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Perché le europee Ericsson e Nokia scuotono l’O-Ran Alliance

O-ran Alliance

Dopo Nokia anche Ericsson ha espresso preoccupazione per la presenza nel consorzio O-Ran Alliance di aziende cinesi inserite nella lista nera dagli Stati Uniti

Turbolenze sulla O-Ran Alliance, consorzio che promuove la standardizzazione delle Ran (Radio Access Network) aperte e intelligenti.

Qualche giorno dopo che Nokia ha deciso di sospendere la sua attività con l’O-Ran Alliance, nel timore di ritorsioni dagli Stati Uniti per la presenza di aziende cinesi inserite nella “entity list” americana (che impedisce alle aziende di fare affari con quelle sulla lista senza licenze specifiche), anche Ericsson ha espresso preoccupazioni.

Riportato per la prima volta da Light Reading, il fornitore svedese di kit ha affermato: “La situazione attuale potrebbe ostacolare i progressi all’interno dell’O-Ran Alliance e siamo ansiosi di vedere la situazione risolta il più rapidamente possibile”.

Fondata nel 2018 da AT&T, China Mobile, Deutsche Telekom, Ntt e Orange, la O-Ran Alliance è il principale gruppo industriale che sta sviluppando un nuovo concetto di progettazione 5G chiamato Open Radio Access Network (Open RAN) che consentirebbe alle aziende più piccole di competere per contratti su servizi, software e kit specializzati nel mercato 5G.

Il modello Open Ran prevede la possibilità infatti di utilizzare dispositivi, apparati e applicativi da diversi fornitori, garantendo quindi l’interoperabilità tramite la definizione di interfacce standard aperte. I principali operatori di telecomunicazioni europei stanno sostenendo la Ran aperta proprio perché spezzerebbe il potere di mercato di Ericsson, Nokia e Huawei.

Dal 2018 anche l’italiana Tim è Member di O-Ran Alliance e lo scorso febbraio ha firmato un Memorandum of Understanding con i principali operatori europei per promuovere le soluzioni Open Ran. E riguardo il dispiegamento delle reti 5G, in Italia anche i Servizi hanno manifestato l’apprezzamento per l’iniziativa O-Ran.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DI ERICSSON

Questa settimana Ericsson ha avvertito di possibili ritardi nel lavoro dell’O-Ran Alliance.

“Operiamo secondo rigorosi controlli riconoscendo che le società vengono aggiunte e rimosse dall’Entity list regolarmente”, ha affermato la società svedese in una dichiarazione inviata a Light Reading. “La situazione attuale potrebbe ostacolare i progressi all’interno dell’Alleanza O-Ran e siamo ansiosi di vedere la situazione risolta il più rapidamente possibile” ha concluso Ericsson.

LO STOP DI NOKIA

La presa di posizione di Ericsson arriva dopo quella del rivale finlandese.

La scorsa settimana Nokia ha sospeso infatti il suo lavoro con l’O-Ran Alliance per il timore che il coinvolgimento di aziende cinesi nella black list americana possa esporre l’azienda a potenziali sanzioni.

“L’impegno di Nokia nei confronti di O-Ran e O-Ran Alliance di cui siamo stati il ​​primo grande fornitore ad aderire, rimane forte”, ha detto un portavoce di Nokia a TechRadar Pro. “In questa fase stiamo semplicemente sospendendo l’attività tecnica con l’Alleanza poiché alcuni partecipanti sono stati aggiunti all’Entity List degli Stati Uniti ed è prudente per noi concedere all’Alleanza il tempo di analizzare e giungere a una risoluzione”.

DOPO L’AGGIUNTA DI KINDROID, PHYTIUM E INSPUR NELLA BLACK LIST AMERICANA

I partecipanti aggiunti alla blacklist americana a cui si riferisce Nokia sono: Kindroid, una società di chip, Phytium, una società di supercalcolo, e Inspur, un produttore di server. Queste tre società si aggiungono ad altre 260 società cinesi, tra cui, la più famosa, Huawei, nell’Entity list degli Stati Uniti.

QUANTO È CINESE LA O-RAN ALLIANCE?

L’inserimento nella black list americana di membri dell’alleanza non dovrebbe essere una sorpresa, nota telecoms.com.

Non va dimenticato infatti che nell’O-Ran Alliance (nata dalla fusione di xRAN Forum a guida americana e C-RAN Alliance a guida cinese), ci sia una forte contingenza cinese.

Secondo una ricerca di Strand Consult, ben 44 aziende dei 200 membri che partecipano alla alleanza O-Ran sono domiciliate in Cina. Tra queste sono incluse: China Mobile, China Telecom e China Unicom, gli operatori controllati dallo stato, nonché Zte. Quest’ultimo figurava nell’Entity list degli Stati Uniti ma è stato rimosso nel 2018.

LA POSIZIONE DELL’O-RAN ALLIANCE

Alla richiesta di commentare la mossa di Nokia, l’alleanza O-Ran aveva dichiarato: “L’O-Ran Alliance è a conoscenza delle preoccupazioni riguardanti i partecipanti che potrebbero essere soggetti alle normative sull’esportazione degli Stati Uniti e sta lavorando con i partecipanti per garantire la conformità con la legge degli Stati Uniti”.

A COSA VA INCONTRO

Come spiega Light Reading, i membri dell’alleanza O-Ran rischierebbero di infrangere le regole statunitensi se qualcuno dei loro dipendenti statunitensi o delle tecnologie di origine statunitense fosse esposta all’O-Ran Alliance. In entrambi i casi significherebbe effettivamente che l’esperienza americana sia condivisa con le aziende inserite nella Entity list.

È stata proprio questa preoccupazione che le autorità statunitensi hanno segnalato quando hanno aggiunto Kindroid alla blacklist il mese scorso.

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