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Privacy, Ue: ok a Private Shield

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Gli Stati membri hanno dato il via libera al nuovo accordo Ue-Usa sulla Privacy

Arriva il via libera da parte degli Stati membri dell’Ue al nuovo accordo Ue-Usa sulla privacy, noto come ‘Private Shield’ e volto a proteggere i flussi di dati tra una sponda e l’altra dell’Atlantico. Le nuove norme intendono sostituire il vecchio ‘Safe Harbor’, dichiarato invalidato lo scorso ottobre dalla Corte Ue, perchè giudicato insufficiente dopo le rivelazioni nel 2013 dello spionaggio di massa, ad opera dell’intelligence statunitense.

Il nuovo accordo sulla privacy, spiegano il Commissario Ue alla Giustizia Věra Jourová e il vicepresidente della Commissione Andrus Ansip, “impone obblighi chiari e forti sulle società che gestiscono i dati e fa in modo che le regole siano rispettate e applicate nella pratica. I consumatori e le aziende possono avere piena fiducia nel nuovo accordo”.

Safe Harbor: il vecchio scudo per la privacy

images_privacySafe Harbor prevedeva un sistema di adesione volontaria ai principi concordati da Unione Europea e Stati Uniti per la protezione dei dati personali garantita negli Stati Uniti. Il vecchio sistema sulla privacy è stato invalidato lo scorso 6 ottobre, perché secondo i giudici, alla luce delle carte di Snowden sulla sorveglianza, non c’erano sufficienti garanzie che la riservatezza dei dati degli europei venisse tutelata anche in America. C’è da dire, che il sistema del Safe Harbor fosse applicabile esclusivamente alle imprese americane che lo sottoscrivevano, mentre le autorità pubbliche degli Stati Uniti non vi erano assoggettate.

Il Private Shield

Il nuovo accordo politico Usa – Ue sulla privacy, il Private Shield, si basa, come hanno spiegato i commissari in fase di presentazione, sulla “garanzia da parte degli americani che i dati degli europei non verranno sottoposti a sorveglianza indiscriminata”. Una volta in atto il nuovo meccanismo, le aziende che volessero trasferire i dati, dovranno rendere pubblico il loro impegno a rispettare la privacy, assumendo specifici obblighi in relazione alle modalità di trattamento dei dati e al rispetto dei diritti dei soggetti coinvolti.
Gli Stati Uniti hanno anche promesso che ci saranno dei limiti chiari alla possibilità per le autorità di pubblica sicurezza di accedere ai dati personali. Con il nuovo accordo, non ci dovrebbero essere attività di monitoraggio indiscriminato e non proporzionale (si pensi allo scandalo Datagate).

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