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Il Miur dice sì all’uso dello smartphone nelle aule scolastiche

Smartphone Nelle Aule Scolastiche

Davide Faraone, Sottosegretario dei Ministero dell’Istruzione, annuncia la decisione di liminare il divieto di utilizzo dello smartphone nelle aule scolastiche: può essere uno strumento utile alla didattica

Sì allo smartphone nelle aule scolastiche, può aiutare la didattica. Davide Faraone, Sottosegretario dei Ministero dell’Istruzione, ha annunciato ai microfoni di Radio24 la decisione di eliminare il divieto di utilizzo dello smartphone in classe, facendo del dispositivo più utilizzato dai giovani uno strumento utile all’insegnamento. Ma partiamo dall’inizio.

Il divieto di utilizzo dello smartphone nelle aule scolastiche

Ad introdurre il divieto assoluto di utilizzo dello smartphone nelle aule scolastiche è stato, nel 2007, il ministro Fioroni: «È dovere specifico, per ciascuno studente, non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche», scriveva in una circolare. Ogni scuola poteva decidere, a propria discrezione, la sanzione qualora beccasse uno studente a mandare messaggini durante la lezione.

Tutto cambia. Lo smartphone diventa uno strumento utile

Quello di Fioroni, secondo le parole di Davide Faraone, è un provvedimento fuori da tempo. In una Europa sempre più digitalizzata e in una scuola sempre più innovativa, è giusto, secondo il sottosegretario, sfruttare tutti i dispositivi che possano migliorare le ore di lezioni.

smartphone nelle aule scolastiche
Stefania Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione

“Si tratta solo di prendere atto della realtà e trasformare uno strumento concepito solo come qualcosa da proibire in uno strumento utile per la didattica. Molto presto quasi tutte le scuole italiane saranno cablate e se saranno cablate dovremo dotare gli studenti di strumenti che probabilmente già hanno, per poter sviluppare una didattica orizzontale nell’utilizzo del digitale”, afferma Davide Faraone, Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione (MIUR), a Melog su Radio 24 in merito alla decisione di togliere il divieto di uso degli smartphone in classe. “Il tema non è l’ora di informatica, il tema è prevedere un uso del digitale nella didattica abbastanza normale, come già accade nella vita quotidiana di ragazzi e ragazze. Il divieto assoluto dell’uso dello smartphone in classe (in vigore dal 2007), come ogni atteggiamento luddista, è oggi fuori dal tempo. Ovviamente l’utilizzo dello smartphone non vuol dire stare al telefono o mandare messaggini.”

Non solo. Lo smartphone e il suo utilizzo nelle aule scolastiche potrebbe anche rivelarsi utile per combattere il cyberbullismo, abbattendo le barriere tra gli studenti, e per aiutare tutti gli alunni che hanno difficoltà nella concentrazione e nell’apprendimento.

Un passo (importante) verso la digitalizzazione della scuola italiana

L’eliminazione del divieto di utilizzo dello smartphone è un passo verso la digitalizzazione della scuola, cosa che sembra stare a cuore al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Ad ottobre 2015 il Ministero ha presentato, infatti, il Piano Nazionale della Scuola Digitale, in cui si prevedono  trentacinque «azioni» e lo stanziamento di un miliardo di euro per cablare le scuole del territorio nazionale. Dunque già dal prossimo anno la maggior parte degli istituti sarà dotata di  banda ultra-larga.

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