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Guerra Usa-Cina, la geopolitica del vaccino anti Covid-19

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Usa e Cina in prima linea nella corsa al vaccino contro Covid-19. Guerra nascosta (ma non troppo) per trovare quella che potrebbe essere anche un’arma geopolitica? L’articolo di Giusy Caretto

Il coronavirus alla base della pandemia Covid-19 non sparirà del tutto all’improvviso, servirà un vaccino per fermare la diffusione del Sars-Cov-2. La corsa per trovare l’antitodo è già iniziata e chi arriva per primo, non serve dirlo, avrà in mano un’arma geopolitica: quando il primo vaccino sarà pronto, all’inizio sarà in quantità limitata e potrebbe essere monopolizzato da questa o quella potenza, come fa notare The New York Times.

Ora, a fronteggiarsi in questa corsa, ci sono soprattutto Usa e Cina. Ma anche Israele e Italia accelerano. E non mancano le cooperazioni. Andiamo per gradi.

70 CANDIDATI VACCINO

Secondo il rapporto diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Salute sono 70 i candidati vaccino in via di sviluppo. Tre sono gli antitodi che sono passati alla fase 2, ovvero alla sperimentazione clinica sull’uomo (secondo la Cepi alla fase clinica sono passati 5 candidati, qui i dettagli).

vacciniUSA IN PRIMA LINEA

In questa corsa gli Usa, numericamente parlando, sono in prima linea. Ben 17 sono gli studi per il vaccino contro la pandemia Covid-19 avviati in America e di questi ben 2 (su 3 totali) sono quelli passati alla fase clinica, ovvero ai test sull’uomo: quello di Moderna, finanziato dalla Cepi e prodotto in soli 25 giorni, che si basa sul complesso proteico S (proteina virale Spike S), e quello di Inovio, finanziato dalla Cepi e dalla Bill e Melinda Gates Foundation, in sperimentazione su un primo set di 40 volontari, che saranno arruolati a Philadelphia e Pennsylvania.

CINA SEGUE

Segue, in seconda posizione, la Cina con 7 candidati vaccino. Uno di questi, quello della CanSino Biologics Inc. è passato alla fase clinica. Il vettore si basa sul vettore Adenovirus tipo 5 (da qui il nome “Ad5 -nCoV ”), sviluppato congiuntamente con l’Istituto di Biotecnologia di Pechino (BIB), è stato approvato per entrare nella fase 1 della sperimentazione clinica.

LA CORSA ANTI COVID DELL’ITALIA

Anche l’Italia è in corsa per il vaccino. L’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia (provincia di Roma) in collaborazione con lo Jenner Institute della Oxford University (questa è una delle 9 collaborazioni a livello mondiale) ha annunciato l’avvio della fase 2, ovvero dei test sull’uomo, entro fine Aprile. Il vaccino sarà somministrato su 550 volontari sani britannici.

“Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in quanto abbiamo ritenuto sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”, ha dichiarato Pietro Di Lorenzo, amministratore delegato di Advent, del Consorzio CNCCS e di Irbm Spa.

ANCHE ISRAELE IN CAMPO

Ma anche Israele prova a fare la sua parte. A lavorare sulla causa sono gli esperti del Migal Research Institute di Israele, un’organizzazione di ricerca applicata specializzata nei settori della biotecnologia, delle scienze ambientali e dell’agricoltura, fondata nel 1979 nella città di Kiryat Shmona.

Qui gli scienziati stanno sviluppando l’antitodo come sottoprodotto del vaccino contro il virus della bronchite infettiva, un ceppo di Coronavirus che colpisce il pollame (qui i dettagli). Ma anche in questa ricerca, come avevamo scritto su Start Magazine, c’è lo zampino Usa: tra i partner del centro di ricerca israeliano compare anche l’università da Harvard.

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