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Tencent e non solo. Ecco chi festeggia davvero per la quotazione di Universal Music

Tencent Universal Music

Dopo lo spin off da Vivendi, Universal Music Group debutta in Borsa ad Amsterdam e vola in rialzo del 35,16%. Buona notizia per Tencent e Pershing Square che possiedono rispettivamente il 20% e il 10% di Umg

Debutto da record per Universal Music Group, dopo lo scorporo da Vivendi.

Le azioni di Universal Music Group (Umg) sono balzate di oltre un terzo dopo che la società è stata quotata alla Borsa Euronext di Amsterdam il 21 settembre.

La più grande etichetta musicale del mondo, che rappresenta musicisti da Billie Eilish a The Rolling Stones e Bob Dylan, ha visto il suo valore di mercato balzare a 47 miliardi di euro (55 miliardi di dollari) nella più grande Ipo europea dell’anno.

La quotazione su Euronext ad Amsterdam è arrivata dopo che il gruppo dei media francese Vivendi ha deciso di scorporare la sua attività Umg, cedendo l 60% di Universal.

La valutazione premium cementa una svolta nelle fortune di Universal, poiché gli investitori scommettono che il boom dei servizi di streaming guiderà anni in più di crescita.

Le azioni di Vivendi sono scese di quasi il 20%, riflettendo come la società francese sia stata ora privata del suo più grande business.

I grandi vincitori della quotazione di Amsterdam includono il miliardario statunitense William Ackman con il suo hedge fund Pershing Square e la cinese Tencent, insieme all’azionista di controllo di Vivendi Vincent Bollore, che mantengono grandi quote di Universal.

Le azioni del gruppo Bolloré, attraverso il quale il miliardario possiede la sua quota residua in Universal, sono aumentate del 2%.

Tutti i dettagli.

CHI FESTEGGIA LA QUOTAZIONE

È una grande vittoria per il miliardario azionista di controllo di Vivendi, Vincent Bolloré, la cui società possiede ancora circa il 18% di Universal dopo la quotazione.

Ogni azionista di Vivendi ha ricevuto un’azione di Universal prima della quotazione, quindi il 60% della società è ora nelle loro mani mentre Vivendi mantiene una quota del 10% in Universal Music.

L’investitore statunitense William Ackman di Pershing Holding e un consorzio guidato dalla cinese Tencent hanno acquistato separatamente il 30% del gruppo prima dello spin-off.

TENCENT E PERSHING SQUARE POSSIEDONO IL 30% DI UNIVERSAL MUSIC GROUP

Dopo la quotazione di Universal Music Group, Vivendi ora possiede solo il 10% di Umg, mentre un consorzio guidato da Tencent possiede il 20%.

Anche Pershing Square Holdings Ltd possiede il 10% e le “Bolloré Entities” dell’uomo d’affari francese ex presidente di Vivendi Vincent Bolloré possiedono il 18,0%.

Alla fine William Ackman ha ottenuto una quota considerevole di Universal. Quest’estate aveva incassato il fallimento di un’operazione tramite SPAC per l’acquisto di una quota di Umg, per via dell’opposizione dei regolatori statunitensi.

Con una valutazione di 45,5 miliardi di euro, la quota di Umg di Bolloré vale 8,19 miliardi di euro (9,60 miliardi di dollari) dopo il primo giorno di negoziazione di UMG, mentre la quota del 20% del consorzio guidato da Tencent vale 9,1 miliardi di euro (10,67 miliardi di dollari).

Le rispettive quote del 10% di Vivendi e Pershing Square Holdings valgono ciascuna 4,55 miliardi di euro (5,33 miliardi di dollari).

COSA FARÀ VIVENDI

Come sottolinea il Financial Times, il taglio della Universal ha lasciato a Vivendi una società molto più piccola e meno redditizia le cui attività rimanenti sono il fornitore di pay-TV Canal Plus, l’agenzia pubblicitaria Havas e l’editore di libri Editis. L’anno scorso, Universal ha generato la metà dei ricavi di 16 miliardi di euro del gruppo e più di tre quarti dei suoi 1,6 miliardi di euro di utile operativo.

Ma le vendite di quote al fondo di Ackman Pershing e Tencent hanno portato a Vivendi liquidità per circa 8 miliardi di euro, secondo gli analisti di Kepler, che il gruppo francese dovrebbe impiegare nelle acquisizioni per tracciare un nuovo corso.

Vivendi (a sua volta azionista del 23,75% di Telecom Italia) ha già tracciato la sua ripartenza: la scorsa settimana ha annunciato che aumenterà la sua partecipazione nel gruppo editoriale e di vendita al dettaglio francese Lagardère, che ha in portafoglio la casa editrice Hachette.

“Dopo aver rinunciato all’assedio a Mediaset – con un accordo che porterà Vivendi a ridimensionare progressivamente la quota nel Biscione – è ora da capire che fine farà la partecipazione in Telecom, visto che da tempo la media company transalpina è uscita dal settore delle tlc” ha sottolineato il Sole 24 Ore.

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