Innovazione

Ecco perché Amazon non tirerà pacchi a Poste Italiane

di

Ortlieb

Che cosa ha annunciato ieri Poste Italiane per incrementare la collaborazione con Amazon. Fatti, numeri e tendenze

E’ una vera e propria manna per Poste Italiane il business crescente di Amazon.

I pacchi sono uno dei settori che più stanno crescendo all’interno del gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, come si evince anche dall’ultimo documento contabile pubblico del gruppo controllato da ministero dell’Economia e Cassa depositi e prestiti.

CHE COSA HA ANNUNCIATO IERI POSTE ITALIANE

Ieri Poste ha infatti annunciato di aver attivato un nuovo servizio di consegna in giornata nelle principali città italiane (Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino, Verona) attraverso la rete dei portalettere con consegna estesa agli orari pomeridiani.

IL COMUNICATO DI POSTE ITALIANE

E’ stato inoltre ampliato – ha sottolineato il gruppo in un comunicato – il numero dei centri presso i quali è in funzione il servizio di recapito nella giornata del sabato e quello delle località con servizi di consegna entro 24 ore, includendo Sicilia e Sardegna grazie a nuovi collegamenti aerei.

I PIANI DI DEL FANTE

In sostanza, in linea con il piano industriale Deliver 2022, “la collaborazione con Amazon valorizza appieno la flessibilità offerta dal modello di recapito “Joint Delivery” introdotto ad aprile dell’anno scorso che prevede la consegna pomeridiana e nei week-end attraverso la capillare presenza territoriale garantita da circa 27.000 portalettere, dal corriere espresso SDA e dalla flotta MistralAir, la compagnia aerea del gruppo, e può inoltre beneficiare dei vantaggi derivanti dai tabaccai affiliati alla rete “Punto Poste” presso i quali possono essere ritirati gli acquisti effettuati su Amazon”, ha messo per iscritto Poste Italiane.

COME CRESCONO I RICAVI DI POSTE CON I PACCHI

Perché tanta celerità nel venire incontro alle esigenze del colosso del commercio elettronico fondato da Jeff Bezos? Semplice: Poste sta incrementando a vista d’occhio i ricavi che derivano dal settore dei pacchi, mentre nel complesso il settore corrispondenza non è più sfolgorante come in passato.

I NUMERI DELLA TRIMESTRALE

Il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2019 parla chiaro: “La Strategic Business Unit (SBU) Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione presenta minori ricavi (-19 milioni di euro, -2%) principalmente per la riduzione della corrispondenza tradizionale (-35 milioni di euro), compensati dall’incremento dei pacchi (+26 milioni di euro) nei segmenti B2B e B2C”, è scritto.

TUTTI I RISULTATI DELLA BUSINESS UNIT

Ecco i dettagli sui numeri del primo trimestre: “I ricavi della SBU Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione si attestano a 880 milioni di euro evidenziando una contrazione del 2% rispetto al 2018 per effetto della riduzione dei volumi della corrispondenza tradizionale e degli altri ricavi, in parte compensati dai risultati del comparto dei pacchi i cui volumi registrano un incremento del 19,4%, passando da 29 milioni di spedizioni del primo trimestre 2018 a 35 milioni di spedizioni nel primo trimestre 2019 e i cui ricavi crescono
del 14,6%, passando da 175 milioni di euro a 201 milioni di euro”.

IL RISULTATO OPERATIVO

La Strategic Business Unit Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione presenta un risultato operativo positivo nel primo trimestre dell’anno per 148 milioni di euro, “in peggioramento di 115 milioni di euro rispetto al risultato operativo conseguito nel medesimo periodo dell’esercizio precedente (263 milioni di euro), anche per effetto di minori ricavi infrasettoriali che risentono della diminuzione delle plusvalenze realizzate, si legge nel documento.

LO SCENARIO SECONDO POSTE

E le tendenze saranno confermate in futuro, prevede il gruppo Poste: “In Italia la percentuale degli acquisti effettuati on line è passata dal 4% nel 2017 al 7% nel 20187 contro il 12% della media europea e ci si aspetta, dunque, una dinamica di forte crescita. Poste Italiane è oggi tra i principali operatori nel settore con una quota di mercato (B2C), superiore al 30%”.

Grazie Amazon, dunque. Firmato: Poste Italiane.

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