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Spazio, perché la Nasa è preoccupata per i satelliti Starlink di SpaceX

Nasa Starlink

Dopo Pechino, anche la Nasa solleva preoccupazioni su Starlink di SpaceX: dislocare 30.000 satelliti potrebbe ostacolare le missioni spaziali. Tutti i dettagli

 

Ancora timori e polemiche su Starlink, la rete Internet satellitare gestita dalla SpaceX di Musk.

La Nasa ha sollevat preoccupazioni sulla megacostellazione di SpaceX a causa dei rischi di collisione nell’orbita terrestre.

“La Nasa nutre preoccupazioni per il potenziale aumento della frequenza degli eventi di congiunzione e dei possibili impatti sulle missioni scientifiche e umane della Nasa”, ha affermato l’agenzia in una presentazione alla Federal Communications Commission (Fcc),  l’agenzia governativa degli Stati Uniti che si occupa di telecomunicazioni. Lo ha riportato il Guardian.

SpaceX ha ricevuto l’autorizzazione per circa 12.000 satelliti per offrire Internet a banda larga. E la società aerospaziale ha chiesto il via libera per una costellazione di seconda generazione di 30.000 satelliti.

Ma ha già ricevuto altre critiche nel frattempo. A inizio dicembre Pechino ha inviato una nota all’Unoosa, l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico, per denunciare che che la stazione spaziale cinese ha dovuto eseguire manovre per evitare due collisioni con i satelliti della costellazione Starlink di SpaceX.

Proprio questa settimana SpaceX ha affermato di aver perso fino a 40 satelliti Starlink che ha lanciato in orbita la scorsa settimana a causa di una tempesta geomagnetica. La compagnia ha precisato che i satelliti interessati non si sarebbero scontrati con altri satelliti mentre deorbitavano. Non ci saranno detriti orbitali e nessuna parte del satellite colpirà la Terra, ha aggiunto SpaceX.

Senza dimenticare che SpaceX non è l’unica a inviare satelliti per la connessione satellitare. Anche Amazon sta lavorando al Project Kuiper, una rete di 3.236 satelliti che forniranno una connessione ad alta velocità nei posti più remoti del mondo. La britannica OneWeb sta pianificando invece di mettere in orbita fino a 100.000 satelliti in questo decennio.

Tutti i dettagli.

I TIMORI DELLA NASA SU STARLINK

L’agenzia spaziale americana afferma che l’espansione di Elon Musk potrebbe inondare l’orbita terrestre di oggetti, rendendo più difficili i voli e le osservazioni.

La Nasa ha notato che al momento c’erano un totale di 25.000 oggetti tracciati in orbita e circa 6.100 sotto i 600 km. L’espansione Gen2 di SpaceX “comporterebbe più del doppio del numero di oggetti tracciati in orbita e aumenterebbe di cinque volte il numero di oggetti al di sotto dei 600 km”, ha aggiunto.

A CHE PUNTO È LA COSTELLAZIONE DI SPACEX

Ad oggi SpaceX ha già lanciato quasi 1.900 satelliti come parte della rete Starlink e prevede di distribuirne altre migliaia. Musk ha twittato il 15 gennaio che SpaceX aveva 1.469 satelliti Starlink attivi e 272 che si sarebbero presto spostati su orbite operative.

ORBITE SEMPRE PIÙ AFFOLLATE

Con quasi 30.000 satelliti e altri detriti che si ritiene orbitino attorno al pianeta, gli scienziati hanno esortato i governi a condividere i dati per ridurre il rischio di catastrofiche collisioni spaziali.

Nella comunità scientifica aumentano i timori che questi piccoli veicoli spaziali possano diventare detriti in caso di fallimento e impattare con la loro lace l’osservazione degli astronomi.

Un astrofisico di Harvard-Smithson, Jonathan McDowell, membro del panel dell’American Astronomical Society che esamina l’impatto dei satelliti sull’astronomia, ha dichiarato al Guardian: “Ci siamo preoccupati di avere questo gran numero di satelliti che interferiscono con le osservazioni astronomiche… abbiamo bisogno di un po’ più di esperienza con le diverse migliaia di satelliti operativi prima di poter salire a decine di migliaia”.

SpaceX non è l’unica infatti ad avere in programma di lanciare satelliti nei prossimi anni.

Amazon si è impegnato a spendere almeno 10 miliardi di dollari per costruire 3.236 di questi satelliti attraverso il suo programma Project Kuiper.  Lo scorso novembre la Federal Communications Commission ha approvato anche la domanda di Boeing per lanciare e far funzionare la sua costellazione satellitare.

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