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Open Ran, perché Tim si unisce a Deutsche Telekom, Orange e Vodafone

Open Ran

Tim raggiunge Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone nel progetto europeo Open Ran, per supportare lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni aperte per le nuove reti di accesso mobili 

 

Dopo i piani per la messa al bando di Huawei, in Europa si va verso il duopolio di Ericsson e Nokia per il dispiegamento delle reti 5G.

Ma le società di telecomunicazioni europee puntano a reti 5G “aperte”.

Ed è per questo che a inizio anno i quattro operatori di telefonia mobile europei, Deutsche Telekom, Telefónica, Vodafone e Orange hanno pubblicato un “memorandum d’intesa” congiunto per lo sviluppo della tecnologia Open Radio Access Network (Open Ran). L’obiettivo è di introdurre una maggiore competizione nel segmento radio e favorire anche l’ingresso di nuovi attori.

La scorsa settimana anche l’italiana Tim ha siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con le quattro società tlc europee per promuovere la tecnologia Open Ran.

Tutti i dettagli sul progetto di standardizzazione delle Ran (Radio Access Network) aperte e intelligenti.

COSA PREVEDE LA TECNOLOGIA OPEN RAN

Come ha spiegato Politico, Open Ran racchiude l’idea di sminuzzare la catena di approvvigionamento 5G in pezzi più piccoli.

Il modello Open Ran prevede la possibilità infatti di utilizzare dispositivi, apparati e applicativi da diversi fornitori. Garantendo quindi l’interoperabilità tramite la definizione di interfacce standard aperte.

Inoltre con l’Open Ran, si utilizza hardware non specializzato su cui poter installare i moduli software (realizzati anche da fornitori differenti) che implementano le diverse funzionalità di rete.

NON SOLO ERICSSON E NOKIA, APERTURA DEL MERCATO A FORNITORI PIÙ PICCOLI

Questa tecnologia consente quindi agli operatori di acquistare kit e servizi specializzati in contratti più piccoli con diversi attori per mettere insieme una rete 5G.

Un concetto che spezzerebbe il potere di mercato di grandi fornitori end-to-end come Huawei, Ericsson e Nokia.

IL PROTOCOLLO D’INTESA DI DEUTSCHE TELEKOM, TELEFONICA, VODAFONE E ORANGE

Con la firma del MoU, Deutsche Telekom, Telefónica, Vodafone e Orange si sono impegnate a lavorare insieme sugli standard Open Ran. Oltre a investire nello sviluppo della tecnologia e spingere i governi e le autorità di regolamentazione a contribuire al finanziamento della ricerca e al “supporto politico”.

AL MOU SI UNISCE ANCHE TIM

Come dicevamo, la scorsa settimana anche l’italiana Tim ha aderito al protocollo d’intesa con i quattro operatori europei per l’Open Ran.

Come si legge nella nota, il gruppo rafforza così il suo impegno nello sviluppo di soluzioni innovative per la rete ultrabroadband mobile che, sfruttando architetture virtualizzate aperte, abilita una comunicazione sempre più agile, flessibile, sicura e funzionale alla diffusione dei servizi digitali 5G.

L’iniziativa darà un forte impulso all’introduzione di nuove funzionalità della rete mobile a larga banda, in particolare a quella 5G, favorendone così una diffusione capillare in misura sempre crescente e migliorandone la gestione.

L’IMPEGNO DI TIM PER LA CREAZIONE DI UN ECOSISTEMA O-RAN

“L’impegno di Tim per la creazione di un ecosistema su O-Ran, oltre a rafforzare le aziende italiane già impegnate nello sviluppo di soluzioni per le reti mobili di nuova generazione, rappresenta una concreta opportunità per garantire al nostro Paese un ruolo di primo piano come fornitore di tecnologie per la trasformazione digitale su scala europea. Aderendo al MoU con altri Operatori, Tim ribadisce il suo impegno a contribuire allo sviluppo della tecnologia O-Ran in Europa”, ha dichiarato Michele Gamberini, Chief Technology and Information Officer di Tim.

D’altronde, Tim aveva già aderito a due consorzi internazionali, l’O-RAN Alliance e il Telecom Infra Project (TIP), rispettivamente sin dal 2018 e dal 2017.

COSA FA L’O-RAN ALLIANCE

Già nel 2018 gli operatori di tutto il mondo hanno iniziato a lavorare su nuovi standard in un’associazione chiamata O-RAN Alliance. È un organismo di definizione degli standard che include partecipanti di oltre 200 aziende del settore tecnologico, tra cui Microsoft, Facebook, produttori di chip, società di software e i principali fornitori europei Ericsson e Nokia.

L’O-Ran Alliance include operatori cinesi ma non il suo gigante tecnologico Huawei.

Oggi O-Ran Alliance persegue l’obiettivo di fare evolvere l’accesso radio secondo i paradigmi della disaggregazione delle funzionalità radio, virtualizzazione e disaccoppiamento hardware/software con utilizzo di hardware generico (cosiddetto whitebox), automazione e standardizzazione di interfacce aperte per abilitare una vera interoperabilità.

PER AUMENTARE LA CONCORRENZA

Lo sviluppo di soluzioni Open Ran aumenterà le opzioni disponibili permettendo agli operatori di rafforzare ulteriormente gli standard di sicurezza, migliorare le prestazioni della rete e ottimizzare i costi.

Gli operatori, che non possono affidarsi a Huawei in diversi mercati europei, vedono Open Ran come una correzione a quello che considerano un duopolio nel mercato dei fornitori che consente a Ericsson e Nokia di addebitare prezzi più alti per le apparecchiature 5G.

CHE SUCCEDERÀ A ERICSSON E NOKIA

Lo sviluppo di una tecnologia Open Ran comporta dunque dei rischi per i leader del settore, Ericsson e Nokia. Quest’ultimi hanno sempre più libertà nei mercati che hanno bloccato o stanno evitando i fornitori cinesi come Huawei.

“Se rompi quel duopolio e hai molti nuovi fornitori, cosa ne sarà dei due operatori storici europei?” ha sottolineato a Politico Alex Sinclair, chief technology officer presso l’associazione degli operatori di telecomunicazioni globali GSMA.

Come ha ricordato Politico, gli esperti hanno avvertito che la tecnologia Open Ran è ancora immatura. Dunque potrebbero volerci anni prima che questi nuovi tipi di reti funzionino insieme ai sistemi 5G convenzionali.

Ma l’idea ha guadagnato influenza in paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito, dove i legislatori hanno cercato modi per sostituire Huawei.

L’INVESTIMENTO TEDESCO

In Europa, la Germania si sta mostrando favorevole a questo approccio. Come ha riportato Handelsblatt, il governo tedesco sta preparando un massiccio piano di investimenti per stimolare lo sviluppo delle società di telecomunicazioni locali, nel tentativo di allontanarsi dai fornitori dominanti come la cinese Huawei.

La bozza della proposta tedesca include oltre 300 milioni di euro di investimenti nella tecnologia Open Ran, 237 milioni di euro per un hub di ricerca 6G e 250 milioni di euro per aumentare la domanda ed espandere le reti 5G.

Il governo vuole dare la priorità alle tecnologie “Ran aperte” in tutto il suo piano di investimenti nelle telecomunicazioni.

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