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Starlink

Starlink e non solo, ecco come aumenta il rischio collisione in orbita

I satelliti Starlink stanno effettuando migliaia di manovre di anti-collisione mentre l'orbita terrestre bassa diventa più affollata, alimentando le preoccupazioni che un incidente sia inevitabile.

I satelliti Starlink di SpaceX schivano gli oggetti in orbita quasi 140 volte al giorno.

Negli ultimi sei mesi, tra il 1° dicembre 2022 e il 21 maggio 2023, i satelliti della costellazione Starlink, il servizio di Internet via satellite della società aerospaziale di Elon Musk, hanno effettuato oltre 25mila manovre anti-collisione, per evitare possibili scontri con altri satelliti o detriti spaziali in orbita intorno alla Terra.

È quanto emerge da un rapporto presentato dall’azienda alla Federal Communications Commission (Fcc), la Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti. Si tratta di circa il doppio delle manovre segnalate nei mesi precedenti e la metà delle circa 50mila effettuate da quando è stato lanciato il primo Starlink, nel 2019. Un aumento esponenziale destinato a crescere ancora, che genera molta preoccupazione: secondo alcuni esperti, le collisioni potrebbero presto diventare una parte normale del business spaziale, generando sempre più detriti. (Qui la puntata di Spaziale!, il podcast di Startmag, su La spazzatura spaziale rischia di intasare l’orbita terrestre).

L’orbita terrestre bassa sta diventando infatti sempre più affollata: oltre i 4.000 satelliti Starlink attualmente in orbita, SpaceX ha ricevuto l’autorizzazione per circa 12.000 satelliti per offrire Internet a banda larga. E lo scorso dicembre la società ha ottenuto l’approvazione dai regolatori statunitensi per aggiungere 7.500 satelliti alla sua flotta.

Ma SpaceX non è l’unica azienda con piani per stabilire una megacostellazione in orbita. Per esempio Amazon punta al lancio dei primi satelliti Internet del progetto Kuiper nel 2024. Anche se alcuni di questi progetti fallissero, entro la fine del decennio ci potrebbero essere decine di migliaia di oggetti nello spazio in più.

Tutti i dettagli.

LE MANOVRE ANTI-COLLISIONE DI STARLINK

I numeri mostrano un forte aumento del numero di potenziali collisioni tra i satelliti Starlink e altri oggetti in orbita terrestre bassa in sei mesi, rivelando un modello pericoloso di aumento del rischio di collisione mentre il numero di satelliti Starlink continua a crescere, sottolinea Gizmodo.

Ad oggi, ci sono 4.411 satelliti Starlink in orbita, secondo i dati raccolti dall’astrofisico di Harvard-Smithsonian Jonathan McDowell. L’impresa spaziale privata di Elon Musk vuole lanciare 12.000 satelliti nei prossimi anni e ben 42.000 in totale.

 TIMORI DELLA NASA,  E NON SOLO

Lo scorso dicembre la Federal Communications Commission (FCC), l’autorità statunitense di regolamentazione delle telecomunicazioni, ha approvato una richiesta di SpaceX di Elon Musk per aggiungere 7.500 satelliti di nuova generazione alla costellazione Starlink.

Tuttavia, la Fcc ha precisato di aver preso in considerazione le preoccupazioni sollevate dai competitor, come SES, O3b e Kuiper Systems (di Amazon), Viasat nonché Dish Network. Queste preoccupazioni andavano dal pericolo rappresentato da possibili detriti orbitali, o sulla sicurezza spaziale, la protezione dei sistemi precedentemente autorizzati e possibili problemi di interferenza. Questo è il motivo per cui il numero di satelliti consentiti è inferiore alla richiesta inoltrata da SpaceX, ha affermato la FCC. Alla fine il regolatore ha approvato solo 7.500 satelliti dei 30mila richiesti.

Nello specifico, la Nasa è preoccupata riguardo la gestione del traffico e dei detriti spaziali mentre più satelliti arrivano in orbita (attualmente ci sono più di 5.000 veicoli spaziali operativi che girano intorno alla Terra). Negli ultimi tempi astronomi si sono lamentati del fatto che Starlink interferisce con le osservazioni dei telescopi terrestri e spaziali a causa della luminosità dei satelliti.

SpaceX deve inoltre rispettare una serie di condizioni, tra cui azioni di mitigazione per evitare collisioni nello spazio e azioni di coordinamento per assicurarsi che non vi siano interferenze o violazioni dei diritti sullo spettro.

GLI INCIDENTI SCHIVATI E LE POLEMICHE

Nel 2019, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha dichiarato di aver dovuto spostare il suo satellite di osservazione della Terra Aeolus lontano da un satellite Starlink per evitare la collisione. Più tardi, nel 2021,  la Cina ha inviato una nota all’Unoosa, l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico, per denunciare che che la stazione spaziale cinese ha dovuto eseguire manovre per evitare due collisioni con i satelliti della costellazione Starlink di SpaceX.

LE MANOVRE ANTI-COLLISIONE

La società ha spiegato di utilizzare una soglia per le manovre che è “un ordine di grandezza” più rigorosa rispetto agli standard del settore. I satelliti di SpaceX si muovono quando la probabilità di una collisione è maggiore di 1 su 100.000, mentre la Nasa e altre aziende del settore utilizzano una soglia di 1 su 10.000, precisa TechCrunch.

IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

Sebbene non si siano ancora verificati incidenti, il numero sbalorditivo di manovre per evitare le collisioni rivelato dal recente rapporto della Fcc è indicativo di una minaccia in rapida crescita, conclude Gizmodo.

“In questo momento, il numero di manovre sta crescendo in modo esponenziale”, afferma Hugh Lewis, professore di astronautica all’Università britannica di Southampton e uno dei massimi esperti sull’impatto delle megacostellazioni sulla sicurezza orbitale, in un’intervista rilasciata al sito Space.com. “Sta raddoppiando ogni sei mesi, e il problema con le tendenze esponenziali è che si arriva a numeri molto grandi molto rapidamente”.

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