Innovazione

Poste Italiane e Amazon, ecco le novità sull’e-commerce. Report Agcom

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Che cosa succede nell’e-commerce in Italia con il ruolo di Amazon e Poste Italiane, tra aumento di pacchi spediti e ricavi ancora poco interessanti


Aumentano le consegne pacchi in Italia. E cresce il mercato dell’e-commerce, in linea con il trend europeo. Il volume dei pacchi in entrata è maggiore di quello in uscita, ma generano ancora ricavi bassi. Amazon tra i soggetti che vantano una performance migliore. Poste Italiane in pista.

È questo, in sintesi, il mercato della consegna pacchi in Italia, fotografato nel report “Analisi del mercato dei servizi di consegna dei pacchi” pubblicato nei giorni scorsi da Agcom.

L’analisi dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha coinvolto oltre 300 soggetti, riconducibili a 17 operatori: Amazon, 66 Asendia, BRT, Citypost, DHL, Elleci, FedEx, GLS, Hermes,67 Milkman, Nexive, Poste Italiane, Rpost, Schenker Italiana, SDA, TNT, UPS.

IL MERCATO DELLA CONSEGNA PACCHI

Partiamo dai numeri generali. Secondo il rapporto dell’Authority, nel 2018 gli operatori postali in Italia hanno consegnato circa 500-600 milioni di pacchi, con un fatturato di circa 4-5 miliardi di euro.

Dal 2016 al 2018, si legge nel report, “sia i volumi sia i ricavi sono aumentati a tassi considerevoli. Si può ritenere che la crescita del mercato sia dovuta soprattutto ai pacchi dell’e-commerce”, che rappresentano il 20% del mercato in volumi.

NESSUNA POSIZIONE DOMINANTE

Agcom ha individuati quattro mercati merceologici rilevanti: le consegne deferred (ovvero differite) in ambito nazionale; le consegne espresse in ambito nazionale; le consegne transfrontaliere in entrata; le consegne transfrontaliere in uscita. In nessuno di questi mercati, l’Autorità ha evidenziato posizioni di significativo potere di mercato.

SEMPRE PIU’ PACCHI DALLA CINA

Guardando all’aspetto geografico, gli invii intra-EU costituiscono la componente prevalente dei volumi transfrontalieri (rappresentano il 64% del totale dei volumi il 55% del totale dei ricavi), ma la componente extra EU è in forte crescita a causa degli acquisti on-line di beni provenienti dalla Cina.

Nel 2018, il primo paese per traffico transfrontaliero in entrata in Italia è la Cina, seguita dalla Germania, Regno Unito, Benelux e Spagna.

IL CASO AMAZON

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dedica, all’interno dell’analisi, uno spazio ad Amazon, che da inizio della sua attività, nel 2016, è l’operatore che ha visto crescere maggiormente la propria quota di mercato nell’arco di tempo considerato ed oggi è l’unica piattaforma verticalmente integrata nel settore delle consegne

Amazon, in Italia, si è prima affermata come piattaforma on-line e successivamente ha cominciato ad organizzare in proprio i servizi di consegna alla clientela finale, con Amazon Logistics, che oltre ad essere la denominazione commerciale del servizio di consegna, è una business unit di Amazon Italia Transport S.r.l. (AIT), la società costituita ad hoc da Amazon per le consegne in Italia, operativa da dicembre 2016. AIT organizza e coordina una rete di operatori locali per le consegne dei pacchi, agendo in tutto e per tutto come un corriere espresso.

NUOVA GESTIONE DELLE RETI

L’imporsi dell’e-commerce ha portato gli operatori del mercato a strutturare “un modello di business centrato sul destinatario (receiver-oriented), nonché di nuove modalità di gestione delle reti“.

E proprio con l’obiettivo di agevolare il destinatario, che spesso preferisce consegna espressa, nel cosidetto “ultimo miglio”, tutti gli operatori offrono, oltre alla tradizionale consegna al domicilio, anche la possibilità di ritirare il pacco presso un PUDO (punti di consegna situati di norma in aree frequentate quotidianamente dagli utenti).

IL CAMBIAMENTO DI POSTE

Tra gli operatori che hanno riorganizzato le proprie attività c’è Poste Italiane, che ha rivisto le fasi di trasporto, smistamento e consegna in funzione di un modello di joint delivery, che consente di recapitare congiuntamente lettere e pacchi dell’e-commerce.

Poste ha dato vita al piano “Deliver 2022”, incentrato su una doppia linea di recapito diurna e pomeridiana, con “consegna diurna a giorni alterni della posta non prioritaria nella maggior parte del territorio (corrispondente a circa il 92% della popolazione), giornaliera nei maggiori centri urbani (8% della popolazione) e pomeridiana per raccomandate e pacchi e-commerce; inoltre, la consegna dei pacchi avviene anche al sabato nella maggior parte del territorio (76% della popolazione)”, spiega l’Authority.

A queste possibilità si aggiunge la consegna effettuata con metodi alternativi quali lockers e punti di ritiro sul territorio diversi dagli Uffici Postali.

I RISULTATI DI POSTE

I risultati sono già evidenti. Nel primo trimestre 2019, la riorganizzazione, fanno sapete dall’azienda, “ha determinato la riduzione dell’insaturazione della rete postale aumentandone l’efficienza. Il piano, inoltre, ha consentito all’operatore di diventare uno dei principali fornitori di servizi di consegna per i prodotti venduti sulla piattaforma Amazon” (qui e qui alcuni approfondimenti di Start sul tema).

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