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Pentagono Starlink

Musk putineggia in Ucraina con Starlink?

Il presidente di SpaceX ha rivelato che la società ha adottato misure attive per impedire alle forze ucraine di utilizzare la tecnologia satellitare Starlink per scopi militari, nello specifico riguardo il controllo dei droni, una componente chiave della loro lotta contro la Russia

Non c’è pace tra SpaceX, la compagnia aerospaziale di proprietà di Elon Musk, e l’Ucraina su Starlink.

SpaceX intende impedire alle forze armate ucraine di utilizzare i terminali Starlink per il pilotaggio remoto di droni d’attacco o per altri scopi offensivi. Lo ha annunciato la presidente e chief operation officer di SpaceX, Gwynne Shotwell durante una conferenza a Washington.

Fino ad oggi oltre 1.300 terminali per l’Internet satellitare Starlink donati da SpaceX all’Ucraina all’inizio del conflitto con la Russia hanno aiutato le forze armate di Kiev a mantenere le comunicazioni e il coordinamento sul campo di battaglia. All’indomani dell’invasione russa in Ucraina, il 26 febbraio, Mykhailo Fedorov, vice primo ministro ucraino, ha chiesto a Musk su Twitter di inviare terminali Starlink nel paese. Fedorov ha affermato che il servizio Internet a banda larga “mantiene le nostre città connesse e i servizi di emergenza salvano vite” in caso di interruzioni. Musk ha accolto prontamente la richiesta.

Anche se qualcosa è iniziato ad andare storto. Lo scorso ottobre Musk ha twittato che SpaceX non poteva più permettersi di fornire il servizio in Ucraina a tempo indeterminato, solo per fare dietrofront due giorni dopo e dire che avrebbe continuato a fornire Starlink gratis a Kiev.

“Tuttavia, gli ucraini l’hanno sfruttata in modi che non erano intenzionali e non facevano parte di alcun accordo”, ha sottolineato Shotwell. La presidente di SpaceX ha fatto riferimento ai rapporti secondo cui l’esercito ucraino aveva utilizzato il servizio Starlink per controllare i droni.

La tecnologia Starlink “non è mai stata pensata per essere utilizzata come arma” ha precisato la rappresentante di SpaceX.

E ora?

LA POSIZIONE DI SPACEX

Nel corso di una conferenza stampa nella capitale americana, Shotwell ha dichiarato che SpaceX non ha mai dato il proprio assenso all’utilizzo dei terminali “come armi”.

“Sappiano che le forze armate (ucraine) stanno usando i terminali per le comunicazioni, e va bene” ha aggiunto la presidente di SpaceX. “Ma non abbiamo mai voluto che fossero utilizzati a fini offensivi” ha ribadito.

Secondo il presidente della compagnia, l’Ucraina “ha sfruttato (il sistema satellitare) secondo modalità non intenzionali e che non erano parte di nessun accordo”. Shotwell ha fatto esplicito riferimento all’impiego di Starlink per il pilotaggio remoto di droni d’attacco. Pertanto, ha affermato che SpaceX “ha mezzi a disposizione per limitare tale impiego”.

“Ci sono cose che possiamo fare per limitare la loro capacità di farlo”, ha detto ai giornalisti Gwynne Shotwell. “Ci sono cose che possiamo fare e che abbiamo fatto”.

L’UCRAINA HA UTILIZZATO I TERMINALI STARLINK PER SCOPI BELLICI

La connessione garantita dalla costellazione satellitare Starlink ha giocato un ruolo anche militare in questi mesi di conflitto.

Come ricorda la Cnn, le truppe ucraine hanno ampiamente elogiato Starlink come una tecnologia satellitare rivoluzionaria che non solo ha permesso loro di mantenere le comunicazioni, ma anche di colpire meglio le forze russe con artiglieria e droni.

L’Ucraina ha fatto un uso efficace di velivoli senza pilota per individuare le posizioni nemiche, prendere di mira gli incendi a lungo raggio e sganciare bombe, scrive Reuters.

I RAPPORTI (A VOLTE) COMPLICATI CON MUSK

L’ammissione di Shotwell secondo cui SpaceX ha impedito ai soldati ucraini di utilizzare appieno la tecnologia conferma la convinzione di lunga data che Musk e la compagnia siano a disagio con l’uso militare di Starlink da parte dell’Ucraina, rimarca la Cnn.

A metà ottobre proprio Musk ha annunciato che non avrebbe più donato i suoi satelliti Starlink all’Ucraina. In particolare, l’imprenditore americano si era rivolto al dipartimento della Difesa chiedendogli di farsi carico delle onerose spese della rete satellitare divenuta fondamentale per le comunicazioni dell’esercito di Kiev. Ma la “minaccia” di staccare la spina alla rete di comunicazione è stata prontamente ritirata dal miliardario che ha confermato che Starlink resta gratis per l’Ucraina.

Più o meno nello stesso periodo, alcuni ucraini si sono lamentati di interruzioni del servizio Internet vicino al fronte, mentre Musk ha anche suscitato l’irritazione dei funzionari ucraini promuovendo un piano di pace in base al quale l’Ucraina avrebbe ceduto parte del territorio alla Russia.

Questi episodi devono aver messo in agitazione il governo di Kiev, consapevole di far affidamento sulla generosità di una società privata (anche se la spedizione dei terminali non è frutto dell’esclusiva “beneficienza” di SpaceX). E l’Ucraina ha iniziato a guardarsi intorno alla ricerca di nuovi fornitori. E proprio a inizio novembre il colosso tecnologico statunitense Microsoft ha annunciato che estenderà il supporto tecnologico all’Ucraina gratuitamente fino al 2023.

LA REAZIONE DI KIEV

La reazione di Kiev non si è fatta attendere a questa nuova presa di posizione da parte della compagnia aerospaziale di Musk.

Ieri è arrivata la denuncia da parte di Mykhailo Podolyak, un alto consigliere del presidente dell’Ucraina, Volodymr Zelenskiy, che ha sostenuto che gli affari di Musk non hanno riconosciuto il diritto dell’Ucraina all’autodifesa.

Le aziende, ha sostenuto Podolyak su Twitter, dovevano decidere se essere “dalla parte del diritto alla libertà” o “dalla parte della Federazione Russa e del suo ‘diritto’ di uccidere e impadronirsi di territori” dopo la sua invasione non provocata dello scorso anno.

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