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Tutte le tensioni tra la Francia e le big tech Amazon e Google

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Amazon Francia

Amazon ha sospeso momentaneamente le spedizioni in Francia mentre a Google è stato imposto di negoziare tasse con le agenzie di stampa per la pubblicazione delle anteprime degli articoli

Pugno di ferro di Parigi contro due colossi tecnologici statunitensi. Amazon ha decidere di interrompere le sue spedizioni in Francia. Martedì il tribunale di Nanterre ha stabilito infatti che il gigante dell’e-commerce avrebbe potuto consegnare solo prodotti essenziali. Per il tribunale francese Amazon ha trascurato la tutela della salute dei suoi dipendenti dai rischi dell’epidemia di coronavirus. Guai in vista anche per Google. La settimana scorsa l’antitrust francese ha deciso che Google deve pagare le case editrici e le agenzie di stampa francesi per il riutilizzo dei loro contenuti. Tutti i dettagli.

BEZOS CHIUDE I MAGAZZINI IN FRANCIA

Il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos ha chiuso temporaneamente i battenti dei suoi 6 centri di distribuzione francesi fino all’inizio della prossima settimana. La decisione arriva in seguito alla sentenza del 14 aprile del tribunale di Nanterre.

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE

Ad Amazon France è stato ordinato infatti di spedire solo prodotti essenziali per il mese successivo, mentre la società istituisce un sistema di valutazione del rischio per i dipendenti nel proprio magazzino e introduce misure per tutelare i propri lavoratori. Durante questo periodo Amazon dovrà inoltre negoziare dette misure di sicurezza con i rappresentanti dei lavoratori.

COSA PUÒ SPEDIRE D’ORA IN AVANTI

Entro 24 ore dall’emissione della sentenza, Amazon dovrà limitare la propria attività a beni di prima necessità, quali cibo e forniture mediche. Ciò fino a quando non sarà effettuata la valutazione del rischio delle misure di salute e sicurezza intraprese dall’azienda. Il colosso di Seattle ha fatto sapere che prevede di appellarsi contro la decisione. Ma sarà meglio che si adegui al momento.

RISCHIO MULTA MILIONARIA

Amazon rischia multe da un milione di euro per ogni violazione dell’ordine.

1 A ZERO PER I SINDACATI

Le condizioni di lavoro di Amazon sono state criticate dai lavoratori come una “bomba sanitaria”.

All’inizio del mese Solidaires, un gruppo sindacalista francese, ha intentato una causa contro il colosso dell’e-commerce. “Mentre il primo ministro Macron lo scorso marzo ha ordinato la chiusura di attività non essenziali a causa dell’epidemia di coronavirus e attività che riuniscono più di 100 persone contemporaneamente, Amazon continua la sua attività come se nulla fosse accaduto nonostante la mobilitazione del personale e le comunicazioni formali dei sindacati, ispezione e la salute sul lavoro, ma anche le critiche dei ministri dell’economia e del lavoro”. Si legge nel comunicato al vetriolo diffuso dai sindacati.

Su Twitter Solidaires accoglie con favore la decisione del tribunale di Nanterre: “prima vittoria sindacale”.

https://twitter.com/UnionSolidaires/status/1250118875569676292

BATOSTA FRANCESE ANCHE PER GOOGLE

Ma Amazon non è il solo a passarsela male in Francia. Giovedì scorso l’antitrust francese ha deciso che Google deve pagare le case editrici e le agenzie di stampa francesi per riutilizzare i loro contenuti.

“Le pratiche di Google hanno causato un grave e immediato danno al settore della stampa, mentre la situazione economica degli editori e delle agenzie di stampa è fragile”, ha dichiarato in una nota l’Autorité de la Concurrence francese.

LA LUNGA QUERELLE CON GLI EDITORI FRANCESI

Lo scontro tra il colosso tecnologico di Mountain View e la stampa francese va avanti da quasi un anno ormai. Google aveva cercato di evitare di pagare le tasse di licenza (imposte dalla direttiva Copyright recepita in Francia lo scorso 24 ottobre) inducendo gli editori a rinunciare ai compensi in cambio di essere inclusi nei risultati di ricerca.

“Da quando la legge europea sul copyright è entrata in vigore in Francia lo scorso anno, ci siamo impegnati con gli editori per aumentare il nostro supporto e gli investimenti nelle notizie”, ha dichiarato Richard Gingras, vice presidente di News presso Google, in una nota.

Non sarebbe proprio così secondo i media di Francia.

Il giorno prima dell’entrata in vigore della direttiva, più di 900 giornalisti, editori e personalità della stampa europea hanno divulgato una lettera di accusa contro il “ricatto” di Google. Dalle parole sono passati ai fatti: novembre gli editori francesi hanno presentato una denuncia all’autorità garante della concorrenza contro Google. Oltre all’abuso di posizione dominante, gli editori accusano il colosso di Mountain View di ricatto economico che le testate si trovano ad affrontare per non perdere la visibilità sul motore di ricerca.

LA REAZIONE DI BIG G

Al verdetto dell’autorità francese per la concorrenza della scorsa settimana, Google ha dichiarato che avrebbe rispettato la decisione e che le parti hanno già avviato i negoziati. Il regolatore antitrust ha concesso a Google tre mesi per elaborare un accordo con gli editori francesi. Non è stato ancora determinato alcun quadro di prezzi o licenze.

La decisione dell’authority francese segna una svolta significativa in una lunga battaglia tra editori di media tradizionali, in particolare i giornali e Google, in merito alle tasse sul copyright e al diritto di visualizzare i contenuti delle notizie nei risultati di ricerca (e in Google News).

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