Innovazione

SisalPay e Soldo. Ecco gli effetti di Wirecard in Italia

di

wirecard

SisalPay, che ha Wirecard come emittente delle proprie carte prepagate, ha annunciato di avere stanziato 20 milioni di euro per restituire le somme che i propri clienti si sono viste congelate. Tutti i dettagli che riguardano anche Soldo

 

È uno tsunami che arriva da lontano, il crack di Wirecard, società fintech con sede a Monaco, fondata nel 1999, che rischia ora di essere inghiottita da una voragine che aveva provato a tenere nascosta. Un crack capace di far tremare anche diverse realtà operative in Italia (almeno sul fronte di disguidi tecnici come il blocco delle carte). Secondo le prime stime, sarebbero una ottantina in tutta Europa le aziende che potrebbero subire ripercussioni, per svariati milioni di utenti coinvolti di rimbalzo dal crollo. Ma si attendono numeri più precisi per comprendere la portata del danno.

BLOCCATE OLTRE 300MILA PREPAGATE

Cosa si sa per ora di certo? Che il 26 giugno scorso almeno 325.000 carte prepagate “italiane” sono state bloccate a seguito dell’intervento dell’autorità di vigilanza bancaria inglese che ha congelato le carte Wirecard a livello mondiale.

LA MOSSA DI SISALPAY PER TUTELARE I CLIENTI

«La società, nonostante la totale assenza di responsabilità, si è assunta direttamente l’onere finanziario e si è fatta carico di restituire subito le somme di denaro congelate, per tutelare gli interessi dei propri clienti». Sisalpay|5, che ha Wirecard come emittente delle proprie carte prepagate, ha annunciato di avere stanziato 20 milioni di euro per restituire le somme che i propri clienti si sono viste congelate. La giacenza media si aggira attorno ai 60 euro. Cifre contenute, ma bloccate all’improvviso, senza una spiegazione, per via della decisione dell’autorità britannica che ha investito Wirecard. Sisalpay fa sapere anche di avere avviato una partnership emergenziale: ai possessori della carta prepagata verrà data la possibilità di trasferire i propri capitali direttamente su una emessa da Banca 5.

SISALPAY: SCONCERTO E STUPORE PER VICENDA WIRECARD

La scoperta del possibile buco da 1,9 miliardi di Wirecard (pari a un quarto del suo bilancio) ha colto di sorpresa anzitutto i suoi partner commerciali. SisalPay comunica di aver appreso la notizia «con lo stesso sconcerto e stupore dei propri clienti» e «si è ritrovata a dover gestire una situazione complessa e delicata causata da un fornitore terzo». Ma cos’è successo? Se vi siete persi le puntate precedenti su StartMag, un veloce riassunto: la somma (circa 2 miliardi) era stata dichiarata su due conti asiatici, ma non sarebbe mai esistita e veniva usata dalla fintech tedesca per sostenersi nel periodo che va dal pagamento che garantisce al negozio al quello in cui le arrivano le somme.

DISGUIDI ANCHE PER I CLIENTI DI SOLDO?

Secondo quanto riporta Federconsumatori, anche Soldo, la fintech italiana di Carlo Gualandri con sede a Londra focalizzata nella gestione delle spese aziendali (almeno 60mila utenti solo in Italia), si sarebbe appoggiata a Wirecard. «In un messaggio inviato tempestivamente ai propri clienti la società afferma che sta accelerando il processo di migrazione degli account per assicurare un ripristino dell’operatività», si legge. Ma, come si diceva, non sono ancora del tutto chiari i confini delle ripercussioni del crack di Wirecard, per cui qualche altra realtà potrebbe subire disguidi. Quel che è certo è che in Germania, epicentro dello scandalo, ora tremano l’Autorità tedesca di vigilanza finanziaria, la società Ernst&Young e persino il governo.

Soldo fa sapere che ha ripristinato l’operatività delle carte.

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