Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno ripreso i negoziati sull’accordo tecnologico, che erano stati interrotti a dicembre per via delle pressioni commerciali esercitate dal presidente americano Donald Trump sul governo britannico.
CHE NE È STATO DELL’ACCORDO TECNOLOGICO TRA REGNO UNITO E STATI UNITI?
Il cosiddetto “accordo per la prosperità tecnologica”, o tech prosperity deal, era stato annunciato lo scorso settembre durante la visita di Trump nel Regno Unito e puntava a rafforzare la cooperazione bilaterale in settori quali l’intelligenza artificiale, il computing quantistico e l’energia nucleare. Il primo ministro britannico Keir Starmer parlò infatti dell’inizio di una “età dell’oro del nucleare” resa possibile dalla collaborazione transatlantica e dalla semplificazione delle procedure autorizzative per i progetti atomici. Inoltre, le compagnie tecnologiche statunitensi avrebbero effettuato investimenti nel Regno Unito per 13 miliardi di sterline.
Gli Stati Uniti, però, decisero di sospendere l’accordo a dicembre: pare – questa è la versione britannica – che l’amministrazione Trump volesse strappare a Londra una serie di concessioni commerciali estranee al contenuto dell’intesa tecnologica, chiedendo ad esempio la rimozione delle barriere non-tariffarie sui prodotti industriali e sui beni agricoli americani.
LA RIPRESA DELLE TRATTATIVE
Secondo il Financial Times, di recente le due parti hanno ricominciato a negoziare. Le discussioni vertono sulle tecnologie per l’energia nucleare e in particolare su quelle per la fusione, un processo alternativo alla fissione e molto promettente, ma ancora fermo allo stato sperimentale.
Il mese scorso, durante il Forum economico mondiale di Davos, Varun Chandra – l’inviato speciale del primo ministro britannico negli Stati Uniti sul commercio e gli investimenti – ha incontrato l’omologo americano Jamieson Greer. I due hanno deciso di riaprire i negoziati sul tech prosperity deal, quantomeno nelle parti legate all’energia nucleare.
Le porzioni dell’accordo che riguardano l’intelligenza artificiale e il computing quantistico, invece, non sono state riattivate, almeno per il momento.
COSA FARANNO CENTRICA, X-ENERGY E ROLLS-ROYCE
Uno dei progetti legati all’accordo tecnologico anglo-americano era quello tra la società energetica britannica Centrica e l’azienda statunitense X-energy per installare nel Regno Unito i reattori modulari avanzati modello Xe-100 di quest’ultima: il primo passo sarà la realizzazione di dodici impianti da 80 megawatt ciascuno a Hartlepool, nell’Inghilterra nord-orientale, per un investimento di circa 10 miliardi di sterline.
Inoltre, il gruppo ingegneristico britannico Rolls-Royce fece sapere di puntare a installare i suoi piccoli reattori modulari (una nuova tecnologia che consiste, in breve, in centrali nucleari di piccola taglia e facili da assemblare) negli Stati Uniti.







