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Mosse e mossette di Google per evitare problemi col suo PlayStore

Google apre il suo PlayStore a metodi di pagamento alternativi, abbassando contemporaneamente le commissioni: l'accordo raggiunto con la battagliera rivale Epic Games pare insomma sarà fatto valere "erga omnes". Ma c'è anche chi maligna che la software house di Tim Sweeney sia stata rabbonita da un contratto da 800 milioni stipulato proprio con Mountain View mentre era in corso la causa contro il colosso del Web...

Cambio di strategia in casa Google per ciò che concerne le commissioni che gli sviluppatori devono pagarle per vendere dal Play Store, il negozio digitale che consente le installazioni sui device Android: Mountain View ha infatti deciso di aprire a tutti (o quasi) i contenuti dell’accorto in via di raggiungimento con Epic Games, la software house che ha avviato una lunga battaglia legale sia contro Google sia contro Apple, così da evitare nuove richieste analoghe dalle aziende che espongono i loro software sui suoi scaffali virtuali o, peggio, possibili multe antitrust.

GOOGLE INAUGURA LA STAGIONE DEGLI SCONTI DELLE COMMISSIONI SU PLAYSTORE

In tale ottica, negli USA, in Gran Bretagna e nello spazio economico europeo Google ha annunciato che le commissioni scenderanno dal 30 al 20 per cento in casi che però il colosso di Internet non ha ancora dettagliato. I nuovi scaglioni entreranno in vigore entro l’estate. Le app che avevano le commissioni dimezzate al 15 passeranno al 10.

INTRODOTTI SISTEMI DI PAGAMENTO ALTERNATIVI

Ma non è finita qua perché Google ha assicurato inoltre che entro fine anno lancerà un programma “Registered App Stores” al di fuori degli Usa che consentirà agli sviluppatori di integrare sistemi di pagamento alternativi accanto a quello di Google Play, a fronte di una commissione differenziata.

UNA VITTORIA “EPICA”?

Tutto questo sembra essere connesso a doppio-filo alla lunga battaglia legale portata avanti da Epic Games. Peraltro, mentre le parti battagliavano è venuta fuori l’esistenza di una partnership commerciale tra Epic Games e Google dal valore complessivo di circa 800 milioni di euro spalmati su sei anni. Partnership che, malignano già taluni, potrebbe avere rabbonito Epic spingendola a moderare la propria storica contrapposizione alle politiche di Mountain View.

Da parte sua il general manager Steve Allison, anche attraverso una serie di posti pubblicati sul suo account X (e a una analoga nota battuta dal profilo aziendale), replica che “criticare Google è lecito su argomenti non correlati alla distribuzione/alle commissioni dell’app store. Epic e Google hanno concordato di non denigrare Google solo su argomenti relativi all’accordo.” E soprattutto sottolinea il fatto che “In genere, i tribunali evitano di stabilire tariffe, quindi qualsiasi speranza di risoluzione è un processo lungo e laborioso che richiede anni e numerosi ricorsi. Il tutto mentre gli sviluppatori perdono terreno”.

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