Innovazione

Perché l’app anti Covid-19 dell’Oms non sarà contact tracing

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App Oms

 

Anche l’Oms sta per lanciare la sua app anti Covid-19. Rivelata a fine marzo, l’applicazione di informazione e monitoraggio di Covid-19 verrà rilasciata entro fine maggio.

Lo ha dichiarato Bernardo Mariano, Chief Information Officer dell’Oms, in una intervista a Reuters.

Dallo scoppio della pandemia numerosi Paesi in tutto il mondo hanno già attivato app di monitoraggio o contact tracing per la diffusione della pandemia da Covid-19. L’obiettivo dell’Oms è consentire alle persone nei Paesi con risorse insufficienti di valutare se potrebbero avere il nuovo coronavirus con la sua app.

Al momento l’organizzazione con sede a Ginevra sta soltanto considerando la funzionalità di tracciamento dei contatti basata su Bluetooth (al centro dell’app italiana Immuni).

FUNZIONALITÀ

Da fine marzo, l’Oms sta sviluppando un’app che guiderà gli utenti (in particolare quelli nei Paesi con risorse limitate) attraverso i sintomi per aiutarli a capire se hanno contratto il Covid-19 o meno.

Mariano ha dichiarato di voler includere ulteriori strumenti oltre al controllo dei sintomi, inclusa una guida di auto-aiuto per l’assistenza sanitaria mentale. Altre informazioni, come ad esempio il test, verranno personalizzate in base al Paese dell’utente.

APP GLOBALE

Nonostante sia un’iniziativa globale, l’app sarà open-source e fornirà informazioni locali. Oltre alla consulenza medica, ti dirà quali centri sanitari sono disponibili vicino a te. Inoltre, qualsiasi governo sarà in grado di prendere la tecnologia di base dell’app, aggiungere funzionalità e rilasciare la propria versione negli app store.

Il progetto è open-source sul servizio di hosting GitHub, il che significa che il codice è aperto all’input pubblico.

PENSATA SOPRATTUTTO PER I PAESI IN SUD AMERICA E AFRICA

L’Oms si aspetta che la sua app susciti interesse in Stati soprattutto del Sud America e Africa, dove il numero dei casi è in aumento. Potrebbero mancare la tecnologia e gli ingegneri per sviluppare app o avere difficoltà a offrire test e formazione.

“Il valore è davvero per i Paesi che non hanno nulla”, ha dichiarato Mariano: “Lasceremo indietro quelli che non sono in grado di (fornire un’app), che hanno sistemi sanitari fragili”.

IL NODO CONTACT TRACING

Infine l’organizzazione di Ginevra sta considerando di aggiungere il tracciamento dei contatti. Come ha riferito Mariano a Reuters, l’Oms ha parlato con Apple e Google della tecnologia di contact tracing che hanno lanciato il 10 aprile. Tuttavia le questioni legali e legate alla privacy hanno impedito all’Oms di di impegnarsi ancora in una simile funzione.

Apple e Google hanno entrambi promesso un sistema decentralizzato che mantiene i dati anonimi, ma ci sono ancora preoccupazioni che le aziende potrebbero usare impropriamente i dati per generare profitti in un secondo momento.

La tecnologia di Apple e Google si basa su sistema Bluetooth, base volontaria e soprattutto rispetto della privacy. I registri degli ID digitali coinvolti sarebbero infatti archiviati su server di computer remoti, ma le aziende precisano che questi non potrebbero essere utilizzati per accertare l’identità di un individuo specifico.

Ma Mariano ha espresso preoccupazione per il fatto che molte aziende lanciano strumenti di prossimità che utilizzano i dati personali raccolti per generare entrate in un secondo momento. “Vogliamo assicurarci di bloccare tutti i rischi che lo circondano”, ha dichiarato il Chief Information Officer dell’Oms.

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