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Se Facebook Messenger sa anche quanto dormiamo…

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Facebook Messenger

Ogni nostro accesso al social network e alla chat è registrato. Facebook Messenger sa anche quanto dormiamo

Facebook Messenger di noi sa davvero tanto, forse troppo. Sa anche a che ora andiamo a letto e a che ora, solitamente, ci svegliamo. E tramite Facebook tanti possono conoscere le nostre abitudini. Come? Prendete, per esempio, Messenger. L‘app di messaggistica, che tra poco offrirà anche news, tiene traccia dei nostri accessi indicando agli altri amici a che ora è stato effettuato l’ultimo ingresso alla chat. Insomma, basta dare un’occhiata un po’ più curiosa e costante ai social per capire bene quali siano le nostre abitudini.

A provare quanto è possibile sapere tramite Facebook Messenger in particolare, è stato Søren Louv Jansen, che analizzando i dati e spulciando qua e là sui social ha trovato una lista di ID legata a quella degli accessi. Lo stesso Søren Louv Jansen ha dato vita ad un servizio che controlla Facebook ogni dieci minuti. Risultato? Ora conosce le abitudini dei suoi amici: sa l’uso che fanno dei social e quante ore dormono in media la notte. In tanti, c’è da dire, controllano Facebook come prima cosa alla mattina, e l’ultima della sera.

E’ facile immaginare che il servizio creato per la chat del social da Søren Louv Jansen possa essere bloccato, perchè ritenuto un piccolo hacking, ma il fatto rimane. Facebook può acquisire tranquillamente dati su di noi.

Oltre Facebook Messenger: quanto sanno di noi gli Internet Service Provider?

Ogni nostro click è registrato e sfruttato per la pubblicità mirata. A godere delle informazioni sulle nostre abitudini, in rete e non, non sono solo i Social Network. Anzi a dirla tutta Facebook conosce solo una parte di noi. A sapere molto più di quanto noi immaginiamo sono gli Internet Service Provider (ISP), che di noi sanno davvero tutto, perchè raccolgono i dati da tutti i vari click. Sanno quanto tempo impieghiamo per leggere questo articolo, quante ore passiamo su Twitter e perfino se abbiamo o meno intenzione di andare in vacanza (e dove). E nessuno impedisce ai fornitori di Internet di condividere le informazioni con le aziende di telecomunicazione e gli uffici marketing di grandi e piccole aziende. In rete siamo strumento per il mercato. E a dirla tutta, le informazioni su di noi, i nostri dati comportamentali (anche non in linea) sono proprio in vendita. Dietro alle nostre abitudini sta nascendo un commercio vero e proprio, per delineare profili pubblicitari.

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