Innovazione

Spazio, ecco come la Francia punterà più su Ariane 6 e meno su Vega (Avio)

di

Vega

Nonostante l’intesa siglata la scorsa settimana da Ariane Group e Avio per la fase operativa di Ariane 6 e Vega-C, Parigi ha elaborato alcune raccomandazioni per tutelare Ariane in vista della ministeriale Esa 

Si apre il 27 novembre a Siviglia la due giorni ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa). In vista dell’appuntamento, il Senato francese ha diffuso lo scorso 19 novembre un rapporto con cui si chiede il ripristino dell’ambizione spaziale europea e si richiama l’Agenzia a prendere alcune decisioni “forti”. Soprattutto per il progetto Ariane, la famiglia di lanciatori spaziali, che oggi è messo in difficoltà da una forte concorrenza.

L’APPUNTAMENTO A SIVIGLIA

Con la riunione ministeriale del 27 e 28 novembre, i rappresentati dei 22 Stati membri dell’Esa, coordinati dal direttore generale dell’agenzia Johann-Dietrich Worner, elaboreranno la tabella di marcia per il prossimo triennio. Verranno infatti decisi gli investimenti per i programmi di sviluppo da 3 a 6 anni. Si tratta di decidere la spartizione di un budget di quasi 14,3 miliardi di euro (provenienti dai bilanci dei 22 Stati membri dell’Esa), 4 miliardi in più rispetto al budget assegnato all’Esa nel precedente incontro del 2016. Aumentato dunque il budget europeo, ma ancora non ai livelli del budget annuale di 21 miliardi di dollari della Nasa.

LA DELEGAZIONE ITALIANA

A rappresentare l’Italia al tavolo ci saranno il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per lo spazio, Riccardo Fraccaro, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, e il segretario del Comitato interministeriale per lo spazio ed aerospazio (Comint), l’ammiraglio Carlo Massagli.

Come ha raccontato l’analista Arcangelo Milito su Start, lo scorso 11 novembre il Comint si è riunito e ha presentato il “Documento strategico di politica spaziale nazionale” (Dspsn) che definisce le linee prioritarie per la partecipazione italiana all’Interministeriale Esa.

TERZO CONTRIBUTORE DELL’ESA

Il nostro Paese è il terzo contributore dell’Esa, dopo Francia e Germania con una quota di oltre il 14% del budget totale dell’Agenzia spaziale europea. “Insieme all’Agenzia Spaziale Italiana avremo l’obiettivo di consolidare la nostra posizione di leadership nel settore e rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Italia a livello europeo e internazionale” ha dichiarato oggi Fraccaro. “La nostra priorità a Siviglia sarà accrescere il ruolo di primo piano dell’Italia nei programmi Esa, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, garantendo l’adeguato posizionamento del nostro comparto industriale, la crescita del settore della ricerca e gli investimenti nelle nuove tecnologie”. Ed è proprio sui programmi relativi ai lanciatori che l’Europa dovrà mettersi d’accordo per una strategia unitaria.

I LANCIATORI EUROPEI

L’Ue sta sviluppando due lanciatori: Ariane 6 con prime contractor la franco-tedesca Ariane Group, destinato a portare i satelliti in orbita alta, e Vega C con l’italiana Avio, per i satelliti medio-piccoli in orbita bassa.

Come hanno scritto Michele Nones e Jean-Pierre Darnis dello Iai, “i due lanciatori sono complementari, ma, evidentemente, con il lanciatore più grande si possono anche trasportare satelliti piccoli (anche grazie alla tecnica dei lanci multipli) e in orbite più basse, mentre non può avvenire il contrario. Vi è, pertanto, una fascia di mercato in cui i due sistemi sono in competizione”.

LE AZIENDE COINVOLTE

Dal punto di vista industriale i ruoli chiave nel programma Vega sono giocati da società italiane: la Elv, una società per azioni partecipata al 70% da Avio e al 30% dall’Asi, responsabile dello sviluppo del lanciatore nel suo complesso. Avio è invece responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi, tre a propellente solido e l’Avum a propellente liquido.

Il programma Ariane fa riferimento a una serie di lanciatori spaziali ottimizzati per orbite di trasferimento geostazionarie, sviluppata da Ariane Group nel ruolo di prime contractor. Avio opera in qualità di sottocontraente, per lo sviluppo e la produzione di alcuni sistemi del lanciatore Ariane 5, in particolare per la realizzazione dei booster a propulsione solida P230 e della turbopompa ad ossigeno liquido (LOX) per il motore Vulcain 2.

Entrambi i programmi sono sviluppati sotto l’egida dell’Esa, utilizzano la società Arianespace per la commercializzazione dei lanci che partono dalla stessa base di Kourou nella Guyana francese.

Sia Ariane 6 sia Vega-C debutteranno a marzo del prossimo anno. Durante la fase di transizione 2020-2023 le loro attività necessitano di essere potenziate dalle missioni istituzionali, altrimenti rischiano di essere sorpassati dai rivali stranieri, in testa la statunitense SpaceX. La compagnia aerospaziale fondata da Elon Musk si sta facendo strada nel mercato del lancio dei satelliti geostazionari, causando un calo degli ordini sul versante europeo.

