Innovazione

Samsung alla ricerca di liquidità, per lanciarsi nell’automotive

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Samsung

Samsung ha bisogno di liquidità per allargare il suo core business e lanciarsi in nuovi settori, come quelli della biofarmaceutica e dell’automotive

Samsung ha deciso di vendere alcuni rami non strategici dell’azienda. Motivo? Serve liquidità all’azienda, per far fronte alle spese e alle grandi perdite dovute al ritiro del Samsung Galaxy Note 7 e perchè (e forse soprattutto) l’azienda vuole lanciarsi in altri settori, come quello dell’automotive.

Solo qualche giorno fa, il colosso tecnologico ha ceduto ad Hp la divisione stampanti, per 1,05 miliardi di dollari. E ancora: la casa coreana ha anche venduto la partecipazione del 4,2% in Seagate Technology, dello 0,7% nella connazionale Sharp e del 4,5% in Rambus., oltre alla metà del pacchetto detenuto nell’olandese Asml  Holding.

samsungIl ritiro di 2,5 milioni di smartphone Galaxy Note 7, per problema alla batteria, costerà al gruppo coreano oltre 1 miliardo di dollari, secondo gli analisti. A Samsung serve più liquidità possibile dunque per far fronte alla situazione.

Samsung espande il suo core business: dalla biofarmaceutica all’automotive

Ma il motivo delle vendite non è solo questo. Almeno secondo quanto ha dichiararto Lee Jae-yong, membro del consiglio di amministrazione di Samsung e unico erede del fondatore del colosso tecnologio, che ha detto che il gruppo avrebbe intenzione di espandere il suo core business e lanciarsi nel campo biofarmaceutico. E non solo.

Secondo le indiscrezioni estive, infatti, il colosso tecnologico sembrerebbe essere interessato anche ad entrare nel settore automotive. Il big sarebbe già in trattative avanzate con Fca per l’acquisizione di Magneti Marelli, fornitore di componenti automotive specializzato in sistemi ad alta tecnologia. Il colosso coreano sarebbe interessato al Know how per la realizzazione di dispositivi di infotainment, telematici e di illuminazione. 

L’acquisizione rappresenterebbe per Samsung un passo importante per affermarsi nel settore automobilistico, in vista dell’interesse crescente (da parte di specializzati e pubblico) verso le auto elettriche, superconnesse e senza pilota. Il possibile accordo tra la società coreana e la casa automobilistica italianaavrebbe risvolti importanti anche per Fca: l’acquisizione aiuterebbe il raggiungimento degli obiattivi finanziari, come la riduzione del debito industriale netto (circa 5 miliardi). L’investimento dei coreani significherebbe per Fca un dimezzamento del debito netto.

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