Innovazione

Perché il Garante della Privacy attacca TikTok

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TikTok mette a rischio la privacy dei minori, per questo il Garante della Privacy ha avviato un procedimento formale. Tutti i dettagli

 

Guai in vista per TikTok in Italia sulla tutela della privacy dei minori.

Martedì l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un procedimento formale contro TikTok sostenendo che l’app di condivisione video viola la privacy, in particolare dei minori.

Scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai minori di 13 anni facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti, impostazioni predefinite non rispettose della privacy. Sono queste le principali violazioni che il Garante per la protezione dei dati personali ha contestato a TikTok.

Il social media di proprietà della cinese ByteDance è utilizzato soprattutto tra i più giovani per creare e condividere brevi video.

L’annuncio arriva dopo che il Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, ha istituito una task force per indagare sulle pratiche di dati di TikTok su richiesta del Garante italiano all’inizio di quest’anno.

La società avrà 30 giorni per inviare memorie difensive e chiedere eventualmente di essere sentita.

Tutti i dettagli.

GARANTE PRIVACY AVVIA PROCEDIMENTO FORMALE CONTRO TIKTOK

Per quanto sulle problematiche poste da Tik Tok sia in corso un’attività nell’ambito del Comitato che riunisce le Autorità europee, il Garante ha avvertito l’urgenza di aprire comunque un procedimento formale nei confronti del social network a tutela dei minori italiani.

SOTTO ACCUSA LA SCARSA TUTELA DELLA PRIVACY DEI MORI

Il Garante contesta a TikTok innanzitutto che le modalità di iscrizione al social network non tutelino adeguatamente i minori. Il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni, stabilito dal social network, risulta infatti facilmente aggirabile una volta che si utilizzi una data di nascita falsa.

TikTok di conseguenza non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy italiane. Queste prevedono infatti per l’iscrizione ai social network il consenso autorizzato dei genitori o di chi ha la responsabilità genitoriale del minore che non abbia compiuto 14 anni.

DOPO ISTRUTTORIA AVVIATA A MARZO

Come spiega la nota diffusa dall’authority presieduta da Pasquale Stanzione, l’istruttoria avviata dagli uffici dell’Autorità lo scorso marzo ha messo in luce infatti una serie di trattamenti di dati effettuati dal social network che appaiono non conformi al nuovo quadro normativo in materia di protezione dei dati personali.

LE ALTRE ACCUSE

Il Garante della Privacy italiano ha anche accusato TikTok di mancanza di chiarezza su quanto a lungo conserva i dati e per quali scopi, quali metodi di anonimizzazione utilizza e cosa succede ai dati inviati a paesi extra Ue.

LA REPLICA DI TIKTOK

“La massima priorità di TikTok è proteggere la privacy e la sicurezza dei nostri utenti, in particolare i nostri utenti più giovani”, ha dichiarato un portavoce di TikTok.

“Abbiamo recentemente ricevuto una segnalazione dal Garante per la protezione dei dati personali. Stiamo ancora valutando le sue conclusioni e continuando a impegnarci con il Garante per fornire informazioni rilevanti in risposta alle sue richieste. Non siamo d’accordo con alcuni aspetti della sua analisi e alcune delle conclusioni tratte”. “Poiché la nostra valutazione è in corso, non siamo in grado di commentare ulteriormente a questo punto” ha concluso la società.

PISANO: “BENE GARANTE PRIVACY SU TIKTOK, MANCA TUTELA”

“La tutela dei minori è fondamentale e ciò che è illegale offline deve esserlo anche online”, sottolinea la ministra per l’Innovazione Paola Pisano, commentando l’apertura da parte del Garante di un procedimento formale su TikTok.

“L’attività del Garante ha inoltre messo in luce le problematiche legate al trattamento dei dati personali degli utenti iscritti”, ha osservato Pisano. “I tempi di conservazione dei dati non sono definiti né appare chiaro verso quali società vengano trasferiti”.

L’APP CINESE SOTTO INDAGINE ANCHE IN ALTRI PAESI

Senza dimenticare che le turbolenze negli Stati Uniti sul futuro dell’app di proprietà cinese, ricordiamo che TikTok è anche oggetto di indagine da parte delle authority per la privacy nei Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Regno Unito.

LA CONFUSIONE EUROPEA SU TIKTOK

Tuttavia,  l’intervento del Garante Privacy italiano mette in luce la confusione sulla regolamentazione di TikTok in Europa, sottolinea Politico. Sebbene l’app abbia spostato le funzioni chiave di protezione dei dati a Dublino a luglio per attivare il meccanismo che vedrebbe la Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) diventare il suo principale regolatore ai sensi delle norme dell’UE, lo stesso DPC ha messo in dubbio tale mossa.

E il Comitato europeo per la protezione dei dati personali sta ancora discutendo la questione TikTok.

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