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Perché Facebook rottama il riconoscimento facciale?

Facebook Riconoscimento Facciale

Facebook dismette il programma di riconoscimento facciale. La piattaforma social ha affermato che eliminerà interamente i dati biometrici dei suoi utenti dopo le preoccupazioni sul potenziale uso improprio della tecnologia. Fatti e approfondimenti

 

Niente più riconoscimento facciale sul social network Facebook, per ora.

Martedì la società, ora ribattezzata Meta, ha annunciato che non userà più la tecnologia che identifica automaticamente gli utenti in foto e video, citando le crescenti preoccupazioni sull’uso di tale software.

“I regolatori sono ancora in procinto di fornire una serie chiara di regole che ne disciplinino l’uso”, ha scritto in un post sul blog Jerome Pesenti, vicepresidente dell’intelligenza artificiale di Facebook. “In mezzo a questa incertezza in corso, riteniamo che sia appropriato limitare l’uso del riconoscimento facciale a una serie ristretta di casi d’uso”.

La rimozione del riconoscimento facciale da parte della più grande piattaforma di social media del mondo arriva sulla scia delle pressioni sull’industria tecnologica riguardo questa tecnologia.

Quest’anno Amazon ha annunciato di prorogare fino a nuovo avviso la moratoria sull’uso da parte della polizia del suo software di riconoscimento facciale. Come Amazon, anche Microsoft aveva annunciato di sospendere la vendita della sua tecnologia alla polizia fino a quando gli Stati Uniti non approveranno una legge che ne disciplina l’utilizzo. Diversa la posizione di Ibm, uscita definitivamente dal settore del riconoscimento facciale l’anno scorso.

La mossa di Facebook arriva in un momento complicato per l’azienda fondata da Mark Zuckerberg. La società sta affrontando una raffica di controlli da parte di regolatori e legislatori da quando l’ex manager Frances Haugen l’ha accusata di trascurare la disinformazione sulle sue piattaforme e di mettere profitti sulla sicurezza dei suoi utenti.

Tutti i dettagli.

LA DECISIONE DI FACEBOOK (META) SUL RICONOSCIMENTO FACCIALE

“Nelle prossime settimane chiuderemo il sistema Face Recognition su Facebook”, si legge nella nota.

Pesenti, vicepresidente dell’intelligenza artificiale di Facebook, ha scritto che oltre un terzo degli utenti attivi giornalieri dell’azienda ha aderito all’impostazione. Si tratta di più di 643 milioni di persone, poiché Facebook aveva 1,93 miliardi di utenti attivi giornalieri nel terzo trimestre del 2021.

Inoltre Facebook ha aggiunto che il suo strumento di testo alternativo automatico — che crea descrizioni di immagini per persone ipovedenti — non includerà più i nomi delle persone riconosciute nelle foto dopo la rimozione del riconoscimento facciale, ma funzionerà normalmente.

ELIMINATI I DATI BIOMETRICI

La rimozione sarà implementata a livello globale e dovrebbe essere completata entro dicembre.

IL PLAUSO DEGLI ATTIVISTI PER LA PRIVACY

I gruppi di difesa della privacy e dei diritti digitali hanno accolto con favore la mossa.

Sebbene l’azione di Facebook arrivi dopo le mosse di altre società tecnologiche, potrebbe segnare un “momento notevole nell’abbandono del riconoscimento facciale a livello nazionale”. Ne è convinto Adam Schwartz, avvocato senior presso la Electronic Frontier Foundation.

Woodrow Hartzog, professore di diritto e informatica presso la Northeastern University, ha commentato alla Cnn la decisione una “vittoria”. Questa mossa mostra la necessità di una continua difesa della privacy.

Tuttavia, poiché la società non smetterà di lavorare sulla tecnologia di riconoscimento facciale più in generale, Hartzog ha avvertito che potrebbe tornare in un secondo momento. “Forse in un modo meno evidente ma comunque pericoloso per le persone” ha sottolineato il professore.

TECNOLOGIA SOTTO LA LENTE DEI REGOLATORI E DEI GIUDICI

Senza dimenticare che il software di riconoscimento facciale ha portato a Facebook una serie di grane. Nel 2019 la Federal Trade Commission degli Stati Uniti lo ha incluso tra le preoccupazioni quando ha multato Facebook di 5 miliardi di dollari per risolvere i reclami sulla privacy.

Inoltre, Facebook anche pagato 650 milioni di dollari allo Stato dell’Illinois per aver violato la sua legge sulla privacy biometrica. Poiché negli Stati Uniti manca ancora una legge federale sulla privacy, persiste la possibilità di entrare in conflitto con leggi statali diverse. Oggi solo Illinois, Texas e Washington hanno leggi statali che regolano la privacy biometrica, ricorda Quartz.

MA FACEBOOK TIENE UNA PORTA APERTA….

Tuttavia, Facebook non ha escluso l’utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale in altri prodotti.

“Guardando al futuro, vediamo ancora la tecnologia di riconoscimento facciale come uno strumento potente, ad esempio, per le persone che hanno bisogno di verificare la propria identità o per prevenire frodi e impersonificazione”, ha scritto Pesenti.

Pertanto, Facebook esplorerà l’utilizzo della tecnologia in futuro e divulgherà pubblicamente tali sforzi, ha annunciato sul blog.

IL CASO CLEARVIEW

Dunque Facebook eliminerà i propri dati di riconoscimento facciale… ma che ne sarà del database di Clearview AI?  Ovvero la più chiacchierata azienda statunitense specializzata nella tecnologia di riconoscimento facciale.

Il software messo a punto da Clearview confronta infatti l’immagine in un database di oltre 3 miliardi di foto pescate da Facebook, Youtube e da altri siti online. La società è balzata alle cronache a inizio 2020 dopo l’inchiesta del New York Times secondo cui le forze dell’ordine negli Stati Uniti, dalla polizia locale in Florida all’Fbi al dipartimento per la sicurezza interna, farebbero uso della sua “app” per il riconoscimento facciale.

Come ha rilevato il Corriere della Sera, Facebook, “che sostiene di non aver mai venduto dati biometrici individuali a privati o a organismi governativi, continuerà a consentire che società indipendenti come Clearview AI, che fornisce tecnologie di riconoscimento facciale alle polizie e ad altri enti federali, continui ad addestrare i suoi algoritmi utilizzando l’enorme database accumulato”.

IL METAVERSO RACCOGLIERÀ ANCORA PIÙ DATI

Infine, la dismissione del riconoscimento facciale in nome della tutela dei dati personali degli utenti potrebbe anticipare soltanto un’altra raccolta di dati più pervasiva.

Come ha sottolineato Quartz, “l’abbraccio del metaverso da parte della Silicon Valley potrebbe raccogliere una quantità senza precedenti di informazioni sui suoi utenti in un futuro non troppo lontano. Il metaverso potrebbe acquisire molti più dati sui suoi utenti e su come interagiscono tra loro, dati preziosi per gli inserzionisti. La realtà virtuale è in genere monitorata con occhiali e guanti indossabili, in grado di rilevare e rispondere a movimenti, suoni e tocco. Quindi non catturerà solo ciò che scriviamo, scorriamo e carichiamo, bensì ogni mossa che facciamo e come interagiamo con gli altri”.

Il passaggio al metaverso potrebbe rappresentare una sfida molto più grande del riconoscimento facciale.

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