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Spotify ed Apple Music si rincorrono, ecco i dettagli

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Spotify

Anche se Spotify resta in vantaggio rispetto al rivale Apple Music, delude un po’ le aspettative con solo 108 milioni di abbonati. Ecco i dettagli della trimestrale

“Ci siamo persi sugli abbonati”. Lo ha dichiarato ieri l’amministratore delegato della piattaforma di streaming musicale svedese Daniel Ek comunicando i risultati del secondo trimestre. Nonostante abbia raggiunto 108 milioni di nuovi utenti, Spotify manca le aspettative degli analisti sugli abbonati. Allo stesso tempo l’app è cresciuta del 31% nei ricavi e ha ridotto le perdite ma non è bastato a entusiasmare gli investitori: le azioni di Spotify sono scivolate di oltre il 4% negli scambi pre-mercato. Ecco i dettagli.

CRESCONO GLI ABBONATI MA NON SUPERANO LE ASPETTATIVE

Il servizio di streaming musicale a pagamento più famoso al mondo ha dichiarato che gli abbonati premium sono aumentati del 30% da un anno prima a 108 milioni al 30 giugno giugno 2019. Mancata di pochissimo  l’aspettativa degli analisti di 108,5 milioni di abbonati paganti. Tuttavia, resta un aumento significativo rispetto a 100 milioni di abbonati pagati che la società ha riportato ad aprile. In totale, Spotify conta 232 milioni di utenti attivi mensili, inclusi quelli registrati alla versione gratuita della piattaforma. Si tratta di un aumento del 29% anno su anno.

ANCORA SUL PODIO MA ATTENZIONE AD APPLE MUSIC

Spotify si riconferma dunque il leader globale nello streaming musicale a pagamento con un ampio margine. Il numero uno Ek ha osservato che gli abbonati trimestrali sono cresciuti del 31% su base annua, “che riteniamo sia circa il doppio del tasso di crescita del nostro prossimo concorrente più vicino”. Senza nominarlo, si riferiva per forza ad Apple. Il colosso di Cupertino ha dichiarato di aver raggiunto 60 milioni di abbonati paganti a giugno per il suo servizio di streaming musicale Apple Music. Un bello scarto insomma rispetto alla piattaforma svedese. Tuttavia all’inizio del 2019 Apple Music ha superato il totale degli abbonati pagati di Spotify negli Stati Uniti, il più grande mercato al mondo per la musica registrata. All’epoca, Apple Music aveva circa 28 milioni di abbonati statunitensi, rispetto ai 26 milioni di Spotify. Non solo, a metà mese il Financial Times ha riportato che il servizio di streaming musicale premium di Amazon, Amazon Music Unlimited, stava crescendo più velocemente dei suoi rivali, Spotify e Apple Music. Spotify prevede che potrebbe raggiungere 125 milioni di abbonati pagati entro la fine del quarto trimestre, ma la concorrenza resta agguerrita.

RIDOTTA LA PERDITA

Tornando ai conti, il resto dei risultati è stato in gran parte migliore delle previsioni.  Spotify ha registrato una perdita operativa di  3 milioni di euro su 1,67 miliardi di euro di ricavi (in aumento del 31%), meglio delle stime degli analisti per una perdita di 56 milioni di euro sulle vendite a 1,64 miliardi di euro. Nell’ultimo trimestre la società svedese è riuscita a ridurre la perdita: 76 milioni di euro rispetto ai 394 milioni di euro di un anno prima.

SOTTO IL GIOGO DELLE ETICHETTE DISCOGRAFICHE

I profitti e le perdite future di Spotify dipenderanno comunque da come i suoi margini cambieranno durante i negoziati con le etichette musicali. La maggior parte delle entrate generate da Spotify infatti va alle case discografiche. In primavera la società guidata da Ek ha avviato i negoziati con le tre principali etichette — Universal, Sony e Warner — più Merlin, un gruppo che rappresenta etichette discografiche indipendenti. Tuttavia, ieri non ha rivelato con quali di queste ha raggiunto accordi.

PER BATTERE APPLE E AMAZON PUNTA SUI PODCAST

Per differenziarsi dalla concorrenza, Apple e Amazon in particolare, oltre ai brani musicali Spotify sta puntando molto sui podcast. Ad aprile la società aveva rivelato di aver acquisito lo studio podcast Parcast (Cutler Media) per circa 56 milioni di dollari. Sempre nel primo trimestre Spotify ha speso circa 344 milioni di dollari per acquisire due società di podcasting Gimlet Media e Anchor FM. Oltre ad essere economico da produrre, il podcast risulta un format sempre più popolare generando fan fedeli e offrendo a Spotify l’opportunità di aumentare le entrate pubblicitarie. Strategia vincente finora: la società ha dichiarato che il suo pubblico di podcast è aumentato del 50% dall’ultimo trimestre.

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