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Donne, ecco come (e dove) avere successo

Afghanistan Donne

Donne a lavoro: guadagnano meno degli uomini, ma hanno voglia di riscatto. Ecco le professioni del futuro, in cui si cercano (anche) quote rosa

 

Sempre più donne ai posti di comando, ma ancora troppo poche quelle che si specializzano nel settore digital. E tante invece quelle che sognano di diventare imprenditrici, magari testando la strada dell’e-commerce. Se è vero che fare carriera per una donna (anche mamma) è difficile, è vero anche che il gentil sesso è sempre più disposto a mettersi in gioco e che le opportunità non mancano.

Donne più disoccupate degli uomini

Partiamo da un dato di fatto, poco bello. Le donne disoccupate sono più degli uomini. Complessivamente sono oltre 9,5 milioni le donne occupate in Italia e rappresentano il 41,7% sul totale, al terzo trimestre 2016. I dati Istat, elaborati dal Censis, dicono che nel 2016 l’Italia si è collocata all’ultimo posto tra i Paesi dell’Unione europea per tassi di attività femminile. Tra i 15 e i 64 anni hanno un’occupazione solo il 55% contro l’80,5% della Svezia. Non solo. Siamo al terzo posto, dopo Grecia e Cipro, per part-time involontario, cioè obbligato. E le poche «fortunate» che un lavoro ce l’hanno guadagnano meno dei colleghi maschi: il 3,7% nel settore pubblico e addirittura il 19,6% nel privato.

Sempre più donne al comando

Se è vero che le donne disoccupate sono più degli uomini, è anche vero che chi lavora ha sempre più opportunità di far carriera. Almeno secondo i dati emersi dalla ricerca Linkedin, che ha analizzato oltre 467 milioni di profili .

Guardando al mondo, un manager su 4 è donna. La rivincita delle donne è iniziata a partire dal 2008, da quando sempre più professioniste sono state assunte in ruoli di alto profilo a livello aziendale in tutto il mondo. La buona otiia è anche in Italia la percentuale di donne al comando è aumentata. Il Bel Paese ha registrato un +6% per le quote rose in ruoli manageriali, raggiungendo un valore complessivo di 27.5%.

Numeri, questi che la piazza al nono posto della Top 10 delle nazioni che hanno registrato il maggior aumento di nuovi manager donna (a far davvero bene, guadagnando il podio sono state India (+19%), Olanda (+16%) e Francia (+10%). Mentre la Spagna chiude in ultima posizione con un incremento minimo del 3%.

Donne pagate meno degli uomini

Se è vero che il loro lavoro, in Italia, vale una buona fetta di Pil, è anche vero che le donne sono ancora troppo lontane dal raggiungere la parità salariale con l’uomo. E non c’è Paese al mondo in cui la differenza tra lo stipendio azzurro e quello rosa (almeno nel privato), sia simile.

donneIn Italia questa differenza è ben messa in evidenza dalle dichiarazioni dei redditi del 2015, pubblicate qualche giorno fa dal Ministero dell’economia e delle finanze (Mef). È bene precisare, prima di arrivare ai numeri, che si tratta di dati aggregati che si riferiscono ai redditi dichiarati, non permettono di vedere le differenze sul posto di lavoro, e ovviamente riguardano solo chi presenta una dichiarazione dei redditi.

In base ai dati, la differenza nei redditi medi dichiarati al fisco tra uomini e donne italiane è del 33,4%: in pratica, per ogni 100 euro guadagnati dagli uomini, le donne ne hanno guadagnati 66,6, nel 2015.

Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro, basati sui numeri Istat, la retribuzione netta media mensile delle donne è pari a 1.153 euro, ovvero pari all’87,9% di quella degli uomini che in media arrivano a guadagnare 1.444 euro, vale a dire, 291 euro in più delle donne.

La grande opportunità: l’e-commerce

La grande opportunità per le donne potrebbe arrivare dall’online. Dallo shopping online. Sono sempre più le donne ambiziose che sognano, magari, un futuro da imprenditrici. Una ricerca commissionata da eBay e realizzata da Ipsos ha messo in luce che il 38% delle donne italiane (una percentuale maggiore a Francia -29%- e Spagna -32%-) potrebbe valutare, a breve, l’ipotesi di avviare una attività imprenditoriale, magari sfruttando tutte le potenzialità che offre l’e-commerce. Più di una su due (53%) tra le aspiranti imprenditrici italiane pensa di farlo grazie allo shopping online. Grazie al web, infatti, le donne potrebbero avere un target molto più ampio e vasto.

shopping onlineA desiderare una svolta lavorativa nella propria vita sono soprattutto le donne casalinghe (il 33%), le lavoratrici full-time (il 20%) e le disoccupate (16%). Le donne pronte ad avviare una propria attività lavorativa hanno in maggioranza tra i 18 e i 35 anni (il 34%) e tra i 36 e i 50 anni (il 42%). E ancora: ben il 44% del 38% ha un partner e dei figli. Il 40% di loro, inoltre, vive al sud e nelle isole, il 23% al nord ovest, il 20% al centro e il 17% al nord est.

“I risultati di questa ricerca descrivono uno scenario molto dinamico per l’economia ma anche per la società italiana. Conciliare le esigenze della vita familiare con quelle lavorative grazie all’eCommerce rappresenta, infatti, un vero e proprio successo per tutta la società. Inoltre, un dato incoraggiante che emerge nelle storie delle nostre utenti è che attraverso l’online cadono anche pregiudizi e barriere. Le donne, infatti, gestiscono sempre più spesso negozi in settori che erano considerati tipicamente maschili. L’obiettivo di eBay è continuare a essere sempre più il partner di riferimento per chi vuole mettersi in gioco nel mercato online come già hanno fatto in Italia oltre 30mila venditori e venditrici professionali. Per questo continuiamo a lavorare fianco a fianco di tante imprenditrici e abbiamo deciso di celebrare i loro successi attraverso le storie di alcune di loro in una pagina dedicata alla Festa della Donna”, ha commentato i risultati della ricerca Barbara Bailini, Manager Seller Strategy and Partnership di eBay in Italia.

A.a.a. Cercasi esperte digitali

Oltre all’imprenditoria online, c’è anche un altro settore che spera in nuove leve rosa. Il digital. Ancora oggi sono pochissime le donne che  nelle loro strutture ricoprono i ruoli tecnici più innovativi. Non abbiamo donne tra i data scientist. Appena una donna su quattro uomini tra i big data engineer e i digital information officer e anche meno di una donna su quattro uomini è esperta di internet delle cose, cyber security, data protection e mobile application, nessuna donna tra i data scientist. Almeno questa è la fotografia data dall’indagine di NetConsulting Cube per conto di CA Technologies su un campione di Responsabili delle Risorse Umane e Direttori dei Sistemi Informativi di 60 aziende italiane e 225 studenti di licei e istituti professionali, in Italia.

Le figure professionali del futuro sono Data Protection Officer, Digital Information Officer, Cyber Security Expert, Big Data Engineer, Mobile Application Developer, Data Scientist, Esperto in Metodologie Agile e Internet of Things Expert. Le donne potrebbero studiare, approfondire e provare a far carriera.

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