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Tamponi salivari: fatti, annunci e problemi

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Work in progress sui tamponi salivari auspicati dal ministro Speranza. L’Istituto Spallanzani studia nuovi test più semplici e rapidi

 

Semplici, veloci, poco invasivi: i tamponi salivari potrebbero rappresentare la soluzione ideale per screening rapidi nelle scuole e non solo. Basta un piccolo prelievo della saliva per scovare Sars-Cov-2 in pochi minuti, senza dover ricorrere alla strumentazione di laboratorio.

Ma il mondo scientifico non ha ancora validato il loro utilizzo. Dall’Istituto Spallanzani è arrivata la bocciatura ai primi due valutati, mentre sono allo studio nuovi test. Anche il Consiglio superiore di sanità parla di work in progress.

Andiamo per gradi.

CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’: SIAMO A LAVORO SUI TEST SALIVARI

Partiamo dall’ottimismo, sul tema, del Consiglio Superiore di Sanità. “Il lavoro sui test rapidi alternativi è un lavoro in progress ed i dati attuali potrebbero cambiare significativamente nel giro delle prossime settimane. Quindi non credo che le posizioni del ministro Speranza e quella dello Spallanzani sui test salivari siano tra loro inconciliabili”, ha detto all’Ansa Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Cts, aggiungendo: “Comprensibile la posizione del ministro che risponde alla logica di avere in una situazione come quella della scuola dei test applicabili sui grossi numeri e con una velocità di esito, e prendo atto delle valutazioni fatte da un gruppo straordinariamente qualificato come quello dello Spallanzani”.

“Tendenzialmente, il test antigenico rapido utilizzato attualmente negli aeroporti potrebbe essere quello più adatto ad essere impiegato nelle scuole”, ha comunque specificato Loacelli.

GLI AUSPICI DI SPERANZA

A sperare in una veloce validazione dei test salivari, infatti, è il ministro della Salute Roberto Speranza, che rispondendo al Question Time alla Camera, ha detto: “Stiamo sperimentando tutto quello che si muove sul fronte scientifico e tra le analisi più promettenti secondo le riviste scientifiche internazionali c’è il test salivare, meno invasivo, e più indicato per essere usato su larga scala e idoneo per i più piccoli, quindi, da utilizzare anche nelle scuole ma serve tempo per completare il percorso autorizzativo”.

“Il nostro auspicio è che ciò possa avvenire in tempo breve, ma l’esigenza di correre per avere a disposizione questi strumenti va tenuta insieme all’esigenza che essi passino in maniera molto seria tutte le verifiche degli organismi competenti”, ha chiosato il ministro.

LA BOCCIATURA (MOMENTANEA) DELLO SPALLANZANI

Le speranze di Speranza, però, non sembrano al momento poter essere esaudite. I test antigenici e molecolari su campioni di saliva, secondo l’Istituto Spallanzani, “al momento difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato”.

L’Istituto ha analizzato due diversi test salivari. Un primo test, definito a saponetta, che per essere effettuato non richiede strumentazione di laboratorio, è stato bocciato perché “sembrerebbe risultare meno performante rispetto al test molecolare standard”. In particolare “ha dimostrato di rilevare la presenza del virus in meno del 10% dei campioni che risultavano positivi al test molecolare standard”.

Un secondo test, che avrebbe una attendibilità del 70-80% rispetto a quelli tradizionali nasofaringei, riporta Il Sole 24 Ore, secondo quanto detto dallo Spallanzani, “ha mostrato livelli di sensibilità simili a quelli dei tamponi antigenici rapidi”, ma “deve essere effettuato in laboratorio, quindi, a meno che non si attivino unità di laboratorio presso i punti dove viene effettuato il prelievo, non è utilizzabile in contesti di screening rapido”.

NUOVI TEST ALLO STUDIO

Ma lo studio sui test salivari non si ferma. “Allo Spallanzani sono in valutazione test antigenici adeguati allo screening sulla saliva. Si tratta di test di laboratorio accurati, più semplici e veloci dei test molecolari, che vengono eseguiti in laboratorio, e non già dei test cosiddetti test “rapidi” , anche noti come test “a saponetta”, che sono più adatti per altre applicazioni”, ha riferito la direzione del laboratorio di virologia dello Spallanzani in una nota.

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