dicevano che era un’arma corta. Noi eravamo, in quel momento, davanti alle montagne di Kabul […], non eravamo sopra l’aeroporto”.

“Qualcuno ha detto che erano colpi che i talebani hanno sparato per disperdere la folla. Possono dire ciò che vogliono. Io ero presente, ero in cabina di pilotaggio […]. Nel balzo che abbiamo fatto per ben tre volte – l’ultimo è stato terribile, siamo precipitati, io ho pensato che l’aereo stesse precipitando”.

“Mi dovete spiegare come sia possibile che un colpo sparato a 60-70 chilometri vada a colpire l’aeroporto di Kabul. Lo sanno bene i piloti, lo sa bene l’Aeronautica che ha diffuso una nota molto generica, lo sa bene l’intelligence che evidentemente ha l’interesse a far passare un altro messaggio”.

“Vi garantisco che le armi, corte o lunghe che fossero, puntavano al nostro aereo […]. La pilota ha fatto due volte la manovra per evitare i colpi. Per me l’intelligence, i ministri, possono dire quello che vogliono. Io so quello che ho sentito e quello che ho visto. I colpi non si vedono, ovviamente”.

Dalla successiva ispezione dell’aereo, ha detto Giannini, non sono emersi segni di colpi. “Fortunatamente non è stato colpito, proprio grazie alla preparazione dei piloti”. “Se avessero lanciato colpi per disperdere la folla, li avrebbero lanciati al momento del primo tratto del decollo; i colpi sono arrivati quando eravamo decollati da più di dieci minuti”.

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