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TikTok, che cosa farà la cinese ByteDance

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TikTok ByteDance

ByteDance, proprietaria della popolare app TikTok, starebbe pensando a un’Ipo nel primo trimestre del prossimo anno secondo il Financial Times. La società cinese smentisce ma…

 

“Non c’è assolutamente niente di vero”. Ha messo a tacere così un portavoce della società ByteDance, le insistenti voci riguardo un’offerta pubblica iniziale l’anno prossimo. Lunedì il Financial Times aveva infatti riportato che la startup cinese da 75 miliardi di dollari proprietaria dell’app di video in forma breve TikTok, stava programmando un’Ipo a Hong Kong nel 2020.

LE INDISCREZIONI SULLA QUOTAZIONE NEL 2020

Secondo il Financial Times ByteDance si sta preparando per una quotazione già nel primo trimestre del prossimo anno.

LA SMENTITA DI BYTEDANCE

“Non c’è assolutamente nulla di vero nelle voci che prevediamo di quotarci a Hong Kong nel primo trimestre del 2020”, ha dichiarato un portavoce della società da TechCrunch martedì. Eppure Reuters ha riferito che sebbene la società cinese non preveda un’Ipo nell’immediato futuro, ha in effetti intenzione di diventare pubblica.

SE FOSSE, UNA SUPER IPO

ByteDance è considerato uno degli unicorni più preziosi del mondo. Un anno fa la valutazione di ByteDance ha raggiunto 75 miliardi di dollari quando ha chiuso un round di finanziamento da 3 miliardi di dollari guidato da SoftBank, raddoppiando il suo valore rispetto a un anno prima. Oltre SoftBank, tra gli investitori troviamo anche General Atlantic, Sequoia Capital e Kkr (il fondo dietro all’azienda giapponese a cui è stata venduta Magneti Marelli).

LE APP DELLA GALASSIA BYTEDANCE

Fondata nel 2012, ByteDance include — oltre la popolarissima app di video a scomparsa TikTok — l’app di notizie Toutiao e TopBuzz, un’app di aggregazione di notizie per il mercato statunitense. Nella prima metà di quest’anno ByteDance ha realizzato ricavi tra i 7 e gli 8,4 miliardi di dollari e ha registrato un utile a giugno.

MEGLIO A HONG KONG CHE A WALL STREET

Secondo le fonti del Ft, per la quotazione la società avrebbe scelto Hong Kong piuttosto che New York, nonostante le recenti turbolenze tra proteste di massa e disordini civili. L’indice di riferimento Hang Seng ha perso circa l’11% dal suo massimo all’inizio di quest’anno.

LE PREOCCUPAZIONI STATUNITENSI

Ma Wall Street sarebbe a dir poco irraggiungibile al momento per la società cinese. All’inizio della scorsa settimana i senatori statunitensi Chuck Schumer e Tom Cotton hanno scritto una lettera ai funzionari dell’intelligence statunitense chiedendo di indagare su TikTok per possibili minacce alla sicurezza nazionale. Questa iniziativa fa eco ai recenti appelli del senatore Marco Rubio per una revisione dell’acquisto di 900 milioni di dollari da parte di ByteDance dell’app Musical.ly nel 2017.

I legislatori statunitensi intendono indagare sulle politiche di TikTok circa la tutela dei dati personali e la censura dei contenuti su richiesta del governo di Pechino. Si teme infatti che TikTok possa trasformarsi in un’arma cinese nella battaglia per i dati personali anche se l’app insiste sul fatto che funzioni in modo indipendente.

TIKTOK USATA COME SCUDO DA ZUCKERBERG

L’app di video cinese è stata addirittura tirata in ballo da Facebook. Per neutralizzare le preoccupazioni dei regolatori circa il suo potere di mercato, il gruppo di Menlo Park ha indicato TikTok come prova che è ancora possibile creare un social network di successo oltre un decennio dopo il decollo di Facebook.

Parlando all’udienza antitrust di fronte al comitato giudiziario della Camera ad agosto, il dirigente di Facebook Matt Perault ha osservato come la cinese TikTok offra un’app che non rientra nella suite di funzionalità offerte dal social network dal fondo blu. “Siamo in concorrenza con aziende di tutto il mondo”, ha precisato Perault. “TikTok, ad esempio, un’app cinese lanciata meno di 3 anni fa, è stata scaricata oltre un miliardo di volte ed è stata l’app iOS più scaricata nel 2018″.

LE MOSSE RASSICURANTI

Parlando di privacy e sicurezza dei dati, TikTok ha precisato che “tutti i dati degli utenti TikTok sono conservati negli Stati Uniti, con ridondanza del backup a Singapore. I nostri data center si trovano interamente al di fuori della Cina e nessuno dei nostri dati è soggetto alla legge cinese”.

Secondo il Ft, per per alleviare le preoccupazioni sulla penetrazione negli Stati Uniti e sulla tutela della privacy dei dati, ByteDance prevede di vendere TopBuzz, la sua attività di feed di notizie negli Usa che ha raccolto 300.000 lettori.

Inoltre la società ha assunto un team dello studio legale di Pittsburgh K&L Gates, che comprende ex funzionari statunitensi per fornire consulenza sulle proprie politiche pubbliche. Che sia prossima o lontana, in vista della quotazione la società di TikTok deve far comunque di tutto per rassicurare gli investitori circa l’opposizione di Washington.

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