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Vega, i risultati della commissione d’inchiesta e il prossimo volo

Vega

Le conclusioni della Commissione d’inchiesta Arianespace-Esa sul fallimento della missione Vega VV17 e la roadmap per ritorno a volo

Avio (prime contractor del lanciatore Vega) può tirare un sospiro di sollievo.

Non è stato un difetto di progettazione, ma un errore nella connessione del sistema di attivazione degli ugelli del motore del quarto stadio, Avum, la causa all’origine del fallimento del razzo europeo Vega del 17 novembre scorso. La missione Vega VV17 trasportava un satellite di osservazione della Terra per l’Esa.

È la conclusione cui è giunta la Commissione d’inchiesta indipendente istituita dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dalla società Arianespace, che gestisce i lanci dalla base europea di Kourou.

Un design difettoso avrebbe indubbiamente richiesto mesi di lavoro per correggere il design del lanciatore. L’indagine sul fallimento della missione VV17 esclude questa ipotesi.

La commissione d’inchiesta indipendente ha individuato la causa, non nel progetto, ma nella definizione del percorso e nella gestione della traiettoria. Quindi ha formulato una road map per il ritorno al volo di Vega.

Tutti i dettagli.

IL RISULTATO DELL’INDAGINE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA

Le prime indagini, condotte subito dopo il lancio con i dati disponibili, hanno individuato un problema legato all’integrazione del sistema di quarto stadio AVUM Thrust Vector Control (TVC) come causa più probabile della perdita di controllo del lanciatore.

È il risultato dell’inchiesta avviata da Arianespace e dall’Esa che hanno immediatamente istituito una Commissione d’inchiesta indipendente (IEC).

L’Esa ha riferito oggi che le cause dell’incidente secondo la Commissione d’inchiesta vanno cercate nella procedura di integrazione del quarto stadio del vettore. In particolare, l’errore va cercato nell’inversione dei collegamenti elettrici non evidenziata durante i test realizzati prima del volo per via di alcune incongruenze dei requisiti specifici e dei controlli prescritti. Questa sarebbe la causa della perdita di controllo della traiettoria e quindi del veicolo stesso.

IL FALLIMENTO DI VV117

Lo scorso 17 novembre durante la missione Vega VV17 si è verificata un’anomalia che ha provocato una deviazione della traiettoria del lanciatore con la conseguente conclusione prematura della missione. Nello stesso giorno il titolo Avio è crollato in Borsa, le azioni sono scivolate del 16% a Piazza Affari.

Il lanciatore europeo avrebbe dovuto immettere in orbita 2 satelliti: lo spagnolo SEOSAT-Ingenio dell’Esa, per l’osservazione delle Terra e il francese Taranis per il Cnes.

A RIDOSSO DI QUELLO NEL 2019

Il razzo Vega aveva avuto un altro incidente alla missione VV-15 l’11 luglio 2019 quando, circa 2 minuti dopo il decollo, si verificò un’anomalia – poi individuata in un problema termo-strutturale nella parte anteriore del motore Zefiro (Z23) – che portò alla conclusione prematura della missione con la perdita del carico, il satellite degli Emirati Arabi Uniti, Falcon Eye 1.

IL SUCCESSO DI VV16

Dopo l’incidente del 2019, però, Vega è tornato in volo con la missione VV-16 conclusa con successo il 3 settembre scorso con il debutto del nuovo dispenser SSMS (Small Spacecraft Mission Service) che ha consentito di mettere in orbita 53 tra micro e nano satelliti.

NESSUN DIFETTO NELLA QUALIFICAZIONE DEL PROGETTO

La commissione ha concluso che la causa dell’avaria del VV17 non è attribuibile a un difetto nel progetto ma a un errore nel collegamento degli attuatori elettromeccanici del Thrust Vector Control nello stadio superiore AVUM (TVC), con un’inversione dei comandi che ha provocato il decadimento della traiettoria con conseguente perdita del veicolo.

LA ROADMAP PER VEGA VV118

In base alle sue conclusioni, la Commissione ha quindi formulato una tabella di marcia per un solido ritorno al volo di Vega.

A partire da questa settimana, una task force guidata da Esa e Arianespace ha iniziato ad attuare la roadmap con l’obiettivo di rendere possibile il prossimo lancio di Vega, VV18, entro il primo trimestre del 2021 dalla Guyana francese.

VV18 trasporterà il primissimo satellite della costellazione Pleiades Neo costruito da Airbus e dedicato all’osservazione della Terra. Il suo lancio era previsto inizialmente entro l’inizio del 2021.

RITORNO AL VOLO NEL 2021

“Grazie al loro duro lavoro in meno di un mese, i membri della Commissione hanno confermato la causa inizialmente individuata dopo la perdita del controllo della missione VV17”, ha dichiarato Stephane Israel, ceo di Arianespace. E questo “apre la strada all’immediata implementazione da parte di Avio delle loro raccomandazioni con il supporto di Arianespace ed Esa per consentire un ritorno al volo entro la fine del primo trimestre del 2021, in piena fiducia alla qualità e alla competitività di Vega sul mercato”, ha aggiunto.

LE RACCOMANDAZIONI DA SEGUIRE

La prima serie di raccomandazioni include ulteriori ispezioni e test sui prossimi due lanciatori Vega, il cui hardware è già totalmente o parzialmente prodotto, e la lavorazione. Sono state proposte raccomandazioni permanenti per mitigare ulteriormente le cause profonde identificate, riguardanti i processi di produzione, integrazione e accettazione sulle linee di assemblaggio Vega in Italia e la sua accettazione finale nella Guyana francese.

IL COMMENTO DI AVIO

L’ad di Avio, Giulio Ranzo, ha dichiarato che la società ha accettato le raccomandazioni. L’azienda sta creando tre gruppi per studiare i problemi con l’attrezzatura, l’integrazione della fase e l’integrazione complessiva del veicolo di lancio per implementarli.

NESSUN COSTO AGGIUNTIVO

La commissione d’inchiesta non ha rivelato se ci sarà un costo aggiuntivo associato a queste operazioni, ha sottolineato l‘Usine Nuovelle. L’impatto sul programma della missione dovrebbe quindi rimanere piuttosto limitato secondo Arianespace.

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