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Video on demand: boom atteso per il 2016

Video On Demand

Cresceranno abbonamenti mensili per guardare video on demand, mentre cala la fruizione del piccolo schermo

Il 2016 sarà l’anno dei video on demand: quest’anno  i ricavi totali del settore nell’Europa Occidentale cresceranno del 60% rispetto all’anno precedente. Lo sostiene, nel rapporto “Video on demand in Europe: 2016-2019. The future is (also) mobile”, ITMedia Consulting, società di ricerca e consulenza, opera nel campo dei nuovi media, della radio e della TV digitale, che sostiene che il mercato dei video on demand raggiungerà 6,549 miliardi di euro nel 2019, con un tasso medio di crescita annuo del 17%.

Mentre cala la fruizione della tv tradizionale, cresce l’uso dei dispositivi mobili per visualizzare video e film. D’altronde, come sostiene una ricerca di Deloitte, lo smartphone sembra essere diventato il miglio amico dell’uomo, a scapito delle altre tecnologie. In tanti utilizzano lo smartphone anche mentre guardano la tv.

E se è vero che il piccolo schermo deve cambiare strategia se vuole continuare a sopravvivere, è anche vero che in un Paese in cui l’on demand la fa da padrone servono infrastrutture adeguate (come la banda larga).

Video-on-demand

Il mercato dei video on demand

Sono due i modelli di video on demand: SVOD  e TVOD. Il primo prevede un canone fisso mensile che permette di accedere all’intero catalogo offerto senza altri costi (Netflix o Sky per intederci), mentre i servizi TVOUD sono pay-per-view, ovvero si compra ogni singolo contenuto.

In America, il mercato SVOD conta 61 milioni di abbonati: numeri davvero impressionanti se si guardano i mercati Europei. Basti pensare che il numero degli abbonati del Regno Unito (primo Paese per  numero di fedeli a SVOD) è un decimo di quello Usa. Tra i Paesi con un alto tasso di abbonamento allo SVOD vi sono anche Svezia, Danimarca, Finlandia, e Olanda.
In Francia e Germania cresce l’interesse dell’utente verso questo nuovo modo di fruizioni dei contenuti: i numeri crescono rapidamente. I mercati di Italia, Spagna e Grecia, invece, sono ancora poco sviluppati (anche a causa della mancanza di infrastrutture).

Nonostante le abissali differenza che esistono tra i diversi Paesi, ITMedia Consulting, sostiene un 2016 in cui si potrà assistere al boom definitivo dei servizi on demand (6,549 miliardi di euro nel 2019). 

A fronte di una crescita esplosiva del mercato SVOD, però, il rapporto sostiene una diminuzione delle quote di mercato del TVOD. Se oggi TVOD detiene metà del mercato, nei prossimi anni la sua quota si ridurrà di ¼.

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