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Tamponi salivari, a che punto siamo?

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Tamponi salivari: chi accelera, chi frena e chi spera.
Continua la corsa al tampone salivare, il test rapido che in pochi minuti svela se si è stati contagiati dal Covid-19.

Il test potrebbe fare la differenza nelle scuole, dove in caso di sospetto o di positività di un soggetto si potrebbe effettuare un screening rapido (e non invasivo) nei bambini.

I test salivari, però, fino ad oggi non hanno convinto l’Istituto Spallanzani, che li ritiene ancora poco affidabili o necessari di attrezzature da laboratorio.

Di pensiero diverso, invece, è l’Università dell’Insubria che in collaborazione con l’Asst dei Sette Laghi ha messo a punto e sperimentato il Test rapido salivare (Trs) in grado di rilevare, nell’arco di pochissimi minuti, la presenza del Coronavirus. Anche Diasorin a lavoro su questo fronte (ed il test sarebbe stato già validato).

Andiamo per gradi.

LA POSIZIONE DELLO SPALLANZANI

Partiamo dalle posizioni ufficiali dello Spallanzani. L’Istituto, che ha analizzato due diversi test salivari, ritiene che i test antigenici e molecolari su campioni di saliva “al momento difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato”.

L’Istituto ha anche precisato che lo studio continua: “allo Spallanzani sono in valutazione test antigenici adeguati allo screening sulla saliva. Si tratta di test di laboratorio accurati, più semplici e veloci dei test molecolari, che vengono eseguiti in laboratorio, e non già dei test cosiddetti test “rapidi” , anche noti come test “a saponetta”, che sono più adatti per altre applicazioni”.

IL TEST DELL’UNIVERSITA’ DELL’INSUBRIA

Tra i test salivari che potrebbero far cambiare idea allo Spallanzani c’è quello messo a punto dall’Università dell’Insubria, in collaborazione con l’Asst dei Sette Laghi. Si tratta di un tampone salivare il cui funzionamento è simile a quello “del test di gravidanza. Su una piccola striscia di carta assorbente si applica qualche goccia di saliva diluita con una soluzione apposita e da tre a sei minuti si ottiene il risultato: se si forma una banda il soggetto è negativo, se si formano due bande è positivo”, spiega la stessa Università.

CHI HA LAVORATO AL TEST

L’idea del test salivare è di Lorenzo Azzi, ricercatore di Odontoiatria, e Mauro Fasano, professore di Biochimica. A realizzare i reagenti e i kit sono stati i laboratori dell’Insubria a Busto Arsizio, coordinati dalla ricercatrice Tiziana Alberio. La sperimentazione è stata condotta nel laboratorio di Microbiologia diretto da Fausto Sessa all’Ospedale di Circolo di Varese.

LA SPERIMENTAZIONE

Ecco, veniamo alla sperimentazione, che secondo quanto detto a Start Magazine dall’Università “ha dato i risultati sperati”.

Il tampone salivare rapido è stato testato su 137 soggetti, risultati sia affetti da Covid-19 che sani. Ogni campione di saliva è stato valutato con due test: quello molecolare, condotto dalla ricercatrice Andreina Baj, e quello sperimentale.

A LAVORO PER LA PRODUZIONE

Ora si lavora per l’avvio della produzione e della validazione. Già a maggio, l’università dell’Insubria ha siglato un accordo con la NatrixLab di Reggio Emilia, per la realizzazione di diversi prototipi.

IL LAVORO DI DIASORIN

Anche Diasorin, l’azienda finita nell’occhio del ciclone per l’accordo di esclusiva sui test sierologici per la Regione Lombardia, testati dal Policlinico San Matteo, punta ai test salivari. La società, infatti, è riuscita ad apporre la marcatura CE al test SimplexaTM Covid-19 Direct per il suo utilizzo con campioni di saliva.

TEST VALIDATO

Il test di Diasorin avrebbe già ottenuto, secondo quanto scrive Rainews, la validazione “su un’ampia gamma di tipologie di campione prelevabili sia nel tratto respiratorio superiore ed inferiore, sia nei polmoni e potrà essere eseguito contestualmente al SimplexaTM Flu A/B e RSV Direct Gen II, consentendo la diagnosi differenziale dell’infezione da Sars-CoV- 2 da quella causata dall’influenza di tipo A o B e dal virus respiratorio sinciziale durante la prossima stagione influenzale”.

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