Innovazione

Perché SoftBank vuole la testa del ceo di WeWork dopo l’Ipo in fumo

di

WeWork

Dopo l’Ipo in stand-by, trambusti al vertice di WeWork, la compagnia statunitense che offre spazi di co-working. L’investitore giapponese SoftBank spinge per destituire il ceo Neumann

Il padre è pronto a chiedere la testa del figliolo. Masayoshi Son, ceo del colosso-fondo SoftBank che ha investito miliardi di dollari nella società di spazi di lavoro condivisi WeWork, sta conducendo una campagna per rimuoverne il ceo Adam Neumann. A riportarlo sono Cnbc, Wall Street Journal e Financial Times.

Lo scontro tra il conglomerato giapponese e uno dei suoi maggiori investimenti arriva dopo che la parent company della startup, We Company, ha posticipato la sua offerta pubblica iniziale prevista per questo mese.

L’INVESTIMENTO DI SOFTBANK

SoftBank sperava che l’Ipo avrebbe rafforzato i suoi profitti tanto che a gennaio ha investito in We Company con una valutazione di  47 miliardi di dollari.

TRABALLA L’UNICORNO WEWORK

Tuttavia lo scetticismo degli investitori in borsa ha spinto i consulenti a valutare l’Ipo di WeWork soltanto 15 miliardi di dollari, meno di un terzo della valutazione che la società ha stabilito grazie al finanziamento di SoftBank quest’anno. Mr Son, di fronte a questa svalutazione, sta cercando dunque un colpevole.

COLPA DI NEUMANN

WeWork ha cercato di rispondere alle preoccupazioni degli investitori rivendendo la propria governance: in particolare ridimensionando il potere del co-fondatore e CEO Adam Neumann. Il gruppo deve fare i conti con i dubbi del mercato non solo sui conti (ancora in perdita, dopo il -1,6 miliardi registrato lo scorso anno) ma anche sull’enorme influenza esercitata dal ceo e cofondatore Neumann. Negli ultimi tempi sono emersi dubbi sulla condotta personale del ceo.

Il consiglio di amministrazione si dovrebbe riunire già oggi per decidere il futuro di Neumann, a cui potrebbe essere offerto un ruolo da presidente non esecutivo.

GLI ASSI NELLA MANICA DI NEUMANN

Il tentativo di SoftBank potrebbe comunque fallire, visto che Neumann ha diversi alleati nel cda e un diritto di voto 10 volte superiore a quello di altri investitori. Non solo, Neumann ha la possibilità di sostituire un numero di membri del consiglio di amministrazione. Allo stesso tempo, SoftBank, che ha investito oltre 9 miliardi di dollari nella società ed è rappresentata da un membro del cda, ha una grossa influenza e WeWork non può fare a meno del suo sostegno finanziario.

I TIMORI DI SON

Al di là dei cambi al vertice, per Masayoshi Son è stato un bene allontanare un’Ipo poco fruttuosa. SoftBank sta già affrontando il flop del debutto in Borsa di Uber, di cui è investitore tramite il fondo di investimenti tecnologico Vision Fund. SoftBank ha perso circa  600 milioni di dollari da quando le azioni della ride-sharing company sono diminuite, secondo i rapporti.

Sempre quest’anno Vision Fund ha investito in un altro unicorno tecnologico, Slack l’app di chat per l’ufficio che non ha fatto meglio di Uber. Dopo l’Ipo in giugno, le azioni di Slack sono diminuite infatti del 30%. Ma WeWork ha bisogno comunque di denaro perciò si tornerà a parlare di Ipo, con Neumann al vertice o meno.

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