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Perché lo Spallanzani boccia i tamponi salivari anti Covid

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I tamponi salivari per le scuole non vanno bene. Ecco cosa sostiene l’Istituto Spallanzani di Roma

 

I tamponi rapidi salivari anti Covid, quelli che dovevano rappresentare la svolta per la gestione delle scuole, bypassando l’ostacolo dei lunghi tempi di attesa per una risposta, potrebbero rimanere chiusi nel cassetto.

Sì, perché l’Istituto di Spallanzani boccia i test salivari, quelli ritenuti ideali da essere somministrati ai bambini in quanto meno invasivi. Nel frattempo, nelle scuole del Lazio, arrivano i tamponi antigeni rapidi effettuati negli aeroporti (test naso-faringei) Tutti i dettagli.

L’ANNUNCIO DI SPERANZA

Partiamo da un annuncio fatto nelle scorse ore al Question Time dal Ministro della Salute Roberto Speranza: “Con l’ordinanza del 13 agosto per primi in Europa abbiamo dato via libera ai test antigenici utilizzati agli aeroporti. Dopo circa un mese i risultati sono incoraggianti e la valutazione del ministero è che si possano iniziare a utilizzare anche fuori dagli aeroporti”.

TEST RAPIDI NELLE SCUOLE

Ed in effetti i test rapidi antigeni, naso faringei, che vengono effettuati negli aeroporti, entreranno nelle scuole del Lazio.

Si parte dalla Asl 4. “Il primo intervento – rende noto l’Unità di Crisi regionale – è stato programmato nel liceo scientifico Vian ad Anguillara. È stata inviata dalla direzione dell’istituto una circolare ai genitori per raccogliere l’adesione volontaria al test che è stata molto buona. Da domani mattina inizieranno le attività di testing che proseguiranno a rotazione con gli altri istituti del territorio”.

SPALLANZANI BOCCIA TEST SALIVARI

Nel frattempo, però, l’Istituto Spallanzani boccia i test salivari (non naso-faringei), i candidati ideali per le scuole perché meno invasivi.

I test antigenici e molecolari su campioni di saliva, secondo l’istituto, “al momento difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato”.

I TEST ANALIZZATI

Due, precisa il Sole 24 Ore, sono i test analizzati dall’Istituto. Un test salivare rapido a saponetta ed un test più simile (guardando ai risultati) a quello che viene effettuato negli aeroporti.

LA BOCCIATURA DEL TEST “SAPONETTA”.

Il primo test, che per essere effettuato non richiede strumentazione di laboratorio, è stato bocciato perché “sembrerebbe risultare meno performante rispetto al test molecolare standard”. In particolare “ha dimostrato di rilevare la presenza del virus in meno del 10% dei campioni che risultavano positivi al test molecolare standard”.

LA BOCCIATURA DEL TEST PIU’ ATTENDIBILE

Lo Spallanzani, poi, boccia, in riferimento alle scuole, anche il secondo test analizzato, che avrebbe una attendibilità del 70-80% rispetto a quelli tradizionali nasofaringei.

Il test, riporta Il Sole, secondo quanto detto dallo Spallanzani, “ha mostrato livelli di sensibilità simili a quelli dei tamponi antigenici rapidi”, ma “deve essere effettuato in laboratorio, quindi, a meno che non si attivino unità di laboratorio presso i punti dove viene effettuato il prelievo, non è utilizzabile in contesti di screening rapido”.

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