Innovazione

Tamponi, ecco la macchina da 300mila euro voluta da Crisanti che ha salvato il Veneto

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tamponi veneto

Tutti vogliono la macchina acquistata da Crisanti in Veneto per velocizzare la catena dei tamponi, ma ora è introvabile. Il macchinario rientra nelle tecnologie ritenute strategiche da Trump. Estratto di un articolo dell’AdnKronos

La macchina per i tamponi acquistata dall’azienda ospedaliera di Padova è prodotta dalla californiana Labcyte, azienda specializzata nelle tecnologia di gestione e manipolazione dei liquidi acustici. I macchinari sviluppati consentono di creare programmi di medicina personalizzati, ottimizzare i test diagnostici di Dna/Rna (come nel caso di Covid-19), velocizzare le condotte di scoperta di farmaci e accelerare la ricerca. Nel caso specifico il modello è Echo 525. Questa macchina dei tamponi, spiega l’Adnkronos, è ora super ricercata, ma Trump l’ha inserita tra i macchinari strategici e non si può più acquistare. (Redazione Start Magazine).

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Di seguito un estratto di un articolo dell’AdnKronos:

“Voglio quella macchina. Compratela, e se non riuscite a trovarla rubatela a Padova”. Suonava più o meno così la battuta di un alto dirigente di una regione italiana al suo staff. Parlava della ‘super pipettatrice’ che ha permesso di far volare le analisi dei tamponi per la diagnosi del nuovo coronavirus in Veneto.

Tutti la vogliono, tutti la cercano. Prodotta in California, ormai è introvabile, “per il blocco delle tecnologie ritenute strategiche voluto da Trump”, in un’America alle prese con la pandemia di Covid-19. La macchina è diventata “un mito che si autoalimenta. Funzionari, manager di ospedali di diverse Regioni da Nord a Sud hanno chiesto informazioni” ai fortunati che sono riusciti ad accaparrarsela, cioè l’azienda ospedaliera universitaria di Padova.

A raccontarlo all’Adnkronos Salute è il direttore generale Luciano Flor. L’intuizione di poterla usare per eliminare il collo di bottiglia che rallenta il processo di analisi dei tamponi è nata proprio qui, dal virologo Andrea Crisanti. Erano i giorni più neri dell’epidemia di Sars-CoV-2 in Italia. “Ricordo di avergli chiesto: ma non c’è un modo rivoluzionario che ci permetta di fare più tamponi? Allora ne processavamo 1.200-1.300. Lui ha chiesto in giro, poi si è ricordato di questa macchina che era utilizzata per pipettare tutt’altro, non i virus, all’Imperial college di Londra”.

“L’idea mi ha convinto – prosegue – e gli ho detto ‘fatti fare un preventivo’, che poi è arrivato venerdì 20 marzo. Lunedì 23 è partito l’ordine, il 26 ce l’avevamo in ospedale”. E’ stato, assicura Flor, “un colpo di fortuna. La macchina ci è arrivata dall’Olanda. Era una demo, nuova e perfettamente funzionante. Probabilmente non sarebbe andata così se avessimo dovuto aspettarla direttamente dalla fabbrica. Ora, che io sappia, nessuno riesce a comprarla. Abbiamo impiegato alcuni giorni, lavorando anche di sabato e di domenica, per la calibratura e martedì o mercoledì della settimana successiva ha cominciato a funzionare”.

Flor precisa: “La super macchina è solo una tappa. Per ottenere il risultato di amplificare al massimo la potenza di analisi dei tamponi serve tutto intorno una poderosa organizzazione di laboratorio. Certo, le stesse quantità garantite oggi da uno strumento che occupa 60 centimetri su un bancone avrebbero richiesto 20 metri lineari di macchine con tecnologie precedenti”. Il superpotere? “Viaggiare al ritmo di 750 mila ‘pipettate’ in 24 ore”, calcola Flor. La brochure che presenta la macchina esalta la sua capacità di “accelerare la vita della ricerca scientifica”. Nessun cenno ovviamente alla ‘dote’ svelata da Covid-19.

Vanno considerati, prosegue Flor, “il tempo che passa tra un’operazione e l’altra, gli spostamenti, il personale e le attività che deve fare. La macchina riduce passaggi, ma non elimina tutto quello che le ruota intorno, nonostante il processo di trasferimento del dato da una macchina all’altra sia tutto informatizzato. E comunque anche per questo serve un’architettura di laboratorio”. La spesa affrontata per velocizzare la catena dei tamponi a Padova “si aggira intorno ai 700-800 mila euro”. La super macchina ha pesato per “304 mila euro iva compresa”.

(Estratto di un articolo pubblicato ad Adnkronos Salute, qui la versione integrale)

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GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE:

TAMPONI E REAGENTI: LE ACCUSE DI CRISANTI, I RITARDI DEL GOVERNO E GLI ANNUNCI DI ARCURI

TAMPONI, ECCO COME E PERCHE’ IL VENETO HA SCONFESSATO OMS E GOVERNO (E HA FERMATO L’EPIDEMIA)

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