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Nvidia vuole mettere l’intelligenza artificiale anche nel 6G con Ericsson e Nokia

Nvidia punta a espandere l'uso dell'intelligenza artificiale nell'economia reale. Così, si accorda con Nokia, Ericsson e non solo per promuovere una rete 6G basata sull'Ia e capace di gestire i flussi di dati tra robot e macchine autonome.

Nvidia, la più grande azienda di microchip al mondo nonché la società a maggiore capitalizzazione in assoluto, ha annunciato una collaborazione con diversi operatori di telecomunicazione – tra cui Nokia ed Ericsson – per lo sviluppo di reti 6G capaci di gestire l’intelligenza artificiale. Il termine 6G si riferisce alle tecnologie di sesta generazione per la telefonia mobile che sostituiranno lo standard corrente, il 5G.

PERCHÉ NVIDIA PUNTA SUL 6G?

Nvidia vuole che le infrastrutture per il 6G vengano progettate fin dall’inizio per utilizzare e gestire funzionalità di intelligenza artificiale: è un modo per diffondere l’uso di questa tecnologia nei vari settori dell’economia “reale” e garantirsi altri mercati per i suoi prodotti.

Attualmente i processori di Nvidia, per via delle loro prestazioni elevate, sono richiestissimi dai gruppi tecnologici impegnati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, che stanno spendendo cifre enormi per accaparrarseli e accrescere le loro capacità di calcolo. I mercati finanziari, però, hanno iniziato a chiedersi quando tutti questi investimenti cominceranno a restituire dei ritorni economici concreti.

UNA PARTNERSHIP CON GLI OPERATORI DI TELECOMUNICAZIONE

Nvidia si è accordata, tra le altre, con le società statunitensi Cisco e Booz Allen, con la britannica Bt Group, le tedesche Deutsche Telekom e T-Mobile, la svedese Ericsson, la finlandese Nokia e la giapponese SoftBank.

COME SARANNO LE RETI 6G

A detta di Nvidia, le reti 6G non dovranno occuparsi solamente di connettività in senso stretto ma dovranno diventare “il tessuto per l’intelligenza artificiale fisica”, cioè l’infrastruttura che permetterà a “miliardi” di veicoli autonomi, sensori, robot industriali e macchinari vari di interagire tra di loro: si andrà ben oltre gli smartphone, insomma.

Le reti di telecomunicazioni attuali non sono state pensate per reggere un carico di lavoro tanto grande e complesso, specialmente per quanto riguarda la latenza (i tempi di risposta, semplificando) e l’elaborazione dei dati. Ronnie Vasishta, che dirige la divisione telecomunicazioni di Nvidia, ha detto che queste infrastrutture dovranno diventare molto più efficienti perché lo spettro radio disponibile è limitato: le stesse bande di frequenza per le comunicazioni wireless, dunque, dovranno riuscire a trasmettere molti più dati e a gestire numerosissime interazioni in tempo reale.

UN APPROCCIO APERTO

Siamo in una fase ancora molto preliminare dell’introduzione del 6G, nella quale non sono ancora state definite le specifiche tecniche che regoleranno il funzionamento della componentistica e dei software. Le aziende, allora, si stanno muovendo – e l’alleanza formata da Nvidia ne è una dimostrazione – per cercare di orientare il settore verso soluzioni a loro favorevoli, come spiega Bloomberg.

Nvidia, nello specifico, sta spingendo un approccio “aperto”, per una rete 6G fondata su un software aggiornabile e funzionante su computer standard. L’azienda vorrebbe che il traffico dei dati venisse gestito da un programma di intelligenza artificiale capace di adattarsi in maniera dinamica a modelli e priorità in evoluzione.

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