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Stmicroelectronics

StMicroelectronics è in crisi?

StMicroelectronics, l'azienda italo-francese di semiconduttori, è in difficoltà: per il primo trimestre del 2024 prevede un calo del 15 per cento delle entrate, superiore alle stime degli analisti. Ecco cosa sta succedendo

STMicroelectronics, azienda italo-francese che produce componenti elettronici, ha detto di prevedere una diminuzione del 15 per cento delle entrate nel primo trimestre 2024. È un calo molto più netto di quello previsto dagli analisti, dovuto – secondo l’azienda – alla debolezza della domanda del comparto automobilistico e del minor numero di ordini dal settore industriale.

STMicroelectronics ha sede a Ginevra, ma è di proprietà italo-francese: più nello specifico, il suo principale azionista è STMicroelectronics Holding (ripartita a metà tra il ministero italiano dell’Economia e FT1C1, che fa capo alla banca statale francese Bpifrance) con il 27,5 per cento. Tra i suoi clienti figurano Tesla e Apple.

CONTI E PREVISIONI DI STMICROELECTRONICS

Nel dettaglio, STMicroelectronics si aspetta per il primo trimestre dell’anno entrate per 3,6 miliardi di dollari, contro i 4,2 miliardi dell’anno scorso e l’11 per cento in meno di quanto stimato dagli analisti, secondo le rilevazioni della società LSEG.

Nel quarto trimestre del 2023 l’azienda ha riportato un fatturato netto di 4,28 miliardi, poco meno di quanto si aspettavano gli analisti (4,30 miliardi); il risultato operativo, però, è sceso del 20,5 per cento a circa 1 miliardo. Il margine lordo si è attestato al 45,5 per cento, contro il 47,5 per cento dello stesso periodo del 2022 e il 47,6 per cento del terzo trimestre. La liquidità netta dalle attività operative è stata di 1,48 miliardi di dollari, rispetto agli 1,55 miliardi di un anno prima.

Come spiegato dall’amministratore delegato Jean-Marc Chery, “nel quarto trimestre le prenotazioni degli ordini dei nostri clienti sono diminuite rispetto al terzo trimestre. La domanda finale si è mantenuta stabile nell’Automotive, non ha mostrato incrementi significativi nella Personal Electronics e si è ulteriormente indebolita nel settore Industriale”.

Chery ha aggiunto che “i ricavi per l’anno 2023 sono aumentati del 7,2 per cento a 17,2 miliardi di dollari”.

ANCHE TEXAS INSTRUMENTS È IN SOFFERENZA

Il momento è difficile non solo per STMicroelectronics, ma anche per una delle sue principali concorrenti: l’azienda statunitense Texas Instruments, che infatti nei giorni scorsi ha detto di prevedere entrate e profitti al di sotto delle aspettative nel primo trimestre del 2024.

ASML, INVECE…

La situazione è diversa invece per ASML, società tecnologica nederlandese che realizza macchinari per la produzione di microchip avanzati: in sostanza, opera nello stesso macrosettore di STMicroelectronics e Texas Instruments, ma in un segmento di mercato molto diverso. ASML è infatti specializzata nei sistemi di litografia, un processo che permette di creare circuiti dalle scale ridottissime; ha fatto sapere di aver ricevuto ordini da 5,6 miliardi di euro per i macchinari di litografia ultravioletta estrema (o EUV: la tecnologia più avanguardistica) da aziende come Intel.

Nel quarto trimestre del 2023 ASML ha riportato un’utile superiore alle attese – 2 miliardi di euro: gli analisti si aspettavano 1,8 miliardi – ma pensa che nel 2024 le vendite risentiranno delle restrizioni all’esportazione di tecnologie avanzate in Cina, il suo terzo mercato più grande dopo Taiwan e Corea del sud.

GLI OBIETTIVI DI STMICROELECTRONICS PER IL 2024

Considerando l’intero 2024, STMicroelectronics conta di investire 2,5 miliardi di dollari (netti) e di ottenere ricavi tra i 15,9 e i 16,9 miliardi.

“Continueremo a concentrarci fortemente sul settore automobilistico e industriale”, ha spiegato l’amministratore delegato, “e a essere selettivi nel nostro approccio all’elettronica personale, alle apparecchiature per le comunicazioni e alle periferiche per computer”.

IL GIUDIZIO DI INTERMONTE ED EQUITA

Dopo l’annuncio della guidance per il 2024, le azioni di STMicroelectronics hanno perso il 2,5 per cento in borsa, a 41,53 euro l’una, mentre il settore tecnologico europeo registrava una leggera crescita (+0,3 per cento).

Secondo la banca d’investimento Intermonte, i risultati di STMicroelectronics nel quarto trimestre del 2023 sono in linea con le aspettative, e il buon contributo del segmento Personal Electronics ha permesso di compensare la fiacchezza dell’unità Automotive. Nel contempo, secondo Intermonte i numeri che la società ha fornito per il primo trimestre del 2024 sono “al di sotto delle stime attuali (utile lordo di circa 1,52 miliardi contro le stime nostre e di consensus di 1,79 e 1,83 miliardi rispettivamente)”. Il giudizio della banca, comunque, è outperform e il target price è di 53,91 euro.

La banca d’investimento Equita, similmente, rimarca la delusione per le prospettive nel 2024: il suo rating è hold e il target price è di 54 euro.

Jean-Marc Chery ha assicurato che STMicroelectronics “è in una posizione solida dal punto di vista patrimoniale, di liquidità e conti”. “Il primo semestre 2024 sarà influenzato da una significativa correzione delle scorte nel settore industriale”, ha spiegato, ma “nel secondo semestre prevediamo una significativa crescita sequenziale dei ricavi, trainata da un forte rimbalzo nel settore industriale e delle periferiche per computer, da una continua crescita nel settore automobilistico e delle apparecchiature per le comunicazioni, e dalla consueta stagionalità dell’elettronica personale”.

RIORGANIZZAZIONE SÌ, MA SENZA TAGLI

Nei giorni scorsi STMicroelectronics ha comunicato la sua nuova organizzazione interna, che prevede il passaggio da tre a due divisioni: da una parte Analog, Power & Discrete, Mems and Sensors, guidata da Marco Cassis; dall’altra Digital ICs and RF Products, guidata da Remi El-Ouazzane. Da questa semplificazione rimane fuori la divisione Automotive and Discrete Product, capeggiata da Marco Monti, che lascerà l’azienda.

Chery ha assicurato che la riorganizzazione punta a “rendere più efficiente la struttura” e che “non ci saranno riduzioni di personale” né modifiche alla direzione strategica generale.

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