L’APPELLO DI AVIO, ARIANEGROUP, ARIANEGROUP GERMANIA E ARIANESPACE

L’importanza di commesse istituzionali è emersa all’indomani dell’elezioni europee dello scorso 26 maggio. Con il nuovo assetto istituzionale a Bruxelles, le aziende dello spazio hanno temuto un rallentamento nei programmi spaziali. Tanto che Giulio Ranzo, ceo Avio, André-Hubert Roussel, ceo ArianeGroup, Pierre Godart, ceo ArianeGroup Germania, Stéphane Israël, ceo Arianespace hanno diffuso una lettera-appello congiunta rivolta ai nuovi rappresentati istituzionali.“I nuovi vettori europei Ariane 6 e Vega C decolleranno il prossimo anno” — si legge nella missiva —”ma sono necessarie commesse istituzionali, così come fanno le altre grandi nazioni “spaziali” – Stati Uniti, Cina e Russia – che utilizzano solo vettori domestici per i propri payload istituzionali o militari”.

I vertici aziendali hanno dimostrato dunque la necessità che l’Europa si muova verso una strategia comune di accesso allo spazio.

L’INTESA SUI LANCIATORI ARIANE 6 E VEGA C

Intenzioni concretizzate lo scorso 20 novembre con la firma dell’accordo fra l’Agenzia spaziale europea, l’Esa, e le società Arianespace, Ariane Group ed Avio per definire meglio i ruoli dei diversi attori nel campo dei lanciatori Ariane 6 e Vega-C. L’intesa regolerà gli aspetti relativi alle responsabilità tecniche e industriali in vari ambiti, come la conformità ai requisiti di alto livello nel corso nella vita utile, l’autorizzazione al lancio, la gestione della configurazione e la manutenzione di diversi asset. Inoltre, l’accordo conferma anche la rilevanza delle dinamiche bilaterali per fare progredire le convergenze europee.

IL GRUPPO DI LAVORO FRANCESE

Ma la Francia sembra avere un’idea differente riguardo la progressione bilaterale nei programmi spaziali. Lo scorso 22 maggio è stato istituito un gruppo di lavoro congiunto delle commissioni Affari economici, Affari esteri, Difesa e forze armate, copresieduto da Sophie Primas e Jean-Marie Bockel, che ha redatto il rapporto, pubblicato lo scorso 19 novembre, dal titolo “Lanciatori spaziali: restaurare l’ambizione spaziale europea”.

LE RACCOMANDAZIONI PER MANTENERE L’AUTONOMIA DI ACCESSO ALLO SPAZIO

Il rapporto raccomanda di concentrarsi sullo sviluppo di Ariane 6, sui lanciatori riutilizzabili, stabilire una preferenza europea per consolidare i nostri attori e mettere in discussione gli sviluppi di Vega E (oggi nelle fasi iniziali dello sviluppo tecnologico, sarà lo scuolabus per i piccoli satelliti a partire dal 2024) che porterebbero alla competizione fratricida in Europa.

Secondo le commissioni del Senato, queste saranno “misure essenziali per mantenere la nostra autonomia di accesso allo spazio, che è essa stessa cruciale per la nostra economia e la nostra indipendenza strategica”.

Il presidente della commissione per gli affari esteri, la difesa e le forze armate, Christian Cambon, ha dichiarato: “L’indipendenza dell’accesso allo spazio è la condizione della nostra sovranità e una sfida strategica per i nostri eserciti, nel contesto di militarizzazione dello spazio. Ecco perché dobbiamo essere particolarmente vigili ed esigenti riguardo ai nuovi programmi di sviluppo dei lanciatori “. E la senatrice Jean-Marie Bockel, una delle firmatarie del rapporto, ha aggiunto: “Evitiamo la concorrenza fratricida in Europa: il nostro mercato istituzionale, di limitata profondità, non lo consente”.

LE PREOCCUPAZIONI FRANCESI SUL VEGA E

Un capitolo del rapporto francese punta dunque l’accento sull’importanza di non creare una concorrenza all’interno dell’Europa. Come si legge nel rapporto “la sovrapposizione tra l’area delle prestazioni di Ariane 6 e quella del prossimo lanciatore leggero Vega C europeo dovrebbe essere molto limitata e, in questi casi eccezionali, deve essere organizzata. D’altro canto, questo equilibrio potrebbe essere messo in discussione da un aumento delle prestazioni di Vega con la nuova versione di Vega E. La profondità del mercato istituzionale europeo non è sufficiente per autorizzare tale situazione. Di conseguenza, il gruppo di lavoro raccomanda la massima cautela sul programma Vega E, che dovrebbe essere limitato alla riduzione dei costi senza aumentare le prestazioni del lanciatore”. È probabile dunque che all’appuntamento di domani i rappresentanti francesi seguano queste raccomandazioni cercando di limitare la portata del programma Vega E.

L’IMPORTANZA DEL VEGA PER AVIO

Lo scorso settembre l’ad di Avio Ranzo ricordava come “in novembre la conferenza ministeriale Esa deciderà gli stanziamenti per lo spazio per i prossimi tre anni. Ci aspettiamo nuove risorse nel 2020”. Ranzo faceva notare che “il Vega rappresenta circa un quarto del business di Avio. Il 75% della nostra attività prosegue regolarmente. Nel primo semestre abbiamo completato con successo i test di qualifica del nuovo motore P120C, primo stadio comune a Vega C e Ariane 6, e Zefiro40, secondo stadio del Vega C, il cui volo di qualifica è previsto nel secondo trimestre del 2020”.

 

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