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Addio Cina? Apple inizia l’esodo spostando gli AirPods in Vietnam

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Apple sta sperimentando la produzione degli AirPods in Vietnam nel tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Prosegue l’uscita delle big tech statunitensi dal paese dopo il diktat di Trump

L’addio alla Cina è iniziato per Apple. Il colosso di Cupertino avvierà la sperimentazione della produzione di AirPods in Vietnam come parte di una strategia per diversificare la supply chain dei suoi prodotti oltre la Cina, secondo un nuovo rapporto di Nikkei Asian Review. Da tempo il quotidiano giapponese sta monitorando le big tech intenzionate a spostare parte della produzione fuori dal Dragone a causa del conflitto commerciale con gli Stati Uniti.

AIRPODS MADE IN VIETNAM

Quest’estate GoerTek, produttore cinese nonché uno dei principali fornitori di Apple, inizierà a testare la produzione per la nuova generazione di AirPods nel suo impianto nel Vietnam del Nord. Secondo le fonti di Nikkei, la Mela morsicata ha già richiesto ai propri fornitori di componenti di supportare gli sforzi di GoerTek, anche se le serie iniziali di produzione saranno ridotte.

PRIMO PASSO FUORI DALLA CINA

La corsa di prova segnerà la prima volta che i popolari auricolari wireless di Apple, non saranno più targati made in China. Se il gruppo guidato da Tim Cook ha già prodotto i suoi EarPods in Vietnam, finora gli AirPods sono stati prodotti esclusivamente in Cina da società come Inventec, Luxshare-ICT e GoerTek.

LE INTENZIONI DI APPLE

Il passaggio alla produzione di prova, di solito un precursore della produzione di massa, arriva mentre Apple si prepara a una ristrutturazione della catena di approvvigionamento. A giugno, sempre il Nikkei,  ha riferito che il colosso di Cupertino ha chiesto ai suoi principali fornitori di valutare le implicazioni in termini di costo di spostare il 15% -30% della loro capacità produttiva dalla Cina al Sud-Est asiatico.

LE MOTIVAZIONI

D’altronde la tregua annunciata a Osaka dai presidenti Trump e Xi non ha messo la parola fine all’estenuante guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. E i dazi statunitensi sulle merci importate da Pechino potrebbero far lievitare il prezzo degli iPhone. Gli analisti di JP Morgan hanno provato a fare un calcolo veloce: nel caso di nuovi dazi, la società della Mela morsicata potrebbe essere costretta ad aumentare il costo degli iPhone del 14%, compensando così i costi aggiuntivi previsti in fase di produzione.

Questo cambiamento nella supply chain di Apple è spinto non solo dal possibile inasprimento delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino. Anche i costi di produzione in Cina sono in aumento e come ricordava Andrea Mainardi su Startmag oltre il 90% dei prodotti Apple è ancora preparato nella terra del Dragone.

 PC DELL E HP UN PO’ MENO MADE IN CHINA

Apple non è l’unica società statunitense a preparare il trasloco dalla Cina. Sempre secondo il Nikkei,  anche i produttori di personal computer Hp e Dell, rispettivamente numero 1 e 3 al mondo, stanno pianificando di allocare fino al 30% della produzione di notebook fuori dalla Cina.

LE MOSSE DI MICROSOFT, AMAZON & CO

Dopo Apple, HP e Dell non sono le uniche aziende a prendere in considerazione la possibilità di spostare parte della produzione hardware dalla Cina nel bel mezzo della guerra dei dazi. Secondo il quotidiano giapponese anche altri importanti produttori di PC come Lenovo, Acer e Asustek Computer starebbero valutando un cambiamento nella supply chain.

LE CONSEGUENZE DEL SUD EST ASIATICO

Tuttavia, come ricorda il Financial Times, il grande passaggio della catena di fornitura tecnologica verso il Vietnam e altri paesi nel sud-est asiatico era in corso prima della guerra commerciale. Ma è stato bruscamente accelerato dalle tensioni commerciali. La mossa del colosso di Cupertino con gli AirPod è soltanto uno degli esempi più significativi finora. Ma c’è sempre un rovescio della medaglia. Il Vietnam potrebbe infatti surriscaldarsi con carenza di manodopera e aumento dei costi di produzione. E si tornerebbe al punto di partenza.

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