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All’IFA di Berlino anche il chip sottocutaneo

Chip Sottocutaneo

Il chip sottocutaneo che permette di interagire con i dispositivi connessi, l’invenzione accende il dibattito al salone IFA di Berlino.

Grillini di tutto il mondo unitevi, al salone IFA di Berlino fa la sua comparsa il chip sottocutaneo. L’impianto di “comunicazione di prossimità” (Near Field Communication), grande come un chicco di riso permette di interagire con i dispositivi connessi e in futuro potrebbe essere utilizzato per effettuare pagamenti, usufruire del servizio di trasporto pubblico o come cartella clinica in caso di incidente.

Secondo una stima di Dangerous Things, uno dei principali erogatori di bioimpianti, sarebbero circa 10.000 le persone al mondo che hanno scelto di usufruire di un impianto sottocutaneo. AFP da Berlino riporta l’esperienza di un volontario 36 enne dipendente della società di sicurezza informatica Kaspersky , parte anche lui del crescete popolo dei cyborg. L’uomo spiega perché in tanti hanno scelto un impianto sottocutaneo: “Queste persone vogliono essere parte di Internet (…) Per me, è solo curiosità. Ho davvero dubbi che si possano fare però delle cose eccezionali”. La stessa agenzia riporta l’esperienza di un altro dipendente Kaspersky, Evgeny Chereshnev, con un chip sottocutaneo sotto la pelle da sette mesi. Il trentenne dichiara non aver più bisogni di un badge per l’ufficio o la palestra e adatta l’intensità delle luci di casa con un semplice cenno di mano: «Siamo ancora molto lontani da Robocop, ma molto meglio rispetto all’ispettore-Gadget». Le preoccupazioni però restano. Per Evgeny è necessario «creare un concetto di proprietà privata per i dati», attualmente gestitita in autonomia da giganti del bigdata come Google, Yahoo!, Apple.

Chip sottocutaneo

A differenza di Wi-Fi e bluetooth, il chip sottocutaneo NFC ha un’efficacia a cortissimo raggio, per accedere ai dati registrati è necessario il tocco diretto. Restano però problemi legati al furto delle informazioni. I dati, protetti da una password di 4 caratteri estremamente facile da superare, potrebbero essere rubati da uno smartphone che entra in contatto con il chip. Dalla loro parte, i chip sarebbero rivestiti da biovetri ipoallergenici che si assorbono senza difficoltà e non suonerebbero negli aeroporti.

Intanto gli impianti sottocutanei alimentano un vivace dibattito. Da un lato i sostenitori di un essere umano “aumentato”, dall’altro c’è chi solleva i problemi etici che la diffusione dei chip potrebbe comportare. Come Astrid Carolus, psicologo dei media presso l’Università di Würzburg, in Germania: «I politici sono in ritardo. Le Aziende (…) costituiscono dei prodotti per i quali esiste alcun quadro giuridico».

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