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Intel Israele

Perché l’americana Intel ha segato gli investimenti in Israele?

Tutti i fattori che hanno contribuito alla decisione di Intel di dare priorità agli investimenti negli Stati Uniti (a discapito di quelli a Kiryat Gat, in Israele). L'articolo di Giuseppe Gagliano

La decisione di Intel di sospendere i suoi piani di investimento a Kiryat Gat, in Israele, riflette un’ampia gamma di incertezze sia nel contesto geopolitico che economico.

Intel, azienda di semiconduttori statunitense, secondo il sito Calcalist ha sospeso i suoi progetti per investimenti complessivi (anche se su un orizzonte di tempo molto lungo) da 25 miliardi di dollari nel sito israeliano i Kiryat Gat.

COME CAMBIERANNO I RAPPORTI FRA INTEL E ISRAELE

Intel è un attore significativo in Israele dal 1974, quando ha aperto il suo primo centro di sviluppo fuori dagli Stati Uniti a Haifa. Negli anni, Intel ha ampliato le sue operazioni in Israele, impiegando oltre 10.000 persone e facendo importanti acquisizioni come Mobileye e Moovit. Intel aveva annunciato piani di investimento a lungo termine per un totale di 25 miliardi di dollari per il suo impianto di Kiryat Gat. Questo investimento era destinato a potenziare le capacità produttive di semiconduttori di Intel. Tuttavia, l’industria dei semiconduttori sta subendo rapidi cambiamenti, in particolare con l’ascesa dell’intelligenza artificiale (AI). Nvidia è emersa come una forza dominante nell’AI, superando notevolmente Intel in capitalizzazione di mercato e avanzamenti tecnologici. Questo cambiamento ha costretto Intel a rivedere le sue priorità strategiche e i suoi investimenti. Inoltre, il panorama geopolitico sta diventando sempre più complesso, con le tensioni commerciali tra USA e Cina e le politiche dell’amministrazione Biden che favoriscono gli investimenti domestici.

PRIORITA’ USA PER INTEL

Questi fattori contribuiscono alla decisione di Intel di dare priorità agli investimenti negli Stati Uniti. L’ambiente economico in Israele, influenzato dai conflitti regionali e dalle dinamiche politiche interne, aggiunge un ulteriore livello di rischio per gli investimenti su larga scala. La disponibilità di manodopera qualificata e la stabilità economica sono fattori critici che potrebbero aver influenzato la decisione di Intel. L’investimento di Intel a Kiryat Gat era previsto avere un impatto positivo significativo sull’ecosistema tecnologico di Israele. La sospensione di questi piani potrebbe rallentare i progressi tecnologici e la crescita economica nella regione. L’investimento sospeso potrebbe influenzare le opportunità di lavoro e la crescita economica a Kiryat Gat e nelle aree circostanti. Le operazioni di Intel sono state una fonte importante di posti di lavoro di alta qualità e sviluppo economico.

L’ANALISI DI ARESU SU LIMES

Ha scritto su Limes Alessandro Aresu, esperto del settore e autore del recente “Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologica”: “Ricordiamo che Intel è presente in Israele esattamente da 50 anni, con l’apertura del suo primo centro di sviluppo fuori dagli Stati Uniti ad Haifa nel 1974. In Israele per l’azienda opera una forza lavoro di oltre 10 mila persone e negli ultimi anni Intel ha realizzato numerose acquisizioni nell’ecosistema israeliano: Mobileye è senz’altro la più importante (oltre 15 miliardi), ma occorre ricordare anche Moovit e il caso di Tower Semiconductor, operazione bloccata dall’antitrust cinese. Inoltre, Israele è un paese determinante anche per la stessa Nvidia, che ha circa il 13% della sua forza lavoro globale nello Stato ebraico, anche grazie alla cruciale acquisizione di Mellanox, uno dei punti di svolta che l’hanno resa l’azienda al centro della filiera dell’intelligenza artificiale. Nvidia ha continuato a puntare sulle capacità israeliane, per esempio con l’acquisizione di Run: ad aprile 2024, per una cifra stimata a circa 600-700 milioni”.

Conclusione di Aresu: “In questo contesto, il segnale sugli investimenti produttivi di Intel potrebbe evidenziare una nuova incertezza rafforzata dalla guerra, che non va sottovalutata e può essere l’altra faccia della medaglia dell’“arena” che il conflitto rappresenta per le aziende della difesa. Le incertezze sulla disponibilità di una forza lavoro adeguata e sulla situazione economica possono indebolire l’attrattività di Israele all’interno della guerra dei semiconduttori”.

EFFETTI INDIRETTI, POTENZIALI, DELLA DECISIONE DI INTEL

La mossa dell’americana Intel potrebbe segnalare ad altre multinazionali un potenziale rischio nel fare grandi investimenti in Israele. Potrebbe portare a una rivalutazione delle strategie di investimento da parte di altri giganti tecnologici operanti o considerando l’espansione in Israele.

L’INNOVAZIONE FATTORE CHIAVE PER ISRAELE

Da parte sua Israele dovrà adattarsi a queste circostanze mutevoli promuovendo l’innovazione, diversificando il suo settore tecnologico e affrontando le sfide economiche e geopolitiche per rimanere una destinazione attraente per gli investimenti tecnologici. Nonostante questo contrattempo, Israele rimane un attore cruciale nell’industria tecnologica globale. Il paese dovrebbe continuare a sfruttare i suoi punti di forza nell’innovazione e la sua solida esperienza nello sviluppo tecnologico per attrarre e mantenere partnership con importanti aziende tecnologiche globali.

LO SCENARIO PER ISRAELE

Inoltre, il governo israeliano potrebbe dover rispondere con politiche e incentivi per rafforzare la fiducia degli investitori e mitigare l’impatto della decisione di Intel. Questo potrebbe includere misure per supportare l’ecosistema tecnologico, migliorare la stabilità economica e affrontare le sfide del mercato del lavoro.

In conclusione, la decisione di Intel di sospendere il suo investimento a Kiryat Gat sottolinea la natura interconnessa dei fattori economici, geopolitici e specifici del settore. La capacità di Israele di rispondere e adattarsi a queste sfide sarà cruciale per mantenere la sua posizione di leader tecnologico.

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